“Alessandria, città delle biciclette”: la nostra storia

Una rassegna espositiva racconta gli straordinari artigiani che nel ‘900 fecero della bicicletta un'opera d’arte, i grandi giornalisti che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo, i personaggi che lanciarono le due ruote e gli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

Pubblicato venerdì 24 giugno 2016 · da

Una storia come questa, mai raccontata, sulle prime biciclette e le prime pedalate in Italia non poteva che essere ambientata in un territorio che ne è stato la culla.
Sulle strade dei Campionissimi – Un territorio tutto da pedalare, sulle tracce dei Campionissimi Girardengo e Coppi e prima ancora Gerbi e Cuniolo, attraverso percorsi suggestivi, tra pianura e colline Patrimonio Unesco e geomappati con ogni indicazione utile (www.piemontebike.eu) e, al centro, Alessandria, che forse pochi ancora sanno ha avuto un ruolo primario nella promozione delle due ruote, una città che ha una storia affascinante e di grandi primati legati a questo mondo che pedala da oltre un secolo.
Sulle strade dei costruttori di bici – Da Carlo Michel a Giovanni Maino, industriali e artigiani geniali, dalle Borsaline alla creatività del giornalismo sportivo con la fondazione de La Gazzetta dello Sport, alla nascita dell’Unione Velocipedistica Italiana e quindi del Circolo Velocipedistico Alessandrino. Senza tralasciare i racconti e le storie di passione e rivalità tra il tortonese Giovanni Cuniolo detto “Manina” e l’astigiano Giovanni Gerbi, soprannominato il “Diavolo Rosso”, fino alle vicende di campionissimi come Costante Girardengo e Fausto Coppi. Insomma, la storia della bicicletta, ancora tutta da raccontare nel suo ruolo nevralgico del Monferrato, tra Alessandria e Asti, anima una Mostra e una serie di eventi che promuovono le origini del mito della bicicletta e testimoniano la voglia concreta di tornare a pedalare. In città e per turismo in un territorio vocato alle due ruote.
Un omaggio a La Gazzetta dello Sport –  La rassegna espositiva racconta gli straordinari artigiani che nel corso del ‘900 fecero della bicicletta una vera opera d’arte, i grandi giornalisti e gli imprenditori che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo (come Eliso Rivera, di Masio, cofondatore della “Gazzetta dello Sport”), i personaggi che lanciarono le due ruote come sport e come veicolo di grande popolarità, fino agli eroi del pedale che ne immortalarono il mito.

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La storia della Prima Bicicletta in Italia  Da Parigi alla “Pista”. Forse non tutti sanno che tra i primi a portare in Italia il velocipede, antenato asimmetrico e certamente più acrobatico della bicicletta, fu l’alessandrino Carlo Michel, che si innamorò della bicicletta all’Expo di Parigi del 1867 e se ne portò a casa un esemplare prodotto dalla ditta Michaux, aggirandosi a cavallo del mezzo per le strade della città e contribuendo alla sua rapida diffusione.
È da questa pietra miliare che ha origine la vocazione ciclistica di Alessandria e della sua provincia, assai precocemente consolidata dalla nascita di uno dei primi circoli velocipedistici italiani, attivo già nel 1885 e capace di far realizzare addirittura una vera e propria pistainaugurata nel 1890 e ancora oggi fortemente presente nella toponomastica della città che chiama “Pista” il quartiere in cui fu costruita.

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Pezzi raramente visti Nella mostra, esposti anche cimeli rari e unici, come l’ultima bicicletta usata da Fausto Coppi, come la Meazzo Pista costruita dal padre di Giovanni Meazzo per la prima riunione al velodromo di Alessandria. Come la bici usata da Learco Guerra, la locomotiva umana… nella stanza social c’è una foto a tutta parete ribattezzata “Il quarto stato del ciclismo” scattata ai Giardini della Stazione di Alessandria, che rappresenta la passione per la città dedita ai raduni in bicicletta. Tutti i protagonisti calzano un cappello (omaggio a Borsalino?). Quasi tutti gli uomini hanno i baffi… Impressionante anche la tecnica di questa foto dei primi del 900 un grandangolo tutto a fuoco quando non c’era ancora il grandangolo…
Vademecum – A Palazzo del Monferrato (via San Lorenzo 21, ad Alessandria) sino al 10 luglio 2016. Orari: da martedì a venerdì  dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Lunedì chiuso. Ingresso libero.
Per info: tel. 0131-313400/0131-313230/0131-313209;
e-mail: [email protected]  web: www.palazzomonferrato.it

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