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Prova Lightweight Urgestalt

Un sogno su due ruote, e che ruote! Il telaio Urgestalt e le ruote Meilenstein costituiscono il primo "sistema integrato": prestazioni al vertice si sposano al comfort, su una bici davvero esclusiva

Pubblicato martedì 17 maggio 2016 · da
LIVE RIDE

Chi non conosce Lightweight? Tra gli appassionati di ciclismo – e tra i Pro… – il marchio identifica immediatamente le bellissime ruote in materiali compositi, riferimento assoluto da molti anni. Emblema di prestazioni e leggerezza, oltre che di prezzo esclusivo (nel senso stretto del termine), compaiono costantemente al vertice della lista dei desideri dei ciclisti più esigenti. L’azienda tedesca – fa parte del gruppo CarboFiberTech, specializzato nella produzione di materiali compositi per l’industria aerospaziale – ha progettato un telaio nato per essere il perfetto complemento delle sue ruote. Obiettivo? Creare un sistema integrato che esalti le peculiari caratteristiche delle ruote, consentendo al ciclista di vivere un’esperienza sportiva unica. Così nelle intenzioni, decisamente ambiziose. Il risultato è il telaio Urgestalt, che in tedesco significa “archetipo” o “forma originale”, ed è secondo Lightweight un nuovo riferimento nell’altissima gamma. Non tanto e non solo tra i telai ma come sistema integrato, perché a questo scopo è stato progettato. Peso dichiarato di 790 grammi, costa 4.500 euro, prezzo che include forcella e reggisella. L’abbiamo provato con un montaggio all’altezza: ruote Lightweight Meilenstein (3.640 euro) con profilo da 47,5 mm, manubrio Lightweight (400 euro), attacco e serie sterzo FSA, sella San Marco Aspide Superleggera (109 grammi) e gruppo completo DuraAce meccanico (Compact 50/34 con cassetta 11-28). Completa di pedali Keywin Carbon Ti la bici in prova (taglia 51) ha fermato l’ago della bilancia (elettronica) a 6 kg esatti.

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Sobrietà ed eleganza sono le note distintive nell’aspetto dell’Urgestalt

A scanso di equivoci va detto che il telaio è fabbricato a Taiwan, da fornitori che utilizzano materiale selezionato e manodopera altamente professionale. Tutto sotto stretto controllo della Casa madre, che verifica una prima volta la qualità del risultato finale appena dopo la produzione, per ripetere il processo in Germania, quando telaio, forcella e reggisella sono sottoposti al controllo di qualità prima della spedizione ai rivenditori. La scelta di produrre in Oriente ha suscitato polemiche, anche perché tutta la produzione LW è tedesca. Il motivo? Secondo l’azienda la complessità costruttiva: la stratificazione e la disposizione della fibra composita richiede un numero di ore di lavoro talmente significativo da rendere impossibile farlo in Europa, a meno di alzare ulteriormente il prezzo. E dato che già cosi la quotazione di listino è stellare…

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La traduzione di massima dello slogan Lightweight è “fatto a mano per chi pedala”…

Decisamente inconsueto il processo di sviluppo, perché la raccolta di informazioni per progettare il telaio è partita dalle ruote. Quali forze e reazioni vengono trasmesse alla struttura principale dalle ruote Meilenstein? Che impatto hanno sul telaio? Come deve essere progettato quest’ultimo per valorizzare le forze funzionali alla prestazione e smorzare quelle che la ostacolano? Come può assecondare le ruote ed esaltarne le caratteristiche, raggiungendo l’obiettivo di massime prestazioni ed elevato comfort? Il risultato secondo LW è Urgestalt, primo “sistema integrato” telaio-ruote, costruito con fibre e resine che possono vantare compatibilità molecolare del 100%, a garanzia di stabilità delle prestazioni e durata nel tempo.

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Le ruote Meilenstein combinano rigidità e straordinaria leggerezza

Le ruote Meilenstein, nome che significa “pietra miliare” – in Lightweight tengono il profilo alto anche per i nomi dei prodotti, non solo per il profilo delle ruote… – non hanno bisogno di presentazioni: al vertice di un percorso evolutivo che già con le precedenti Standard III ha raggiunto eccellenti risultati nel rapporto rigidità-peso, sono molto versatili: la leggerezza permette di confrontarle con ruote a basso profilo, ideali in salita, mentre il profilo aerodinamico (47,5 mm) ne garantisce la resa ad alte velocità. Il peso dichiarato della versione per tubolari è molto contenuto: 475 grammi per la ruota anteriore (16 raggi), 625 per quella posteriore (20 raggi); 520 e 660 grammi per la versione che permette di montare i copertoncini. I limiti di peso (bicicletta + ciclista) sono fissati rispettivamente a 100 e 120 kg. Sulla bici in prova i tubolari, elegantemente personalizzati LW, sono i Continental Competition con sezione di 25 mm.

(Foto di Simon Palfrader per RED)

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