Michelin - 13

Prova Michelin Race’R Ultimate Advanced e Grip’R Advanced: born to be Wild

Una comincia dove l'altra finisce: insieme riescono a coprire la quasi totalità dei terreni tipici del Cross Country

Pubblicato martedì 06 ottobre 2015 · da

Si fa presto a dire gomma. Per molti una vale l’altra, ed è già tanto se nel montarle si rispetta il senso di rotazione. La stessa bicicletta equipaggiata con pneumatici dal disegno differente o anche dal medesimo pneumatico ma con differenti sezioni ha un comportamento che può variare di molto. Per non parlare dell’importanza della giusta pressione in relazione alle condizioni del terreno.

Vista la destinazione di utilizzo delle nostre Michelin tralasciamo le peculiarità degli pneumatici sviluppati per le differenti discipline, per concentrarci sul cross country e l’all-mountain, mondi separati da un confine davvero labile, soprattutto per i non agonisti.

In un mondo perfetto (e senza doversi confrontare con il direttore della banca) dovremmo avere a disposizione almeno tre coppie di gomme: una per terreni secchi e scorrevoli, una per fondi meno consistenti e più tecnici, e l’ultima per condizioni caratterizzate da umido e fango. Ecco la nostra prova, in sella alla Cannondale Scalpel.

Michelin Wildgripper - 12

La prima situazione d’uso è quella per cui sono più adatte le Wild Race’R Ultimate Advanced, soprattutto nella misura di 29×2.0″. Si tratta di pneumatici destinati a scorrere con la minor resistenza possibile su terreni secchi e consistenti, dove il loro profilo fatto di tasselli bassi e distribuiti in modo uniforme si esprime al meglio. Le abbiamo utilizzate a 2.0 bar (poco più della pressione minima consigliata da Michelin), cercando un buon compromesso fra trazione e scorrevolezza. Abbiamo notato subito che la forma romboidale dei tasselli e il loro orientamento con l’angolo verso il senso di marcia garantiscono un grip sempre ottimale.

La mescola delle coperture è la Gum-X Series monocomponente con indice di durezza 64A, ossia il più alto, una scelta volta a ottenere minore resistenza al rotolamento e un’accettabile usura. Nonostante la mescola “dura”, il Race’R si comporta in modo egregio anche in curva dove parte del merito va al disegno della spalla, studiato per fornire un grip laterale progressivo, anche se un certo movimento dei tasselli è da mettere in conto.

Sulla bilancia siamo a 470 grammi di peso: un buon valore in un segmento, quello del cross country agonistico, in cui la leggerezza è una discriminante importante che va però mixata con un’altrettanto buona resistenza alle forature. In Michelin assicurano che il compromesso in questo caso sia ottimo; nel nostro test non abbiamo per fortuna avuto modo di smentire questa affermazione.

Se le vostre uscite sono un susseguirsi di rilanci, se il vostro miglior compagno di allenamento si chiama Polar o Garmin e se le domeniche anziché a pranzo dai suoceri le passate a fare a spallate fra i fettucciati, il Wild Race’R sarà di certo un ottimo alleato. Ma non l’unico, sebbene nella misura da 2.25″ diventi interessante anche per un impegno un po’ più gravoso come quello tipico della Marathon.

Michelin - 3

Dicevamo che dove finisce una comincia l’altra. E in effetti la Wild Grip’R Advanced è stata disegnata per dare il meglio su fondi meno consistenti, quindi più vari e tecnici. In particolare la misura 29×2.0″ è espressamente dedicata al Cross Country umido. I tasselli sono più pronunciati e aggressivi, con profili e forme molto complesse studiate per rispondere a differenti e precise esigenze: grip, rendimento, autopulizia e tenuta in curva e contropendenza. Ecco spiegato il perché dei rinforzi, dei ponti e delle lamelle che caratterizzano i tasselli centrali, che devono garantire stabilità e robustezza ma anche scaricare il fango e fornire trazione.

A differenza della cugina Wild Race’R, la Wild Grip’R ha i fianchi realizzati con una mescola più morbida rispetto a quella centrale, Gum-X Series 59A anziché 64A, per offrire maggior presa in angolazione. I tasselli di quest’area hanno un piccolo scalino alla base che ne aumenta l’intaglio e presentano sul lato esterno una svasatura che li rende più morbidi nella prima fase di deformazione, per diventare via via più rigidi. In effetti, il cosiddetto “effetto binario” è percepibile, e a beneficiarne è il feeling di guida che trasmette maggior confidenza.

Le nostre Wild Grip’R hanno fermato il LED del bilancino su 620 grammi. Anche in questo caso consigliamo il montaggio in configurazione tubeless, per risparmiare sul peso e ridurre il rischio di foratura. Inoltre, se le utilizzate con la camera d’aria e per disgrazia vi capita di pizzicare e dover smontare e rimontare le gomme (vale per entrambi i modelli), oltre ad avere due buoni levagomme e due mani da camallo sarà meglio che abbiate con voi anche la bomboletta di Co2 per tallonarle bene.

Michelin Wildgripper - 8

Nelle versioni più larghe, ossia 2.1″, 2.25″ e 2.35″ per ruote da 26″, 27,5″ e 29″ il range di utilizzo si amplia dal Marathon fino all’Enduro, e la Wild Grip’R Advanced può diventare una compagna di vita per gli amatori e gli sportivi monogami.

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