C’è una data: il 16 febbraio. Un giorno storico che, a detta dei vertici Renault, saluterà la rinascita del marchio Alpine. Tra poco più di un mese debutterà infatti la prima sportiva dell’era moderna ascrivibile alla Casa di Dieppe, negli Anni ’70 mattatrice tanto nei rally quanto in pista. Una vettura che promette di farsi dei “nemici” blasonati sin da subito

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Si chiamerà A120, in onore della storica Alpine A110, vincitrice del Mondiale Rally nel 1971 e 1973, e fronteggerà a muso duro niente di meno che la celebrata Alfa Romeo 4C. Secondo i rumors più recenti, infatti, non adotterà il possente V6 24V 3.5 da 400 cv di derivazione Mégane Trophy – come inizialmente ipotizzato – bensì un più “umano” 4 cilindri 1.8 derivato dall’unità di 1,6 litri appannaggio di Renault Clio RS. Un propulsore, pertanto, a iniezione diretta di benzina e sovralimentato mediante turbocompressore, chiamato a erogare almeno 250 cv (300 cv per la versione RS).

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La cilindrata di 1,8 litri porta immediatamente a una rivalità diretta con il quadricilindrico turbo benzina di 1.742 cc di Alfa Romeo 4C; una similitudine ulteriormente rafforzata dalla trasmissione prevista per l’Alpine A120, vale a dire il cambio a doppia frizione EDC a 7 rapporti di derivazione Renault Talisman. Basti pensare, in proposito, come anche la sportiva Alfa Romeo adotti un’unità tecnicamente identica, sebbene a 6 marce. E giusto per non farsi mancare nulla, la collocazione centrale del motore, la trazione posteriore e la configurazione di carrozzeria berlinetta a due posti sembrerebbero creare i presupposti ideali per andare a infastidire persino un “mostri sacro” quale Porsche Cayman, chiamato nell’immediato futuro a rinnegare il boxer aspirato a 6 cilindri in favore di una soluzione sovralimentata a 4 cilindri.

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Quanto peserà? Secondo indiscrezioni fondate, la massa inizialmente ventilata di 1.000 kg resterebbe un’utopia. Più probabile un valore attorno ai 1.100 kg, superiore sì all’Alfa Romeo 4C (965 kg), ma nettamente inferiore all’attuale Cayman 2.7 (1.330 kg). Un dato, oltretutto, degno del massimo rispetto considerando che il prezzo atteso della vettura dovrebbe essere inferiore a 60.000 euro, con un conseguente vantaggio di oltre 5.000 euro rispetto alla rivale italiana e un sostanziale allineamento con la blasonata concorrente tedesca.

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