È il nemico giurato degli automobilisti. Affatica la vista, riduce la reattività, provoca incidenti. È la nebbia, vale a dire l’umidità atmosferica condensata in minuscole goccioline d’acqua in sospensione nell’aria. Ecco come affrontarla riducendo al minimo i rischi.

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Prima regola, frenare progressivamente. Affondare il pedale del freno con la delicatezza di un fabbro che batte il metallo è controproducente. In primo luogo perché il fondo stradale potrebbe essere viscido a causa dell’umidità, in seconda analisi perché aumenterebbe esponenzialmente il rischio di tamponamento da parte dei veicoli che seguono. La nebbia può calare improvvisamente o essere a banchi, ma in genere è possibile prevederne l’avvicinamento osservando lo scomparire delle luci di posizione delle vetture che precedono. Cosa fare? Rallentare moderatamente, accendere fendinebbia e retronebbia, quindi procedere con la massima cautela avendo cura, specie in autostrada, di rinunciare al cruise control (a meno che sia adattivo). E la velocità? Non oltre i 50 km/h con meno di 100 metri d’orizzonte.

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Il “muro bianco” ha origine a un’altezza di 30 cm dal suolo; non a caso i fendinebbia sono collocati quanto più in basso possibile sulle vetture, così da proiettare un fascio di luce che illumini l’asfalto senza impattare con la foschia. Ecco spiegato perché l’utilizzo degli abbaglianti è assolutamente sconsigliato: si rivela controproducente a causa dell’accecante rifrazione. Per valutare la distanza dal veicolo che precede, da aumentare rispetto alla marcia ordinaria, in autostrada è bene affidarsi agli indicatori visivi che sempre più spesso sono applicati lungo il bordo esterno della corsia di destra. E per non perdere totalmente la bussola quando la visibilità è prossima allo zero, può rivelarsi utile sfruttare lo schermo del navigatore satellitare per intuire l’andamento della strada o, più semplicemente, l’avvicinarsi degli incroci, delle rampe d’uscita e delle immissioni.

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Massima concentrazione: la radio va abbassata per non coprire i rumori esterni, il tergicristallo azionato periodicamente per rimuovere il film d’acqua che si posa sul parabrezza e le soste devono divenire più frequenti, così da riposare gli occhi. In manovra, i finestrini vanno parzialmente abbassati per favorire la percezione acustica dell’avvicinarsi di un veicolo. E se si devono affrontare viaggi impegnativi, meglio sfruttare la fascia oraria dalle 12 alle 15, durante la quale la foschia si dirada, evitando al contrario l’alba e la notte. In caso d’incidente, infine, evitare per quanto possibile di stazionare in corsia d’emergenza, indossare sempre il giubbotto riflettente, accendere le quattro frecce e mantenere attivo il retronebbia. Muoversi a piedi lungo le carreggiate è un rischio enorme, così come scavalcare i guard rail o le barriere di contenimento: spesso è impossibile valutare cosa nascondano, specie qualora ci si trovi lungo i viadotti. Chiedere soccorso restando in vettura, preferibilmente fuori dal flusso principale del traffico, è la soluzione migliore.