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Giugno 1976: due anni dopo la versione base Volkswagen lancia la Golf GTI.

Motore 1.600 cc, capace di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di dieci secondi e superare i 180 km/h. Una bomba. Era la migliore sportiva di allora e diede il via a una nuova generazione di auto, le sportive compatte, aprendo la strada alla Renault 5 Alpine e alla Peugeot 205 GTI.

Si pensava di venderne 5.000, ma le previsioni degli ingegneri tedeschi si dimostrarono completamente sballate. Infatti a oggi ne sono state vendute più di 2.000.000.

Protagoniste del nostro duel sono la capostipite, Golf GTI Perfomance; l’ultima arrivata da Oltralpe, Peugeot 308 GTi, e l’imprescindibile rappresentante della sportività italiana, figlia del Biscione, Giulietta Quadrifoglio Verde.

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Ad accomunarle, se si riflette un momento, non ci sono molte cose, se non il numero dei cilindri, il turbocompressore e le pinze rosse. In effetti non è detto che per sviluppare l’idea di fondo la strada sia solo una, e infatti i risultati sono ben differenti l’uno dall’altro. A partire dall’impostazione.

Già osservandole ci si immagina che, una volta al volante, offriranno sensazioni diverse, e si riesce anche ad annusare quali potranno essere. Il rigore tedesco, la tradizione italiana e la baldanza francese.
La Golf GTI è perfetta, precisa, l’auto per tutti i giorni che nasconde una doppia identità, un po’ come l’impiegato modello che la sera si trasforma in drag queen. La Giulietta Quadrifoglio Verde è come il Negroni, un classico forse un po’ démodé ma che piace, che ha carattere e non delude. La 308 GTi è come il primo appuntamento di Fantozzi con la signorina Silvani: testosterone a mille, mani sudate e lingua felpata.

A pensarci bene non c’è situazione migliore per prendere una decisione di quella in cui le alternative sono così differenti. L’importante, a questo punto, è avere le idee chiare sui propri gusti.