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La forza di una pianta dipende dalle radici. Più sono robuste e penetrano nel terreno, tanto più tronco, rami e foglie avranno di che nutrirsi e godranno di ottima salute. Ecco perché, simmetricamente al mondo attuale, sensibilizzare le nuove generazioni – le radici del futuro – nei confronti delle tematiche ambientali educando alla mobilità alternativa dovrebbe essere un obiettivo caro a qualsiasi scuola. In California, stato pioniere nella sperimentazione di svariate forme di trasporto sostenibile, si è andati addirittura oltre, trasformando un percorso di apprendimento in una competizione tecnologica. In alcuni istituti secondari di Los Angeles e della contea di Orange, gli studenti si sfidano nella costruzione d’automobili telecomandate alimentate a idrogeno.

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Non sono dei giocattoli. Sono, piuttosto, dei mini veicoli perfettamente funzionanti, dotati di fuel cell. Le auto create dagli studenti californiani vedono la luce grazie a un programma per l’approfondimento della tecnologia a idrogeno patrocinato da Toyota che, nel 2014, ha presentato la berlina Mirai, prima vettura di serie al mondo dotata di un powertrain a celle di combustibile. Il progetto, sposato da diciotto istituti secondari (high school) californiani, si chiama Hydrogen Horizon Automotive Challenge e consiste in un’attività doposcuola della durata di sei mesi, il cui culmine è rappresentato dalla competizione tra i modellini, giudicati dai membri del Toyota Nascar Team, vale a dire la divisione sportiva della casa nipponica impegnata in una delle massime serie dell’automobilismo americano.

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Il progetto Hydrogen Horizon prevede lezioni intensive sull’idrogeno, sui sistemi di propulsione alternativi e sui cambiamenti climatici. Un programma che mira tanto alla preparazione tecnica degli studenti quanto alla sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente, così da contestualizzare e interiorizzare la necessità di un cambiamento radicale nella mobilità di oggi e di domani. Nel corso delle tavole rotonde gli alunni vengono affiancati dagli ingegneri Toyota e dai primi proprietari delle berline Mirai, così da toccare con mano gli effetti della combinazione della tecnologia ibrida e delle fuel cell.

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La Toyota Mirai

Forte di 155 cv e 335 Nm di coppia, la Toyota Mirai si affida alla classica reazione chimica dovuta alla combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno all’interno delle pile a combustibile. Una reazione dalla quale scaturisce energia che, dopo essere passata da un apposito “booster”, viene utilizzata da un motore elettrico. Quest’ultimo collocato all’avantreno e attivo sulle ruote anteriori. Nella parte posteriore della vettura è invece presente una batteria in grado d’immagazzinare carica, da utilizzare qualora il guidatore richieda maggiori prestazioni o, mediante un dispositivo esterno, per trasferire energia alla propria abitazione. Una sorta di generatore. Un esempio, per gli studenti californiani, di come le auto del futuro debbano andare oltre il ruolo di semplici veicoli, innestandosi in un più ampio contesto di vita sostenibile.

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Il propulsore fuel cell della Toyota Mirai