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20 gamme, 80 modelli, 257 vetture con potenze da 130 a 630 cv e prezzi da 32.000 a 280.000 euro: la famiglia 4Matic Mercedes-Benz non è mai stata così ampia. Un vero e proprio tsunami a trazione integrale che squassa l’intera gamma, spaziando da Classe C, E, S e CLS sino alla monovolume Classe V, passando per le SUV GLC, GLE e GLS per poi culminare con le versioni high performance AMG e con l’icona delle 4WD della Stella: Classe G. Un universo fatto di grip e sicurezza, con un timore reverenziale per le condizioni climatiche ostili e i fondi a bassa aderenza pari alla ritrosia di Paris Hilton per le telecamere…

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Le 4×4 Mercedes nascono nel 1903, ma l’era moderna trova nella prima generazione di Classe G (1979) l’antesignana delle integrali contemporanee. Il sistema 4Matic viene oggi declinato in diverse configurazioni, la più diffusa delle quali – sviluppata per i modelli ordinariamente a trazione posteriore – prevede l’integrazione del ripartitore di coppia nel cambio automatico. Tale componente si affida a un differenziale che determina la distribuzione dei kgm tra gli assali, assistito da una frizione a lamelle che provoca un effetto bloccante di base di circa 50 Nm tra avantreno e retrotreno. Il gruppo di lamelle, nello specifico, è precaricato con una tensione permanente per mezzo di una molla a tazza. In caso di slittamento delle ruote di uno degli assali, a seguito del movimento relativo delle lamelle viene trasmesso un momento di attrito dall’asse che gira più velocemente verso quello dalla rotazione più lenta.

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All’atto pratico, l’azione della frizione a lamelle promette d’essere pressoché impercettibile, complice l’assenza dei classici blocchi dei differenziali, fatta eccezione per Classe G che prevede ben tre bloccaggi al 100%. La tecnologia 4Matic si affida così al controllo elettronico della trazione 4ETS, componente aggiuntivo dell’ESP, chiamato a intervenire qualora una o più ruote perdano aderenza, frenandole affinché possano recuperare il grip e rafforzando al contempo la coppia trasmessa alle ruote in presa. Un effetto simile a quanto garantito da un autobloccante, con la differenza che il grado d’intervento varia in funzione della velocità di marcia, privilegiando ad esempio la stabilità e la sicurezza qualora si viaggi ad andature elevate. L’elettronica supera la meccanica.

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