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SUV e crossover compatte: ecco le migliori 20

Cittadino, fuoristradista, “agonista”, pratico o “alieno”. Cinque modi d’essere automobilista. Cinque modi d’interpretare SUV e crossover. Ecco 20 modelli che soddisfano ogni gusto e desiderio.

Pubblicato venerdì 07 ottobre 2016 · da

Pensavo di acquistare una SUV”: mai affermazione fu più generica. I listini delle Case traboccano di proposte ampiamente diversificate, specie da quando la non meglio precisata categoria delle crossover ha registrato una crescita esponenziale. Cosa identifica, allora, una SUV? E una crossover? Mettendo in un frantoio i modelli più o meno ascrivibili a queste “fette” di mercato, ne scaturirebbe un distillato… simile al contenuto di una scatoletta di cibo per gatti: dal sapore incerto, dai contenuti oscuri, dalle proprietà nutritive sconosciute.

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La nuova Peugeot 3008

Assolutizzare il concetto di SUV o crossover è impossibile. È preferibile suddividere questi caleidoscopici mondi in segmenti legati non tanto – o non solo – alle caratteristiche tecniche delle vetture, quanto piuttosto al loro comportamento, al carattere, all’immagine e al piacere di guida che sanno trasmettere. Individuando un utente tipo – questo sì, categorizzabile – e i modelli più adatti al singolo destinatario.

I MODI D’ESSERE DEL SUVVISTA

Il cittadino
L’asperità più impegnativa è il marciapiede. Il guado più profondo? L’allagamento del sottopasso per il supermercato. Perennemente immerso nel traffico, l’urban driver si spegne e s’accende come un motore con Start&Stop. Il benzinaio è un nemico da evitare. L’auto ideale dovrebbe essere a fisarmonica: compatta come un francobollo quando una piazzola di sosta diviene rara come un’oasi nella Valle della Morte, ampia quanto un camper qualora si abbiano famiglia e bagagli al seguito. Le quattro ruote motrici sono utili come gli scarponi ramponabili a un party di Dolce&Gabbana. Irrinunciabile la posizione di guida rialzata; pena l’immediato divorzio.

Audi Q2 1.4 TFSI COD S tronic Sport
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È la crossover entry level della gamma Audi. Finiture, dotazioni e abitabilità sono però degne dei modelli di categoria superiore. Forte di un peso contenuto e di un assetto poco cedevole, è agile e performante nei tratti più guidati. Il layout degli interni è affascinante, specie optando per le finiture giallo, arancio o rosso a contrasto, mentre la capacità di carico compresa tra 405 e 1.050 litri non fa gridare al miracolo. L’altezza minima da terra di 15 cm, così come la disponibilità, al momento, della sola trazione anteriore, la identificano come una vettura dalla vocazione 100% stradale.

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Basata sul pianale modulare MQB del Gruppo Volkswagen, già adottato da svariati modelli della Casa degli Anelli, in primis la media A3, Q2 è una crossover compatta, lunga 4,19 metri. Al 1.6 TDI da 115 cv si affianca un più grintoso 4 cilindri 1.4 TFSI, turbo a iniezione diretta della benzina, da 150 cv e 250 Nm di coppia, già impiegato nella gamma Audi. Un motore caratterizzato dalla gestione attiva dei cilindri: ai carichi bassi e medi, quando vi è un fabbisogno di coppia compreso tra il 25% e il 35% del valore massimo, la tecnologia “cylinder on demand” (COD) disattiva 2 dei 4 cilindri, così da consentire a Q2 di percorrere mediamente 19,2 km/l. Scatta, complice il cambio a doppia frizione S tronic a 7 marce, da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e pesa 1.280 kg. Prezzo di 30.100 euro.

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BMW X1 18d sDrive
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La rivale diretta di Mercedes-Benz GLA è stata oggetto di un radicale rinnovamento, a partire dall’adozione della piattaforma modulare UKL, comune ai modelli MINI. Le varianti a due ruote motrici sDrive beneficiano così della trazione anteriore anziché posteriore come in passato, di un’altezza superiore di 53 mm – a tutto vantaggio dell’abitabilità – e di un bagagliaio con capienza incrementata di 85 litri. Piacevole da guidare, scattante e veloce oltre che ben vivibile, è proposta con tre motorizzazioni Euro 6: tre cilindri 1.5 12V turbo a iniezione diretta della benzina da 136 cv (denominata 18i), oppure 1.5 td da 116 cv (16d) quale alternativa al classico quadricilindrico 2.0 td negli step da 150, 190 e 231 cv (biturbo).

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4 cilindri common rail 16V di 1.995 cc che, per un utilizzo prevalentemente urbano, non sfigura nella configurazione da 150 cv, corredata della funzione Start&Stop e del recupero dell’energia nelle fasi di frenata. Garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 9,2 secondi a fronte di una percorrenza media di 24,4 km/l in abbinamento al cambio manuale a 6 rapporti (di serie). Optional a 2.150 euro la trasmissione automatica a 8 marce Steptronic del tipo mediante convertitore di coppia. Per le 4WD è necessario spendere almeno 35.100 euro. Prezzi da 31.250 euro (X1 16d sDrive), da 33.100 euro per la 18d sDrive.

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Fiat 500L 1.6 16V Multijet II Trekking
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Assetto rialzato, protezioni sottoscocca, look off road e controllo della trazione evoluto Traction+ trasformano la monovolume compatta torinese in crossover. Con la “cugina” 500 condivide la linea del frontale, pur crescendo in lunghezza di circa 70 cm. Spaziosa e confortevole per cinque adulti, vanta una capacità di carico compresa tra 455 e 1.480 litri: migliore rispetto a SUV ben più grandi. Il sistema Traction+ consiste sostanzialmente in un upgrade del controllo di trazione – sfrutta gli interventi dell’impianto frenante per garantire il grip delle ruote motrici – e mira a simulare l’operatività di un differenziale autobloccante.

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L’allestimento Trekking è disponibile in abbinamento al 1.4 benzina aspirato da 95 cv, al 1.4 turbo bifuel (benzina/GPL) da 120 cv e ai diesel Multijet 1.3 16V da 95 cv e 1.6 16V da 120 cv. Quale motorizzazione scegliere? L’estetica aggressiva e le dimensioni suggeriscono di optare per il propulsore top di gamma. Si tratta, nel dettaglio, di un 4 cilindri in linea common rail di 1.598 cc forte di 8 iniezioni di carburante per ciclo, sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile Honeywell, omologato Euro 6 e capace di 120 cv a 3.750 giri/min e 320 Nm di coppia da 1.750 giri. Consente a 500L Trekking di raggiungere, in abbinamento al cambio manuale a 6 rapporti, una velocità massima di 183 km/h scattando da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e percorrendo mediamente 23,3 km/l. Prezzo di 24.950 euro.

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Opel Mokka X 1.6 CDTI
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Recentemente rinnovata, beneficia di un moderno impianto multimediale e, soprattutto, cambia carattere rispetto al passato. Se un tempo era infatti votata pressoché esclusivamente al comfort, ora può invece contare su sospensioni decisamente meno cedevoli e una tenuta di strada tra le migliori della categoria. Ciò che non muta è l’abitabilità, da tradizione generosa per guidatore e passeggero anteriore, mentre l’accoglienza riservata agli occupanti del divanetto, frazionabile 40/60, è nella media del segmento. Non eccezionale la capienza del bagagliaio, pari a 356 litri con cinque persone a bordo. Non nutre alcuna velleità off road: può contare sull’assistenza alla partenza in salita e sul limitatore della velocità in discesa, funzionale in presenza di fango e neve, ma i ridotti angoli di attacco, dosso e uscita, così come l’altezza da terra inferiore alla media delle crossover, sconsigliano escursioni fuoristrada di difficoltà superiore a una strada bianca. Anche qualora si opti per la trazione integrale.

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Il motore di riferimento è il 4 cilindri in linea 16V common rail di 1.598 cc sovralimentato mediante turbocompressore a gas di scarico, in grado di erogare 136 cv spingendo i 1.387 kg di Mokka da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi a fronte di una percorrenza media di 24,4 km/l (!). Trasmissione manuale a 6 marce: il cambio automatico a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia è optional a 1.600 euro. Prezzi da 25.200 euro (Mokka 1.6 CDTI Advance 4×2).

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Il fuoristradista
Si muove prevalentemente fuori città, alternando asfalto (tanto) e sterrato (poco) ma apprezzando costantemente il senso di libertà che una vettura all terrain trasmette. Pur evitando – saggiamente – percorsi di stampo trialistico, non rinuncia a frequenti divagazioni fuoristrada. Ama le piste bianche (parliamo di polvere…), gli sterrati e in genere i percorsi immersi nella natura che gli permettono di rientrare a casa senza carroattrezzi. Macina chilometri come noccioline, venera le 4WD e, al cospetto di strade tutte curve, non disdegna una condotta brillante. Adora la propria vettura. Ne va fiero. Indipendentemente dal giudizio estetico d’amici e famigliari. L’auto è la sua (vera) fidanzata.

Dacia Duster 1.5 dCi 4×4
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Ha fatto strada. Tanta strada. Nata “povera” nel 2010, in breve tempo è divenuta un fenomeno di mercato e di costume. Nonostante il successo non ha potuto elevare il proprio status sociale. Troppi compromessi la tenevano ancorata al mondo low cost. Non era possibile disporre di un navigatore satellitare integrato. Non era previsto l’indicatore della temperatura esterna. I sensori di parcheggio non rientravano nemmeno tra gli optional. La plancia era tanto semplice da apparire austera. Costringeva a rinunciare ad accessori appannaggio della maggioranza delle rivali. Era e restava umile. Sino al restyling di fine 2013 che l’ha proiettata in una nuova dimensione. Se di low cost ancora si può parlare, è questione solamente di prezzo. Immagine, dotazioni e motorizzazioni sono migliorate. Nettamente.

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L’ESP è di serie, plancia e quadro strumenti hanno ora un layout moderno, il sistema di navigazione satellitare integrato è realtà così come i sensori posteriori, il cruise control e l’indicatore della temperatura esterna. Ciò che non cambia è il comportamento su asfalto, rilassato e votato al comfort, cui si abbina un’insospettabile efficacia fuoristrada favorita dalla I molto corta – quasi una ridotta – dalla generosa escursione delle sospensioni, dalle 4WD corredate di blocco del differenziale centrale, da angoli di attacco, dosso e uscita abbastanza generosi e da un peso contenuto in 1.320 kg. Oltre che da una robustezza meccanica invidiabile, cui contribuisce il collaudato 4 cilindri 1.5 td common rail di derivazione Renault, accreditato di 109 cv e 240 Nm di coppia in abbinamento al cambio manuale a 6 marce. Un’unità che promette uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,4 secondi a fronte di una percorrenza media di 21,3 km/l. Prezzi da 16.450 euro (Duster 1.5 dCi 4×4 Ambiance).

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Jeep Renegade 2.0 Mjt Trailhawk 4WD Aut.
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È stata la prima SUV compatta dotata di un cambio automatico a 9 rapporti e condivide la base meccanica e telaistica con Fiat 500X. Disponibile in versione Limited, più stradale, e Trailhawk, maggiormente votata al fuoristrada, è tra le prime Sport Utility compatte forti della disconnessione automatica dell’assale posteriore qualora non sia necessario l’apporto delle 4WD. Una soluzione condivisa con la sorella maggiore Cherokee, a tutto vantaggio dei consumi. Adotta la trazione integrale Active Drive Low forte della ripartizione variabile della coppia tra gli assali in funzione delle condizioni d’aderenza, delle ridotte (rapporto di riduzione di 2,0:1), del blocco del differenziale centrale e del sistema Select Terrain grazie al quale è possibile adattare erogazione, distribuzione dei Nm, interventi dell’elettronica e logica di gestione del cambio automatico in funzione dei programmi di marcia Auto, Snow (neve), Sand (sabbia), Mud (fango) e Rock (roccia). Non mancano la limitazione della velocità in discesa, piastre sottoscocca, ganci di traino e paraurti che garantiscono angoli di attacco, dosso e uscita pari rispettivamente a 30,5°, 25,7° e 34,3°.

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Ampia la gamma di motorizzazioni, composta da un benzina 1.4 Turbo MultiAir, due td Multijet II e un propulsore E.torQ flex-fuel (benzina/bioetanolo). La scelta ideale in abbinamento alla trasmissione automatica a 9 rapporti ZF del tipo mediante convertitore di coppia è rappresentata dal 4 cilindri in linea 2.0 Mjt II da 170 cv con sistema Start&Stop di serie. Prezzi da 33.800 euro (Renegade 2.0 Mjet Trailhawk 4WD Aut.).

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Suzuki Vitara 1.6 DDiS 4WD
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Confortevole e appagante su asfalto, sebbene rinneghi il passato da 4×4 nuda e pura è tra le SUV più efficaci fuoristrada grazie al sistema 4WD derivato dalla crossover S-Cross. Ha un carattere gentile, per nulla rude, e si è “suvizzata”. Vale a dire ha abbandonato le ridotte e la taratura delle sospensioni cedevole quanto un plinto di granito strizzando l’occhio all’utilizzo su asfalto. Il comfort diviene così da primato per la categoria, al pari della trazione off road supportata dal sistema AllGrip che permette di scegliere tra le modalità di marcia Auto, Sport, Snow/Mud e Lock, quest’ultima forte del blocco del rapporto di distribuzione dei kgm 50/50 tra avantreno e retrotreno.

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A dotazioni ricche si affiancano finiture sensibilmente più curate che in passato e una capacità di carico – compresa tra 375 e 1.120 litri – nella media del segmento. Al 1.4 BoosterJet (turbo benzina) da 140 cv, dall’erogazione corposa e dall’insospettabile grinta, e al 1.6 aspirato a benzina da 120 cv, disponibile anche in configurazione bifuel (a GPL), si affianca l’affidabile turbodiesel 1.6 16V da 120 cv e 320 Nm di coppia. Motore, quest’ultimo, che porta in dote uno scatto da 0 a 100 km/h in 12,4 secondi e una percorrenza media di 23,8 km/l, complice la trasmissione manuale a 6 rapporti. Il cambio a doppia frizione DCT a 6 marce è optional a 2.000 euro. Prezzi da 25.400 euro (Vitara 1.6 DDiS V-Cool S&S 4WD).

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L’agonista
L’interno delle rotonde? Cordoli. Gli autogrill? Piazzole per il pit-stop. Un viale alberato? Proving ground per il launch control. L’agonista non teme consumi. Se potesse, si berrebbe una bicchierata di benzina anche a pranzo. Spasima per le prestazioni, la cattiveria, il rombo del motore e se per una volta dovesse dare un passaggio alla nonna tenterebbe di farle ingoiare la dentiera in accelerazione. Perché non ha comprato una sportiva? Di preciso non lo sa. Però è felice. Perché può passare da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi, caricare un armadio a doppia anta e accedere all’abitacolo senza contorsionismi. Muove 18 quintali come se stesse gestendo una Radical. A dispetto dei detrattori, gode come un riccio ad ogni spostamento; compreso il tragitto casa-ufficio.

Audi SQ5 3.0 TDI plus quattro tiptronic

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La prima Audi S dotata di un motore td. La prima SUV Audi nata esclusivamente in funzione delle performance. SQ5 è mossa da un 6 cilindri a V common rail 24V di 2.967 cc sovralimentato mediante due turbocompressori in serie. Un’unità che eroga 340 cv e 700 Nm di coppia. Un’eruzione, forte di una pressione d’iniezione di ben 2.000 bar e d’iniettori capaci di garantire sino a 8 immissioni parziali di carburante per ogni ciclo. Il 3.0 TDI proietta i 2.000 kg della Sport Utility di Ingolstadt – non una piuma – da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi a fronte di una percorrenza media di 14,9 km/l. Prestazioni da sportiva pura, abbinate a consumi da berlina media.

Dynamic photo, Colour: in crystal effect paint finish Ara Blue

Completano la dotazione tecnica il cambio automatico tiptronic a 8 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia corredato di levette al volante, la trazione integrale permanente quattro, l’assetto sportivo S ribassato di 30 mm rispetto alle comuni Q5 e i cerchi in lega da 20 pollici. Da non perdere, tra gli optional, il sistema Audi Drive Select che agisce sull’erogazione del 3.0 TDI, sui punti d’innesto della trasmissione e sulla servoassistenza dello sterzo elettromeccanico, così come le ruote da 21 pollici (720 euro). La guida? Scarso spazio a rollio e beccheggio, ottima precisione dell’avantreno e discreta agilità. Nel misto veloce può dare filo da torcere a vetture dall’indole ben più estrema. Però il sound… è coinvolgente nonostante il propulsore alimentato a gasolio! Merito dell’intensificatore sonoro integrato, costituito da un altoparlante collocato in un canale secondario dell’impianto di scarico. Una rivelazione. Costa 73.600 euro.

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MINI Countryman JCW ALL4
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La meno crossover di tutte le crossover: MINI Countryman, più che una vettura all terrain, può essere considerata un’evoluzione in chiave “spaziosa” della hatchback inglese, forte di una buona abitabilità sia anteriore sia posteriore, di una guida sportiva – complici le sospensioni irrigidite rispetto allo standard – e di propulsori grintosi. L’assetto è ribassato di 10 mm qualora paragonato alle “sorelle” meno performanti, mentre sono di serie i cerchi in lega da 18 pollici (optional a 1.345 euro le ruote da 19 pollici).

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La versione John Cooper Works, top di gamma, è mossa da un quattro cilindri 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina da 218 cv e 300 Nm di coppia, in grado di garantire uno scatto da 0 a 100 km/h in 7 secondi, una velocità massima di 225 km/h e una percorrenza media di 13,5 km/l. Alla trazione integrale permanente si accompagna una classica trasmissione manuale a 6 rapporti o, spendendo 1.715 euro, un cambio automatico a 6 velocità Steptronic del tipo mediante convertitore di coppia. MINI Countryman JCW ALL4 costa 36.850 euro.

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Nissan Juke 1.6 DIG-T Xtronic 4WD Nismo RS
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Una tranquilla crossover… sfodera gli artigli. Sviluppata da Nismo, divisione sportiva Nissan, beneficia dell’assetto ribassato, specie all’avantreno, di uno sterzo a servoassistenza elettrica più diretto rispetto alle Juke “normali” e di sospensioni irrigidite. Passo e altezza non cambiano, mentre mutano lunghezza (+30 mm) e larghezza (+5 mm). Cuore della trasformazione è il 4 cilindri 1.6 16V a iniezione diretta di benzina sovralimentato mediante turbocompressore, portato dagli originari 190 cv e 240 Nm di coppia – appannaggio di Juke DIG-T – a 214 cv e 280 Nm. Il sistema di trazione integrale beneficia della distribuzione variabile della coppia tra gli assali corredata del sistema Torque Vectoring che consente di ripartire i Nm non solo tra avantreno e retrotreno, ma anche tra le ruote posteriori.

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Juke Nismo RS 4WD, caratterizzata dalle sospensioni posteriori Multilink anziché a ponte rigido come nel caso della versione 2WD, è disponibile con la trasmissione automatica a variazione continua Xtronic forte dell’opzione manuale mediante levette al volante. Scatta così da 0 a 100 km/h in 8,0 secondi, tocca i 200 km/h e percorre mediamente 13,5 km/l. All’altezza della rabbia del propulsore lo sterzo, diretto e foriero di un feeling immediato, così come la taratura delle sospensioni, che sebbene non granitica contiene notevolmente rollio e beccheggio. Prezzo di 33.500 euro.

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Porsche Macan Turbo
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È la declinazione SUV di 911, tanto che, pur dotata della trazione integrale, predilige la ripartizione della coppia al retrotreno. Adotta pneumatici di sezioni differenziate tra gli assali. Non rinuncia al sistema PTV (Porsche Torque Vectoring) – che interviene sulle singole pinze dei freni rallentando la ruota posteriore interna alla curva per rendere più rapido l’inserimento in traiettoria e ridurre il sottosterzo – e alle sospensioni Pasm. Sfoggia un impianto frenante degno di una sportiva. E si fregia della trasmissione a doppia frizione PDK. È una supercar camuffata da Sport utility. Cuore del sistema 4WD è la frizione a lamelle a gestione elettronica che prevede una ripartizione standard dei kgm 15% verso l’assale anteriore e 85% verso il posteriore.

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Derivata tecnicamente da Audi Q5, condivide con la Sport Utility dei Quattro Anelli il pianale e lo schematismo delle sospensioni a ruote indipendenti a 5 bracci (in alluminio) all’avantreno e a bracci trapezoidali al retrotreno. L’assetto è però ribassato di 20 mm. Dotata di sospensioni attive a controllo elettronico Pasm, può essere equipaggiata con molle pneumatiche (1.513 euro) che portano in dote un ulteriore ribassamento di 15 mm. È mossa da un V6 3.6 biturbo a iniezione diretta di benzina da 400 cv e 550 Nm di coppia che lavora, come accennato, in abbinamento alla trasmissione a doppia frizione PDK a 7 rapporti. Binomio che promette uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi (4,6 secondi con il pacchetto Sport Chrono) e una velocità massima di 266 km/h a fronte di una percorrenza media di 10,9 km/l. E lontano dall’asfalto? Portarla fuoristrada sarebbe come chiedere a Placido Domingo d’interpretare una canzone dei Club Dogo. Costa 89.413 euro.

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Il pratico
Prima di acquistare l’auto ha visitato una decina di concessionarie, letto ogni commento su internet – compreso quello dedicato alla prima serie degli Anni ’80 –, comprato tanta carta patinata da sradicare la Foresta Amazzonica e assemblato una serie di preventivi che manderebbe in confusione un ingegnere della NASA. Cerca qualità, consumi ridotti, completezza delle dotazioni e sicurezza. In abitacolo vuole sentirsi come in una cassaforte. L’auto deve macinare centinaia di migliaia di chilometri. Senza una vibrazione. Venera il detto “chi più spende meno spende”: è disposto a indebitarsi pur di approdare al vero affare. Se al bar gli amici lo sfottono per un problema meccanico, non dorme per una settimana. La sua vettura deve essere concreta, solida, indistruttibile.

Hyundai Tucson 2.0 CRDi 4WD
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Spaziosa, dalla linea (molto) aggressiva, curata nei dettagli e ben costruita, è un esempio di semplicità e concretezza. La motorizzazione 1.6 a iniezione diretta di benzina è proposta in configurazione aspirata da 132 cv o sovralimentata mediante turbocompressore da 177 cv, mentre guardando ai turbodiesel è possibile scegliere tra due quadricilindrici omologati Euro 6: 1.7 da 116 o 141 cv e 2.0 negli step da 136 e 185 cv. Trazione anteriore per 1.6 GDI e 1.7 CRDi, integrale per la 1.6 T-GDi e la 2.0 CRDi. Quest’ultima, indipendentemente dalla cavalleria, disponibile con trasmissione automatica a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia (1.500 euro) in alternativa all’unità manuale a 6 marce di serie. Cambio a doppia frizione a 7 rapporti optional (1.700 euro) per la 1.6 turbo benzina e la 1.7 CRDi.

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Data la mole dell’auto – lunga 4,48 m e pesante quasi 1.600 kg – la scelta ideale è il 2.0 td da 136 cv, garante di uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,9 secondi, di una velocità massima di 184 km/h e di una percorrenza media di 19,2 km/l. La capacità di carico compresa tra 513 e 1.503 litri, sebbene non da record, è tra le migliori della categoria. La SUV coreana predilige uno stile di guida rilassato, così da cullare i passeggeri grazie alla taratura delle sospensioni tendenzialmente morbida, a tutto vantaggio dell’assorbimento delle asperità. Prezzi da 27.800 euro (Tucson 2.0 CRDi Classic 4WD).

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Mercedes-Benz GLA 250 Automatic

Mercedes-Benz GLA 250 4MATIC (X156) 2013, Lack: Designo Mountaingrau MAGNO, Ausstattung: AMG Line, AMG Exklusiv Paket, Leder Schwarz, Zierteil Aluminium

Avversaria diretta di Audi Q3 e BMW X1, la crossover della Stella è lunga 4,42 metri – vale a dire 14 cm più corta della “sorella” GLC – e disponibile sia in configurazione 2WD sia con la più recente versione della trasmissione integrale 4Matic che consente di ripartire la coppia motrice in modo completamente variabile tra gli assali in funzione delle condizioni di marcia e aderenza. Sviluppata sulla medesima piattaforma di Classe A, B e CLA, è disponibile con due quadricilindrici in linea turbocompressi a iniezione diretta di benzina: 1.6 e 2.0 da, rispettivamente, 122 e 156 cv oppure 211 cv e 350 Nm. Tre le varianti td common rail: 180 CDI con motore 1.5 td da 109 cv di derivazione Renault oppure due step di potenza del noto 4 cilindri di 2.143 cc: 200 CDI da 136 cv e 300 Nm o 220 CDI da 170 cv e 350 Nm.

Mercedes-Benz GLA 250 4MATIC (X156) 2013, Lack: Designo Mountaingrau MAGNO, Ausstattung: AMG Line, AMG Exklusiv Paket, Leder Schwarz, Zierteil Aluminium

Quale motore scegliere? Il 2.0 turbo benzina da 211 cv in abbinamento alla trazione anteriore. Binomio che, a fronte di consumi più che accettabili – promette una percorrenza media di 16,4 km/l – esalta il carattere sportiveggiante della crossover di Stoccarda, più simile nella guida a una berlina che a una SUV. Un comportamento brillante favorito dalla trasmissione a doppia frizione a 7 rapporti (2.220 euro), dallo schematismo delle sospensioni tipo McPherson all’avantreno e Multilink al retrotreno – una configurazione decisamente “stradale” – e dalla taratura poco cedevole di molle e ammortizzatori. La capienza del bagagliaio, compresa tra 421 e 1.235 litri, è inferiore alla media, ma GLA si riscatta grazie al reparto sicurezza curato. Prezzi da 35.660 euro (GLA 250 Executive).

Mercedes-Benz GLA 250 4MATIC (X156) 2013, Lack: Designo Mountaingrau MAGNO, Ausstattung: AMG Line, AMG Exklusiv Paket, Leder Schwarz, Zierteil Aluminium

 

Peugeot 3008 1.6 BlueHDi
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Nata quale “incrocio” tra un’auto da famiglia e una crossover, la nuova Peugeot 3008 veste senza compromessi i panni della SUV. Condivide gran parte degli stilemi con la rinnovata 2008 e, grazie a una lunghezza di 4,45 metri, può contare su di una generosa abitabilità posteriore oltre a una capacità di carico di 520 litri con cinque persone a bordo. Proposta anche con il tetto a contrasto, un vezzo estetico, porta al debutto la seconda generazione dell’i-Cockpit, vale a dire l’abbinamento costituito dalla strumentazione – ora caratterizzata da elementi digitali e da un display da 12,3 pollici integralmente personalizzabile – insolitamente rialzata e da un volante dal diametro ridotto.

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Il sistema multimediale, forte di un touchscreen da 8 pollici, è compatibile con gli standard MirrorLink ed Apple CarPlay per il dialogo privilegiato con gli smartphone. Più leggera di 100 kg rispetto al precedente modello, è disponibile anche con il sistema evoluto di gestione della trazione Grip Control. La gamma motori prevede un 1.2 e un 1.6 turbo benzina da, rispettivamente, 130 e 165 cv, cui si affiancano un 2.0 td da 150 o 180 cv e il più equilibrato 1.6 BlueHDi da 120 cv. Quest’ultimo, garante di uno scatto da 0 a 100 km/h in 11,2 secondi a fronte di una percorrenza media di 25 km/l, abbinabile a un cambio automatico a 6 marce del tipo mediante convertitore di coppia (1.500 euro). Prezzi da 23.150 euro per 3008 a benzina, da 24.900 euro per 3008 diesel (1.6 BlueHDi Access).

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Seat Ateca 2.0 TDI 150 cv 4Drive
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Merita il titolo di debuttante dell’anno. Prima Sport Utility della storia della Casa spagnola, è concreta, ben rifinita, con un bagagliaio ampio (da 485 a 1.579 litri optando per la trazione integrale) e caratterizzata da una generosa abitabilità oltre che da un sistema multimediale d’ultima generazione. Piacevole da guidare grazie all’indole sportiveggiante, può contare su dotazioni degne di vetture di categoria superiore.

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Disponibile a trazione anteriore o integrale, la SUV spagnola beneficia di una ricca gamma motori che spazia dal piccolo 3 cilindri 1.0 turbo a iniezione diretta della benzina da 115 cv, comune a svariate vetture del Gruppo Volkswagen, al 2.0 TDI da 190 cv abbinato alle 4WD e al cambio a doppia frizione DSG. Il listino parte così da 20.850 euro sino ad arrivare a 35.500 euro, mentre la versione 2.0 TDI 150 cv 4Drive nell’allestimento intermedio Advance costa 30.350 euro. Un prezzo invitante a fronte della dotazione di serie completissima che include ABS, ESP, 7 air bag, cerchi in lega da 17 pollici, climatizzatore automatico bizona, frenata automatica d’emergenza, radio Mp3/Bluetooth con due prese USB, cruise control, sensori di parcheggio posteriori, telecamera in retromarcia, fari a LED, navigatore satellitare con display touchscreen da 8 pollici e connettività Full Link. Difficile pretendere di più.

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Volkswagen Tiguan 2.0 TDI 150 cv
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Una delle SUV più piacevoli da guidare sul mercato, oltre che una delle best seller Volkswagen. Da poco rinnovata in chiave sportiveggiante e secondo i più recenti stilemi del Gruppo VW, è mediamente più leggera di 50 kg rispetto al passato nonostante un sensibile incremento delle dimensioni (+6 cm in lunghezza e +7,7 cm nel passo). Da riferimento la capienza del bagagliaio (615/1.655 litri).

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La gamma propulsori – tutti omologati Euro 6 – include il 1.4 TSI (turbo a iniezione diretta di benzina) da 125 o 150 cv e il 2.0 TSI da 180 cv, cui si affiancano il 1.6 TDI (turbodiesel common rail) da 116 cv e il 2.0 TDI da 150, 190 o 240 cv (quest’ultimo step di potenza ottenuto grazie alla sovralimentazione biturbo). Tiguan 2.0 TDI 150 cv a trazione anteriore scatta da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e percorre mediamente 21,7 km/l. La strumentazione tradizionale può essere sostituita con quella integralmente digitale di derivazione Audi TT, mentre il reparto sicurezza è decisamente completo. Cambio manuale a 6 rapporti oppure a doppia frizione DSG a 7 marce. Trazione anteriore o, limitatamente al 2.0 TSI e al 2.0 TDI, integrale 4Motion. Prezzi da 27.550 euro (1.4 TSI 125 cv), mentre la versione 2.0 TDI da 150 cv vede il listino partire da 32.550 euro.

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L’alieno
Rivolge alla vettura lo stesso interesse che nutre per la lavatrice: l’apprezza quando funziona, spera consumi il meno possibile e carichi quanto una chiatta da fiume, ma è pronto a detestarla qualora porti in dote problemi di qualsivoglia genere. Il motore? Da qualche parte dovrebbe esserci: quando accelera lo sente vibrare! Frequenta il benzinaio quanto un evasore fiscale la guardia di finanza, l’unico olio che conosce è l’extravergine d’oliva e si ripromette di controllare, almeno ogni 5 anni, la pressione degli pneumatici. Quando gli chiedono che modello d’auto possieda va nel panico come Cassano dinanzi al passato remoto del verbo cuocere. È la vettura a prendersi cura di lui, non il contrario. Ha bisogno d’una balia (a quattro ruote).

Ford Kuga 2.0 TDCi 2WD
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Confortevole, sicura, capiente, con un’ottima abitabilità. E gradevole esteticamente. La nuova Kuga è tutto tranne che un “elettrodomestico”. Disponibile sia a trazione anteriore sia in configurazione 4WD, è caratterizzata da una taratura abbastanza cedevole delle sospensioni che favorisce l’assorbimento delle asperità, lasciando però emergere un discreto coricamento laterale qualora si adotti uno stile di guida aggressivo. Tre le motorizzazioni disponibili: 1.5 turbo a iniezione diretta di benzina da 120 o 150 cv, 1.5 td da 120 cv o 2.0 td negli step da 150 o 180 cv. 150 cv che si rivelano più che sufficienti per muovere con brio i 1.539 kg della SUV dell’Ovale, garantendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi, una velocità massima di 194 km/h e, soprattutto, una percorrenza media di 21,3 km/l.

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Sync 3: ecco il nome della multimedialità Ford. Tecnologia che permette il controllo vocale di smartphone, navigatore, funzioni audio e climatizzatore. Forte di un display touchscreen da 8 pollici, supporta gli standard Android Auto e Apple Car Play. Tramite la voce è possibile effettuare ricerche sul web, inviare e ricevere messaggi, ascoltare musica e ottenere indicazioni stradali. In caso d’incidente, viene allertato automaticamente il 112 collegando in vivavoce il conducente con gli operatori del soccorso. Prezzi da 23.250 euro (Kuga 1.5 EcoBoost 2WD), mentre la versione 2.0 TDCi 150 cv 2WD costa 29.750 euro. Optional il cambio a doppia frizione PowerShift a 6 rapporti (2.000 euro).

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Kia Sportage 2.0 CRDi AWD
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Realizzata sulla base della piattaforma della nuova Hyundai Tucson, è giunta alla quarta generazione e promette una cura delle finiture degna dei marchi premium, oltre a un abitacolo rivisto sulla falsariga del layout appannaggio delle “sorelle” Sorento e Optima. Più lunga di 4 cm rispetto al passato e forte di un interasse maggiorato di 3 cm, brilla per abitabilità e comfort, mentre non ama la guida sportiveggiante. Adotta un quadricilindrico 1.6 a iniezione diretta di benzina in configurazione aspirata da 132 cv oppure turbocompressa da 177 cv, cui si affiancano due td common rail 16V: 1.7 da 116 cv, disponibile solo in versione 2WD, e 2.0 da 136 cv, abbinato alle 4WD.

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Il 2.0 CRDi è la scelta migliore per muovere con (discreto) brio i 1.587 kg della vettura che scatta così da 0 a 100 km/h in 10,5 secondi, raggiunge i 184 km/h e percorre mediamente 19,2 km/l. Da non perdere il cambio automatico a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia (2.000 euro), dolce e progressivo negli innesti. Prezzi da 21.000 euro per la 1.6 benzina aspirata, da 23.500 euro per la 1.7 td, mentre Sportage 2.0 CRDi 4WD in allestimento Feel Rebel costa 32.500 euro.

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Honda CR-V 1.6 i-DTEC 2WD

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La linea è tutt’altro che convenzionale: una fusione d’elementi caratteristici d’una Sport Utility e di tratti – specie al retrotreno – derivati da una wagon. I punti di forza della crossover Honda sono l’abitabilità, generosa anche per cinque adulti, e la capacità di carico. Il bagagliaio vanta una capienza di 589 litri con 5 persone a bordo che, una volta abbattuto il divanetto frazionabile 40/60, diventano 1.669. Una piazza d’armi! Nonostante il peso abbastanza elevato – CR-V si attesta a 1.545 kg in configurazione 2WD – il “piccolo” 4 cilindri 1.6 td 16V common rail, accreditato di 120 cv – ma disponibile anche in configurazione da 160 cv – garantisce uno scatto da 0 a 100 km/h in 11,2 secondi e una velocità massima di 182 km/h a fronte di una percorrenza media di 22,7 km/l. Prestazione ottenuta affidandosi alla trasmissione manuale a 6 rapporti e rinunciando alla trazione integrale, riservata al solo step da 160 cv.

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Il comportamento dinamico? Reattivo e nervoso quanto il celebre Poldo della serie animata “Braccio di Ferro”. Predilige infatti una condotta rilassata, votata al comfort, complice la taratura soft delle sospensioni e una discreta propensione a rollio e beccheggio qualora si forzi il ritmo, specie nel misto stretto. La dotazione di sicurezza è da prima della classe. Prezzi da 26.900 euro (CR-V 1.6 i-DTEC Comfort 2WD).

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Renault Kadjar 1.6 dCi
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Il look della Renault Captur, la meccanica della Nissan Qashqai. Ecco, in estrema sintesi, la ricetta di Kadjar, crossover di medie dimensioni lunga 4,45 metri e forte di una capacità del bagagliaio di 472/1.478 litri. È proposta a trazione anteriore oppure con le 4WD; in quest’ultimo caso corredata dei programmi di marcia Auto, Lock (vale a dire il blocco della ripartizione della coppia tra avantreno e retrotreno) e 2WD. Dotata della più recente evoluzione del sistema multimediale R-Link, completo di GPS TomTom, schermo touchscreen da 7 pollici e gestione mediante comandi vocali di navigazione, radio, telefono e applicazioni, brilla per comfort e intuitività.

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La gamma motori spazia dal 1.2 TCe (turbo a iniezione diretta di benzina) da 131 cv al 1.5 dCi (turbodiesel common rail) da 110 cv, mentre il 1.6 dCi è proposto, contrariamente ad altri modelli della gamma Renault, esclusivamente nella versione monoturbo da 131 cv. Quest’ultima la più adatta a muovere con brio i 1.415 kg della crossover nipponica che, in configurazione 2WD, scatta da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi, tocca i 190 km/h e percorre mediamente 23,3 km/l. Al cambio manuale a 6 marce è possibile preferire la trasmissione a doppia frizione EDC, riservata però ai soli propulsori 1.2 TCe e 1.5 dCi. Prezzi da 20.500 euro (1.2 TCe S&S Life), mentre Kadjar 1.6 dCi 131 cv vede il listino prezzi partire da 26.700 euro (allestimento Zen).

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