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Mazda6 2017: comfort e dinamismo

Il lieve restyling della berlina/wagon nipponica porta in dote una superiore insonorizzazione dell’abitacolo e il sistema di gestione dell’erogazione G-Vectoring Control. Confermati i propulsori, arricchito il capitolo sicurezza.

Pubblicato martedì 27 settembre 2016 · da

Come un cofanetto che racchiude dei gioielli, la rinnovata Mazda6 non impressiona per le novità estetiche, confermando sostanzialmente la linea della precedente versione, ma cela sottopelle preziose innovazioni, a partire dal sistema G-Vectoring Control che adatta l’erogazione del motore in funzione del grado di rotazione dello sterzo.

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Il lifting in vista del 2017 è votato essenzialmente al comfort e porta in dote superfici vetrate di maggiore spessore, in grado di assorbire con particolare precisione i rumori, oltre a una diversa sonorità delle motorizzazioni. La gamma propulsori, sulla quale sono intervenuti gli ingegneri nipponici per abbattere decibel e vibrazioni, può contare sul noto 4 cilindri 2.2 td da 150 o 175 cv, abbinabile anche alla trazione integrale qualora si opti per la wagon, mentre lato benzina sono confermati il 2.0 e il 2.5 Skyactiv-G a iniezione diretta e fasatura variabile con recupero dell’energia nelle fasi di frenata, forti rispettivamente di 165 e 192 cv. Unità che, da tradizione, si accompagnano a trasmissioni manuali a 6 marce o automatiche a 6 rapporti del tipo mediante convertitore di coppia.

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Alla dotazione di sicurezza appannaggio del precedente modello, caratterizzata dalla disponibilità dell’indicatore d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, della segnalazione di superamento involontario delle linee di corsia, del monitoraggio della stanchezza del conducente e della frenata automatica in caso di collisione imminente, si aggiunge ora il riconoscimento della segnaletica stradale. Quanto al design, come accennato, è necessario un occhio clinico per individuare le differenze rispetto al passato, dato che i soli fari anteriori adattivi a LED, corredati di abbaglianti automatici, beneficiano di un taglio lievemente più sportivo.

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Il “pezzo forte” della rinnovata Mazda6 è però il G-Vectoring Control, portato al debutto dalla “sorella minore” Mazda3, che ottimizza la marcia in presenza di superfici a bassa aderenza. Integrato nel pacchetto Skyactiv-Vehicle Dynamics, in grado di armonizzare il comportamento di propulsore, sospensioni, sterzo e sistemi di sicurezza, vede l’elettronica parametrare il grado di rotazione dello sterzo e l’accelerazione laterale per poi andare ad agire sull’erogazione della coppia del motore, così da trasferire maggiormente il carico sull’assale anteriore o posteriore. Una soluzione che, ad esempio in entrata di curva, attenua la spinta del propulsore onde provocare un trasferimento delle masse verso l’avantreno, a tutto vantaggio della fase d’inserimento, mentre una volta riallineato il volante la coppia torna a essere erogata integralmente, favorendo la stabilità. Variazioni in grado di donare una superiore brillantezza alla berlina e alla wagon nipponiche.

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