La Serie 5 non è una BMW qualsiasi. A detta degli stessi uomini di Monaco, è lei la vera portabandiera del marchio: dal 1972 a oggi è stata venduta in quasi 8 milioni di pezzi ed è il modello riesce meglio a combinare la sportività e la lussuosità che la Casa cerca di mettere in ogni sua proposta. Non è dunque un caso che designer e ingegneri si siano rimboccati per bene le maniche per confezionare la sua settima generazione, chiamata a lottare con concorrenti agguerrite in un segmento che va a gonfie vele su scala mondiale. In attesa della familiare Touring, che arriverà in estate (e che di norma copre il 60% degli ordini della Serie 5), la gamma della berlina può già soddisfare tanti clienti dalle esigenze diverse. A fare la parte del leone nelle vendite (con uno share attorno al 50%) sarà come sempre la 520d, con un turbodiesel due litri da 190 cv. Questo è tra l’altro l’unico motore eventualmente disponibile pure con cambio manuale, al posto dell’ottimo Steptronic automatico a otto rapporti che giustamente ordinano quasi tutti. A fare da spalla di lusso c’è la 530d a sei cilindri, offerta per ragioni fiscali in due livelli di potenza, 250 e 265 cv. Sul fronte benzina apre le danze la 530i, con un due litri sovralimentato da 252 cv, che è la stessa potenza erogata anche dall’accoppiata motore termico-motore elettrico sulla 530e ibrida plug-in. Andando in crescendo, seguono poi la 540i, da ben 340 cv, e la M550i xDrive, con motore V8 462 cv e la trazione integrale xDrive, che le altre versioni (ibrida esclusa) offrono a richiesta per circa 5.000 euro. Quanto agli allestimenti, scompare la Serie 5 base, mai amata dagli italiani; ora l’entry level è la Business, seguita dalla best-seller Luxury e dalla grintosa M Sport. Il listino è un libretto di 41 pagine che si può consultare cliccando qui. Giusto per in quadrare la questione, comunque, i prezzi della 520d partono da 50.800 e quelli della 530d da 58.800.