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TenQuestions a Joël Dicker

Il giovane scrittore, brand ambassador DS, si racconta a RED, rivelando una particolare attenzione per l'ambiente

Pubblicato mercoledì 16 dicembre 2015 · da

Lo scrittore ginevrino Joël Dicker è noto al pubblico italiano come l’autore del best seller “La verità sul caso Harry Quebert”, pubblicato nel 2012 in più di 40 lingue e vincitore dei prestigiosi Grand Prix du Roman de l’Académie Française e Prix Goncourt des lyceens. Lo abbiamo intervistato al DS Store milanese di via Gattamelata, in occasione del lancio delle due auto marchiate DS Automobiles, che il giovane talento ha guidato nel corso di un “viaggio creativo” partito da Parigi. Al termine del tragitto ne sono scaturiti 5 episodi digitali e un racconto cartaceo dal titolo “Riservato agli insider”, che verrà consegnato agli acquirenti di Nuova DS 4.

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Anche durante la stesura di questo racconto scritto per DS ti sei imbattuto nel blocco dello scrittore, come è accaduto a Marcus Goldman, il personaggio del tuo romanzo da 3 milioni di copie “La verità sul caso Harry Quebert”?
Non proprio (sorride), in questo caso mi sono soffermato a riflettere sulla possibilità di scegliere o scartare un’idea, uno spunto piuttosto di un altro.

Hai mai fatto un viaggio-avventura in auto, un coast-to-coast, una vacanza con gli amici? Che cosa ti ha lasciato questa esperienza on the road?
Ne ho fatti diversi, tutti piacevoli. L’auto è un mezzo che sa esprimere un sentimento di libertà molto speciale: siamo noi a scegliere quando, dove, con chi partire… Tutto il nostro tempo può essere reintepretato, personalizzato. Non dobbiamo rispettare scadenze, orari, regole come accade invece se si tratta di prendere un aereo. Aggiungo che oltre a godere del piacere di guida l’auto ci protegge dalla pioggia, dal vento, dal freddo. Davanti ai nostri occhi, intanto, scorrono i paesaggi, alla stregua delle sequenze di un film.

Dopo questo progetto che ti ha visto in viaggio al volante di Nuova DS 4, c’è un altro mezzo di trasporto cui sei legato, che utilizzi nel tempo libero? 
Per gli spostamenti più brevi utilizzo la bici elettrica: in questo modo mi muovo con un occhio di riguardo per l’ambiente.

A tale proposito, tu che sei nato e vivi a Ginevra, per diversi anni tra le città con la migliore qualità della vita grazie anche a politiche di sviluppo eco-sostenibili, da trentenne, quale credi sarà il punto di incontro tra tutti i buoni propositi (anche alla luce degli accordi di Parigi di questo week end sulle emissioni inquinanti) e il mondo reale? C’è ancora speranza?
Penso che non sia ancora troppo tardi per agire. Sono positivo e contento che la Cop21 abbia trovato finalmente un accordo internazionale, anche se ritengo che tutto debba partire da ognuno di noi. I primi attori siamo noi: dobbiamo imparare a rinunciare all’auto per gli spostamenti più brevi, mangiare frutta e verdura di stagione per favorire la cultura del “km 0”, staccare la presa del caricatore e della tv quando non sono necessarie, sensibilizzare i consumatori a formarsi una coscienza ambientale, favorire il car sharing…

Viaggiare aiuta a scrivere o la scrittura aiuta a “viaggiare”?
Direi che si può fare un parallelismo e che, allo stesso tempo, il viaggio e la scrittura sono mondi che si intersecano. Il viaggio è un toccasana per la scrittura, mi permette di incontrare le persone, scoprire nuovi paesaggi, è emozione, è di stimolo per la creazione. Scrivere è partire, “viaggiare”, immaginare.

Qual è il tuo scrittore italiano preferito? Perché?
Umberto Eco. Ho letto il suo capolavoro “Il nome della rosa” e ho avuto modo di conoscerlo a Parigi. Sono rimasto profondamente colpito sia dall’uomo sia dallo scrittore.

Da “nativo digitale” che rapporto hai con la tecnologia? Tralasciando l’importante aspetto a garanzia della sicurezza (pensiamo all’ABS su tutti…), non credi che forse sia diventata troppo presente? Siamo sempre connessi, l’auto si trasforma in ufficio: forse non si ha più tempo per rilassarsi e godersi il viaggio… 
Ritengo che la risposta si possa dare al contrario. Siamo noi a dover porre dei limiti alla tecnologia e sfruttarla solo per le nostre necessità. Spesso ricevo delle telefonate, dei messaggi a cui non rispondo proprio per non farmi travolgere.

Sempre sull’argomento tecnologia: come si concilia con la tua vita da scrittore, condotta, di norma, in una dimensione più intima e personale? 
Sono un fruitore della tecnologia, mi piace comunicare con i lettori, rispondo sui Social, interagisco ma per me non è fondamentale. La trovo invece utile come strumento per diffondere la cultura dei libri, l’importanza della lettura, aspetti che non devono mai essere persi di vista.

Chi volesse saperne di più, scoprire il trailer e gli episodi della web serie “The DS Writer” si può collegare al sito www.nuovaDS4.it

 

 

 

 

 

 

 

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