2017 Niro

Prova Kia Niro, l’ibrido dinamico

Crossover in tutti i sensi, la nuova Niro porta al debutto la nuova piattaforma ibrida compatta di Kia. Linea gradevole, buona abitabilità, guida dinamica ma parsimoniosa. Può contare sull’abbinata ibrido/DCT unica sul mercato. 

Pubblicato mercoledì 13 luglio 2016 · da
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Con una crescita costante sul mercato europeo (385.000 veicoli venduti nel 2015 8,8% di market share, per il 2016 attese 420.000 immatricolazioni), e star del calibro di Sportage, in Kia possono davvero dire di essere soddisfatti… ma non del tutto. Per avere una gamma davvero completa e al passo con i tempi al giorno d’oggi è necessario che nella famiglia nascano anche auto a basso impatto ambientale, elettriche o ibride. Kia con il green ha già dimostrato di saperci fare, la Soul Eco Electric  è una vettura tecnicamente molto riuscita l’unica che riesce ad ottenere prestazioni e autonomia (circa 180 km) degne di nota senza ricorrere a un design a supposta o pneumatici da bicicletta. Il che significa che “sotto” la parte elettrica è di ottimo livello. Ma l’elettrico è un mondo che si sta espandendo più lentamente di quello che ci si aspettasse, occorre qualcos’altro, qualcosa che liberi i clienti dall’ansia della ricarica o del “se finisco la batteria?”. Occorre Kia Niro, altro tassello che porterà Kia ad avere nel 2020 ben 11 modelli green in gamma.

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Ma cos’è Kia Niro? A Seoul hanno realizzato un crossover sotto tanti punti di vista, perché Niro si piazza nel centro di un ipotetico triangolo ai cui vertici trovate le SUV (alte, grosse, e con un anima poco green), le Hatch di segmento C (come la Cee’d) e le Station Wagon. Kia Niro sta lì in mezzo, non è alta come una SUV, ma più alta e lunga di una Hatch, è Ibrida ma ben disegnata. Con i suoi 435 cm di lunghezza (+45 rispetto a una Cee’d) e un passo si 270 cm (+50 vs Cee’d) non è una SW ma ha una ottima abitabilità e un bagagliaio da 427 litri (che aumentano naturalmente abbassando il sedile frazionabile 60/40). Insomma non è né alta né bassa, né lunga né corta. Forse è semplicemente giusta.

2017 Niro

Non è una SUV. È una HUV. Vale a dire un’Hybrid Utility Vehicle. Sceglie, infatti, la tecnologia Ibrida, rinunciando per ora al plug-in (che arriverà nel 2017) anche con l’idea di semplificare la vita all’utente medio che ancora fatica (ed è la verità) ad orientarsi tra ricariche colonnine e quant’altro. Con Kia Niro niente spine. Entri, pigi il pulsante start e vai.

La parte termica è affidata al collaudato 4 cilindri 1.6 GDi, a iniezione diretta di benzina, per cui è stato scelto il più efficiente ciclo Atkinson. Il motore da 105 cv e 147 Nm di coppia, abbinato a un’unità elettrica da 44 cv e 167 Nm alimentata mediante un compatto pacco batterie ai polimeri di litio del peso di soli 33 kg. Niro può così contare complessivamente su 149 cv e 264 Nm di coppia, oltre che su di una percorrenza media dichiarata di 21,3 km/l. La trazione è anteriore, mentre la trasmissione si affida a un cambio a doppia frizione a 6 rapporti – una soluzione tutt’altro che scontata per un’ibrida – e la piattaforma è inedita; appositamente realizzata per Ioniq e Niro.

Il nuovo pianale promette di portare in dote una netta riduzione delle masse rispetto alla media della categoria, complice il ricorso ad acciai altoresistenziali (che il gruppo cui appartiene Kia produce in casa) per il 53% della scocca della vettura. Un obiettivo cui concorrono l’adozione di un accumulatore ai polimeri di litio in luogo della classica batteria a 12 Volt e la parziale realizzazione in alluminio di elementi di carrozzeria (cofani motore e bagagliaio), delle sospensioni e delle pinze freno. Niro, del resto, mira a contrastare non solo le crossover tradizionali, ma anche le berline ibride Toyota, sfidando il gigante nipponico sul suo terreno d’elezione promettendo un piacere di guida superiore e a un comportamento dinamico più sportivo della media.

2017 Niro

Ibrido nell’ibrido, Niro è un po’ crossover, un po’ compatta e un po’ berlina sportiveggiante: un corpo con diverse anime. Un corpo, in ogni caso, attento all’assistenza alla guida, irrinunciabile per un’auto moderna. L’innovativo pacchetto Eco-DAS (Driver Assistance System) include, infatti, i sistemi Coasting Guide, che suggerisce al guidatore quando rilasciare il gas e quando iniziare a frenare per risparmiare energia, e Predictive Energy Control, che sfrutta le indicazioni del navigatore per gestire i flussi d’energia prevedendo l’arrivo di una salita e caricando al massimo le batterie prima della stessa per poi sfruttare l’energia elettrica nel momento di massimo carico.

con la collaborazione di Sebastiano Salvetti

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