Lamborghini Huracan apertura

Prova Lamborghini Huracán

Quattro giorni insieme, da Milano a Livigno. Fino alla Lamborghini Winter Accademia e ritorno. Questo è il racconto dell'incontro speciale con la Lamborghini Huracán V10 da 610 cavalli

Pubblicato lunedì 07 marzo 2016 · da
LIVE DRIVE

Un conto è parlare di supercar seduti al bar, con un boccale di birra davanti: la potenza non è mai abbastanza, i controlli elettronici non servono, il drifting è un gioco da ragazzi. Un altro è assistere alla consegna in redazione di una vera supercar, impossessarsi delle chiavi e non mollarle per quattro giorni consecutivi. Il risultato? Tensione alle stelle, per un weekend tanto faticoso quanto indimenticabile.

Dopo la splendida esperienza dello scorso anno, sono tornato alla Winter Accademia, il corso intensivo di guida su ghiaccio che Lamborghini organizza per clienti e fans del marchio legato più di ogni altro all’idea di prestazioni e design senza compromessi. Questa volta, però, per raggiungere Livigno, sede del corso nel cuore delle Alpi, tra Valtellina ed Engadina,  non ho guidato un’auto “normale”. Ok, ha quattro ruote e un volante come le altre, ma è una delle pochissime cose in comune: la Lamborghini Huracán LP610-4, infatti, è una vera supercar. Ed è stata mia per oltre 1.200 km. Di pioggia battente, neve dal cielo e sull’asfalto, magici panorami alpini, curve e velocità. Incontri inattesi, richieste incredibili – una pattuglia di Carabinieri al semaforo: “Sgasa un po’!” – e la sensazione di essere costantemente al centro dell’attenzione.

Lamborghini Huracan 2016-20

Foto Simon Palfrader – RED

Trazione integrale permanente, motore V10 di 90° di 5.204 cc, 610 cv di potenza e 590 Nm di coppia, lubrificazione a carter secco, telaio in fibra di carbonio e alluminio, sospensioni a triangoli sovrapposti: bastano queste veloci informazioni per dare l’idea della magica alchimia che compone quest’auto. Con i suoi 2.620 mm di passo e il peso a secco dichiarato di 1.422 kg, scatta da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi (9,9 da 0 a 200 km/h) e supera 325 km/h di velocità massima. Rigorosamente biposto, si avvale del cambio LDF a sette rapporti, doppia frizione, e di un selettore delle modalità di guida. Anima, rigorosamente in italiano, è il nome del “manettino” che permette di modificare la risposta di motore, sospensioni, sterzo e controlli elettronici, scegliendo tra 3 interpretazioni: Strada, per chi vuole vivere il mondo Lamborghini con tutto il comfort (poco) che la Huracán può comunque offrire, e la sicurezza dell’esuberanza gestita dall’elettronica; Sport, ideale per la maggior parte delle situazioni in cui la strada permette di esprimere il potenziale dell’auto; Corsa, con i comandi del cambio soltanto manuali, dedicata alla pista e alle situazioni di guida più impegnative, istanti da godere anche sull’asfalto di tutti i giorni, consapevoli di aver a che fare con 610 cv e un comportamento dinamico estremo.

Lamborghini Huracan 2016-22

Foto Simon Palfrader – RED

L’abitacolo della Huracán è disegnato con un solo obiettivo: offrire un’esperienza di totale immedesimazione. Un magma di suoni, scossoni, vibrazioni, lame di luce e accelerazioni che definiscono – senza (de)limitarla in alcun modo – la vita a bordo. I sedili scavati, profondi, sono separati dall’alto tunnel centrale, che accoglie parte dei comandi: il cambio, innanzitutto, costituito da due pulsanti (M per manuale e P per parcheggio), dalla leva destinata a inserire la retromarcia e dal freno a mano elettroidraulico. I comandi del menu principale, della climatizzazione e della radio sono più in alto, insieme al display dedicato a manometri e indicatori della temperatura olio e del voltaggio. Al centro, sotto una protezione rossa di chiara ispirazione aeronautica – tutto l’abitacolo sembra il cockpit di un caccia -, ecco il tasto magico Start/Stop.

Il volante ospita sulle razze i comandi di tergicristalli, abbaglianti e indicatori di direzione: non ci sono deviatori sul piantone, completamente occupato dalle estesissime palette del cambio (destra per salire di rapporto, sinistra per scalare). Sempre sul volante, ma in basso, l’Anima permette con un tocco di scegliere come “vivere” la Huracán: relativamente rilassati (Strada), concentrati su guida e prestazioni (Sport) oppure con il coltello tra i denti, “a tutta” (Corsa). Dopo qualche minuto inevitabilmente necessario per fare mente locale – all’inizio l’emozione rende difficile persino trovare il tasto di avviamento – i comandi diventano abbastanza intuitivi. Ed è già il momento di partire.

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