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Prova Volkswagen Tiguan MY16

Si conferma una delle SUV più gratificanti da guidare, sebbene sia cresciuta nelle dimensioni, nello spazio a bordo e nella capacità di carico. Può contare su dotazioni nettamente più raffinate che in passato: ora è “premium” a tutti gli effetti.

Pubblicato martedì 12 aprile 2016 · da
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La Regina è salva. Non tanto dagli attacchi dei nemici, e nemmeno dalle rivalità in famiglia, doveva guardarsi, quanto piuttosto da se stessa. Sì, perché Volkswagen Tiguan, la SUV compatta che sino alla scorsa generazione deteneva il titolo di Sport Utility più gratificante da guidare, con l’avvento della nuova serie, cresciuta nelle dimensioni e basata su di una nuova piattaforma, avrebbe potuto vedere attenuate quelle caratteristiche che ne avevano decretato il primato. Ebbene, pericolo scampato! È cambiato tutto, ma senza perdere terreno: Tiguan si conferma un punto di riferimento per precisione dell’avantreno, feeling con lo sterzo, reattività nel misto e stabilità in velocità. La Regina rimane sul trono.

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È sempre stata una delle best seller Volkswagen: da tradizione ben rifinita e caratterizzata da una generosa abitabilità, complici il restyling dell’abitacolo e l’incremento dimensionale rispetto al passato vede ora rafforzati questi plus, affiancandovi oltretutto una linea moderna, nel solco del rinnovato family style Volkswagen, un sistema multimediale d’ultima generazione e dotazioni degne di vetture di categoria superiore. Cambiamenti che la rendono “premium”, tanto da insidiare le rivali appartenenti ai marchi più blasonati, e che si accompagnano a un prezzo elitario: 39.150 euro per la 2.0 TDI 150 cv DSG 4Motion nell’allestimento Executive, top di gamma oggetto della nostra prova, laddove il listino ha quale entry level, lato benzina, la 1.4 TSI da 125 cv in versione Style, offerta a 27.550 euro, e lato diesel la 2.0 TDI 150 cv Style 2WD, proposta a 32.550 euro.

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La precedente generazione aveva debuttato nel lontano 2011; tanta longevità ha reso indifferibile un marcato aggiornamento estetico della vettura, rivista in chiave sportiveggiante e secondo i più recenti stilemi del Gruppo VW. Fatta eccezione per il mutato design, la novità principale appannaggio della nuova Tiguan consiste nella realizzazione sulla base della piattaforma modulare MQB, comune a svariati modelli Audi, Seat e Skoda, che porta in dote un alleggerimento medio di oltre 50 kg rispetto al passato nonostante l’incremento delle dimensioni. La quadratura del cerchio!

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La SUV tedesca è lunga 4,48 metri (+6 cm rispetto al vecchio modello) ed è caratterizzata da un passo di 2,68 metri (+7,7 cm) a fronte di una riduzione dell’altezza di 3,3 cm qualora paragonata alla precedente serie. Dimensioni che la rendono una delle Sport Utility compatte più grandi del segmento. Basti pensare, in proposito, come Audi Q3 sia lunga “solamente” 4,39 metri, BMW X1 si fermi a 4,44 metri e la best seller Nissan Qashqai non vada oltre i 4,38 metri. Valori che portano in dote una sensibile crescita della capienza del bagagliaio, passata dai precedenti 470/1.510 litri agli attuali 615/1.655 litri, correggendo una “storica” smagliatura della SUV di Wolfsburg. Capacità di carico che inoltre beneficia, analogamente al precedente modello, del divanetto frazionabile 40/60%, regolabile in longitudine (di 18 cm) e corredato di una botola per i carichi passanti, laddove l’abbattimento degli schienali posteriori, affidato alla semplice trazione di alcuni laccetti, consente di ottenere un piano d’appoggio (quasi) perfettamente piatto. Un notevole miglioramento rispetto al passato, quando si soffriva la presenza di uno scalino lungo il pianale.

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Una e trina. Analogamente al vecchio modello, Tiguan è disponibile in diverse configurazioni: “normale”, sportiva – denominata R-Line – e votata all’offroad. Quest’ultima forte di un angolo d’attacco di 25,6° invece dei 18,3° appannaggio della gemella “stradale”. Coerentemente con il trend del momento, l’abitacolo è stato ridisegnato valorizzando il display al centro della plancia che consente di gestire il sistema d’infotainment, compatibile con gli standard Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink, mentre la strumentazione tradizionale può essere sostituita con quella integralmente digitale con schermo TFT da 12,3 pollici di derivazione Passat, optional a 600 euro fatta eccezione per l’allestimento Executive che la prevede di serie. Apprezzabile la posizione di guida caratterizzata dal corretto allineamento tra pedaliera, volante, generosamente adattabile in profondità e altezza, e sedile, pluriregolabile elettricamente, moderatamente rialzato e forte di uno schienale personalizzabile nel supporto lombare in quattro direzioni.

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L’abitabilità è sempre stata uno dei punti di forza di Tiguan, sia anteriormente, complice la consolle massiccia ma non al punto da limitare la mobilità delle gambe, sia posteriormente; anche i più alti, infatti, a bordo del precedente modello non soffrivano a livello né della testa né degli arti inferiori e il tunnel poco pronunciato non penalizzava il confort del passeggero centrale. Ebbene, grazie all’incremento nell’interasse caratteristico della nuova generazione, l’accoglienza riservata agli occupanti della seconda fila di sedili è ulteriormente migliorata: ora anche un cestista dei Chicago Bulls può sedere senza fastidi alle gambe. Una dote che poche, anzi pochissime, rivali d’analoghe dimensioni possono vantare.

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Il reparto sicurezza appare decisamente completo, dato che agli immancabili ABS, ESP e 7 air bag si aggiungono, di serie per tutti gli allestimenti, il rilevamento della stanchezza del conducente, il monitoraggio dei pedoni, la frenata automatica d’emergenza in caso di collisione imminente e l’avviso di superamento involontario della linea di corsia. Dotazioni alle quali si possono affiancare il cruise control adattivo, l’allarme d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, l’head-up display, la telecamera in retromarcia nonché inediti servizi online per conoscere in tempo reale le condizioni del traffico e la disponibilità dei parcheggi. La nuova Volkswagen Tiguan è ancora una SUV compatta? Dotazioni, cura delle finiture e dimensioni strizzano l’occhio all’alto di gamma

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