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In Vittoria stanno lavorando come si deve. Quando agli inizi dell’estate Dario Acquaroli – a chi ha qualche capello bianco non occorre ricordare che ha vinto due ori mondiali in XC – mi ha consegnato queste gomme, ne ha tessuto le lodi, assicurandomi che la mia bici avrebbe calzato ottime scarpe. Dario lo conosco da quando pedalava con i puntapiedi, lo stimo e mi fido: quando, però, sulla tasca della camicia è ricamato un marchio, un “ok ma voglio provare…” appare più che lecito.

Le Barzo sono gomme da cross country, il cui disegno (dicono a Madone) è ispirato agli pneumatici da moto. Il battistrada ha un profilo medio, con i tasselli centrali disposti in modo alternato anche per ridurne l’usura. I tasselli presentano intagli che li rendono più flessibili, con il risultato di deformarsi più liberamente e garantire un migliore grip, soprattutto in frenata e in curva. Alle prestazioni in fase di curva contribuisce anche la disposizione stessa dei tasselli, che li rende indipendenti e in grado di meglio adattarsi al terreno e di assicurare migliore aderenza.

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Il suo terreno prediletto sono i fondi tecnici, sia quelli compatti e asciutti, sia quelli tipici delle uscite invernali, viscidi a causa delle foglie bagnate e del fango.

Disponibili nelle misure da 2,1” e 2,25” per tutti i diametri di ruote (26”, 27,5” e 29”), le Barzo sono proposte in versione rigida, pieghevole e TNT. Le mie sono queste ultime, in misura 2,25” per 560 grammi: TNT sta a indicare la carcassa tubeless ready (“Tube No Tube”, ossia con o senza camera d’aria).  Carcassa con nylon e trama a 120 TPI, cerchietto in kevlar, protezioni sui fianchi per renderle più resistenti alle forature: queste le caratteristiche della più avanzata tecnologia Mtb sviluppata da Vittoria.

Le Barzo sono proposte anche in versione G+, ossia con mescola contenente Grafene, ma solo nel modello “E”, dedicato alle Mtb a pedalata assistita.