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La definizione “Sportiva Stradale” è figlia degli anni 80, anni in cui la VFR dimostrò che la sportività di un motore molto potente e grintoso e l’attitudine sportiva che sconfina anche con la pista poteva convivere con una posizione di guida non esasperata, linee eleganti e una buona ospitalità anche per il passeggero.

Da allora questo concetto si è decisamente evoluto: oggi il termine ha assunto contorni molto sfuocati, coinvolgendo le crossover, che grazie al manubrio largo e alto sembrano aver messo un po’ all’angolo le Sportive stradali tradizionali che sopravvivono ancora in qualche modello storico come la VFR o più recente come la Kawasaki Z1000SX. Ora Ducati rilancia il concetto con la nuova Supersport: il nome è di quelli importanti e riporta alle ultime sportive stradali Ducati con motore a due valvole raffreddato ad aria, ma approfondendo il concetto si capisce che la nuova Supersport è qualcosa in più.

Esposta come “oggetto misterioso” allo scorso WDW dove gli appassionati hanno affrontato ore di sole sotto la canicola per poterla vedere in anteprima, è figlia anche dell’esigenza di proporre una sportiva accessibile a livello di prezzo e prestazioni. Del resto la moto di accesso alla gamma Superbike Ducati era fino a oggi la Panigale 959 da 157 cv. Un po’ troppi per chi cerca qualcosa di più semplice, da guidare su strada, magari meno costoso da comprare e da manutenere, pur mantenendo intatto il DNA del marchio.

Desiderata e richiesta dalla rete delle concessionarie Ducati, che ha capito con la Scrambler che “simple is better” e si vende molto bene, la Supersport monta il motore Testastretta 11° da 937 cc e 113 cv (96 Nm di coppia a 6500 giri) omologato Euro 4, cui sono fissati il traliccio anteriore e il monobraccio (nemmeno la Panigale 959 ce l’ha). La linea è pulita, piacevole e con inevitabili richiami alla Panigale, ma anche con una specifica personalità. La Supersport sembra avere buone carte per conquistare i ducatisti e non soltanto loro, in particolare chi cerca una moto leggera (210 kg in ordine di marcia) e agile anche grazie al pneumatico posteriore 180/55. A livello di sospensioni la Supersport può contare sulla forcella Marzocchi regolabile (precarico/estensione/compressione) e sul monoammortizzatore Sachs regolabile nel precarico (con doppia ghiera) e in estensione.

Ducati assicura di aver curato l’ergonomia stradale, dichiarazione confermata dalla collocazione rialzata dei semimanubri, dal plexiglass regolabile su due posizioni (50 mm di escursione) e dalla sella bassa (810 mm dal suolo la sella del passeggero), ampia e amichevole con il passeggero. Immancabile una bella dose di elettronica: sono tre i Riding Mode (Sport, Touring, Urban) e ovviamente è presente il Ducati Safety Pack, che comprende ABS e Ducati Traction Control.

Una moto interessante, dunque,  sicuramente destinata al successo all’estero e che, al contrario, dovrà essere capita da un mercato come quello italiano un po’ vittima degli “estremismi” quando si parla di prestazioni su una moto, nonostante si noti una timida inversione di tendenza. La nuova Ducati Supersport sarà disponibile anche in versione “S” con sospensioni Ohlins completamente regolabili (e con il pomello di regolazione remota del mono) e quickshifter/downshifter.

La Supersport versione base costerà 12.990 euro, mentre per la più sofisticata S sarà necessario staccare un assegno di 14.690 euro (in allestimento Red) o 14.890 euro (White Silk).