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Nel 2015 la Kawasaki Ninja H2 è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel mondo delle due ruote, facendo saltare in un colpo solo gli equilibri ai vertici del settore e allargando i suoi orizzonti, specie con la stabiliante variante da pista, la H2R. Oggi, in occasione del Salone di Colonia, la casa di Akashi rimette mano alla gamma, con il lancio di una nuova versione a tiratura limitata e con l’introduzione di molte migliorie.

La terza riga in listino è per la Kawasaki Ninja H2 Carbon, che, come lascia trasparire il nome, fa del cupolino in CFRP (Carbon Fiber Reinforced Polymer) il suo biglietto da visita. Il resto delle sovrastrutture è invece in quel Mirror Coater Matte Spark Black sinora appannaggio esclusivo della H2R. Questo abbinamento sarà disponibile per solo 120 esemplari numerati con una targhetta sul lato destro della meccanica, anche se il cupolino in carbonio entrerà nel catalogo accessori e sarà poi acquistabile per tutte le H2 degli anni passati.

Quanto invece agli upgrade per tutta la gamma, l’onore di aprire l’elenco va al mono Öhlins TTX. Secondo i tecnici giapponesi questo ammortizzatore dovrebbe garantire un notevole salto di qualità sotto molti punti di vista: la sua migliore scorrevolezza si dovrebbe tradurre in maggior comfort e particolare feeling nella guida ma passi avanti sono attesi anche sul fronte della stabilità e dell’equilibrio in generale. Il tutto senza dimenticare una notevole sensibilità alle regolazioni del precarico e del freno idraulico (ci sono ben 22 step, tanto in compressione quanto in estensione).

Parlando poi di aerodinamica, una vera chicca sono le nuove leve Brembo per freno e frizione, più corte e finestrate, per opporre meno resistenza all’aria che, a certe velocità, potrebbe anche arrivare ad azionare in parte i comandi. Un discorso a parte lo merita poi la Kawasaki H2R 2017, che sul cupolino, al posto degli specchietti retrovisori, monta due alette in CFRP. La loro forma è molto complessa, quasi come il loro compito: “pulire” i flussi d’aria in velocità, trovando il compromesso ideale tra aumento del carico verticale alle massime andature e riduzione della resistenza all’avanzamento. La loro presenza devia anche l’aria lontano dal pilota, che può gioire pure per l’arrivo di contrappesi più pesanti sul manubrio, che smorzano meglio le vibrazioni, e del kit Ergo Fit tra gli accessori, che sposta eventualmente le manopole più in alto di 20 mm, per un minor carico sui polsi.

All’interno della strumentazione, sul nuovo model year c’è poi spazio anche per un indicatore dell’angolo di piega, capace di registrare l’inclinazione massima raggiunta. Ciò è possibile grazie all’impiego di una nuova piattaforma inerziale Bosch che lavora su sei parametri: accelerazione longitudinale, trasversale e laterale, rollio, beccheggio e imbardata. I suoi dati, tra l’altro, sono messi a disposizione dei dispositivi elettronici di assistenza alla guida, che diventano così più precisi ed efficaci. Sto parlando del controllo di trazione KTRC, del launch control KLCM e del KIBS, il sistema antibloccaggio dei freni che ha ora così la capacità di modulare la frenata in piega per limitare l’effetto autoraddrizzante.

Due paroline infine sul motore. Le versioni omologate sono ora Euro 4, grazie a un lavoro di fino fatto sullo scarico, che sfoggia nuovi collettori, un silenziatore rivisto nei passaggi interni e catalizzatori più efficienti.