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Da quando Yamaha ha iniziato a sfornare moto post-crisi non si è più fermata. La logica delle cosiddette “piattaforme” su cui costruire intere famiglie di modelli (ben nota al mondo auto) si sta rivelando vincente. Le Yamaha (a due e tre cilindri) stazionano stabilmente ai piani alti delle classifiche di vendita e in particolare un modello, la MT-09 Tracer  ribattezzata Tracer 900, ha sbancato il mercato, forte di un mix tra contenuti tecnici, prestazioni e prezzo praticamente imbattibile. Ora Yamaha rilancia con la Tracer 700, che si va a infilare come il coltello nel burro nell’importante segmento delle crossover da 650/800 cc, in cui si trovano da modelli di successo come Kawasaki Versys 650Suzuki V-Strom 650BMW F 700 GSHonda NC 750X. Un segmento dove, probabilmente, la piccola crossover Yamaha avrà vita un po’ meno facile rispetto alla 900. Perché il solco che scava – anche a livello di prezzo, visto che è in vendita a 7.890 euro – è meno ampio rispetto a quello che scavò la 900, e la concorrenza, pur con modelli meno freschi, in questo particolare segmento (molto ampio come numeri) è agguerrita.

YamahaTracer700-043La ricetta che ha portato alla Tracer 700 è la medesima che ha decretato il successo della Tracer 900: una piattaforma “sana”, un motore molto brillante – il bicilindrico CP2 è riuscitissimo e ci è piaciuto ovunque lo abbiamo provato – e una versatilità che rende questa moto buona per tutto: dallo sparo tra le curve al viaggio di medio raggio. La Tracer 700 si veste di una carena ancora più riuscita rispetto a quella della sorella con motore tre cilindri: insomma la ricetta è davvero molto, molto interessante. Forte del bicilindrico di 689 cc con fasatura a 270 gradi e scoppi irregolari, la nuova Yamaha Tracer 700 può contare su 74,8 cv di potenza a 9.000 giri e 68 Nm di coppia; deriva dalla naked MT-07, bestseller di cui ripropone la base tecnica, compreso il telaio in tubi di acciaio con piastre laterali. Ma non è tutto uguale: il forcellone (in alluminio), ad esempio, cresce in lunghezza di ben 50 mm, portando l’interasse a 1.450 mm dai 1.400 dell’agilissimo modello di partenza. Le sospensioni sono state riviste nella taratura in funzione della nuova destinazione d’uso; la forcella (non regolabile) ha la stessa escursione (130 mm) di quella della MT-07 ma cambiano sia la rigidezza della molla sia il controllo idraulico. La ruota posteriore guadagna 12 mm di escursione (ora 142 mm) grazie al forcellone più lungo, al link differente e a un monoammortizzatore rivisto, che però meriterebbe almeno la regolazione remota del precarico (ora c’è la classica ghiera) vista la destinazione d’uso della moto. Carena e variazioni ciclistiche portano il peso a crescere di 14 kg rispetto alla MT-07: ora siamo a 196 kg, con il pieno da 17 litri di carburante comprese e 370 km di autonomia.

YamahaTracer700-050L’ABS è di serie, a completamento di un impianto basato sulla coppia di dischi anteriori di 282 mm con pinze a quattro pistoncini e sul disco posteriore di 245 mm. L’anima crossover – o sport-touring, come tutti chiamano modelli che in casa Yamaha sono gli eredi delle Fazer  strizza un occhio alla bella guida (e qui la base MT-07 è una garanzia) e uno al comfort. A soddisfare questa seconda voce troviamo il parabrezza regolabile manualmente e i paramani con indicazioni di direzione integrati. La sella (845 mm dal suolo) è in unico pezzo, elegantemente cucita e su due livelli, con maniglie per il passeggero integrate. Il gruppo ottico anteriore con doppio proiettore richiama la Tracer 900, a cui la 700 si ispira nell’aspetto complessivo, apparendo però più equilibrata grazie a plastiche che a mio parere sono meglio raccordate di quelle della 900. Alla voce finiture Yamaha naturalmente non delude. Maestra nelle verniciature, negli accoppiamenti e nel trattamento delle superfici ha donato alla Tracer 700 un atteggiamento da moto “premium” e questo nonostante la cifra richiesta si fermi a 7.890 euro franco concessionario. I colori? Radical Red, Tech Black e Yamaha Blu.