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Prova KTM EXC 2017, rivoluzione austriaca

Cambiano tutte le KTM EXC che ora sono più compatte e leggere, con motori ulteriormente migliorati. Sono ancora il riferimento nell'enduro?

Pubblicato lunedì 05 settembre 2016 · da
LIVE RIDE

Una rivoluzione, così si può definire la serie enduro 2017 di KTM, visto che si tratta di un rifacimento (oltre il 90% delle compomenti inedite, motori e telai compresi) più che di un aggiornamento. Prima novità della gamma è l’uscita di scena delle EXC125/150, quelle rivolte ai giovani enduristi, per l’impossibilità di rientrare nella restrittiva normativa Euro4. In realtà le “piccole” di Casa sono rimaste in produzione, ma non sono più omologabili. Per questo motivo la sigla diventa XC-W e le moto non possono più circolare su strada. Tra le motorizzazioni a 2 tempi rimangono in listino la EXC250 e la EXC300 totalmente inedite (per l’ultimo anno è consentita l’alimentazione a carburatore) ed equipaggiate comunque al meglio, con tutte le novità tecniche e la gestione elettronica presente sulle 4 tempi EXC-F 250, 350, 450, 500. Le sovrastrutture sono interamente ridisegnate e sfoggiano un cambio di tonalità del classico arancio K, ora più intenso e d’effetto. Altri cambiamenti: cassa filtro aria, mascherina portafaro, telaio (derivato dalle SX/SX-F da cross), reggisella e forcellone posteriore. Sul motore troviamo la inedita ECU e il corpo farfallato, i collettori di scarico, i silenziatori e i radiatori più efficienti.

KTMEXC2017-045La ciclistica è comune alla gamma, con una forcella WP USD 48 Xplor al top della tecnologia, mentre il monoammortizzatore PDS – peculiarità di KTM che continua a non utilizzare il più convenzionale link – è stato sostituito e ha una diversa geometria. I freni sono stati alleggeriti e dotati di nuove pinze. Ci sono inoltre pedane innovative con sistema “antibloccaggio”. Infine, sono nuovi il comando gas, le manopole e la batteria (un chilo in meno solo quella). A Mattighofen hanno lavorato sull’alleggerimento globale delle moto: due chilogrammi risparmiati possono fare la differenza, soprattutto perché il progetto è andato verso la centralizzazione delle masse, a favore della guidabilità e della maneggevolezza. Sul fronte delle prestazioni è aumentata sensibilmente la potenza su tutti i propulsori in gamma, nell’ordine di 3-4 cavalli: sono parecchi se pensiamo a motori già di base pronto gara.

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