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Prova BMW R nineT Scrambler

Deriva dalla versione stradale ma offre guida easy e rilassata, pur mantenendo un dinamismo spiccato. La BMW R nineT Scrambler punta molto sul design evocativo e sul prezzo più abbordabile (14.000 euro) per attirare interesse. Da comprare tassativamente con ruote a raggi!

Pubblicato martedì 19 luglio 2016 · da
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Con 23.000 unità vendute in due anni possiamo dire che l’operazione nineT è stata un successo. Per BMW il lancio ha coinciso con la creazione della gamma Heritage, che quest’anno (in arrivo il 17 settembre) vede la nascita del secondo elemento: la BMW R NineT Scrambler. Famiglia destinata presto ad allargarsi, magari con modelli simili al prototipo Lac Rose che BMW ha presentato recentemente (e sappiamo che BMW non fa mai un concept fine a se stesso).

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Molto più che una semplice rivisitazione stilistica, la Scrambler non è solo una nineT con la ruota anteriore più grossa: è stata modificata in parecchi particolari che ne cambiano il carattere dinamico. Andando oltre i rimandi storici, su cui anche BMW Motorrad può naturalmente contare – il riferimento è alla R 68 presentata al Salone internazionale della bicicletta e della motocicletta IFMA di Francoforte nel 1951 –, è il presente che conta. Presente che parla dell’ultima evoluzione, probabilmente la massima possibile del motore Boxer raffreddato ad aria e olio, che ha equipaggiato tutte le BMW fino al 2013 quando è arrivata l’evoluzione a liquido. Un’unità che aveva finito la sua carriera ha trovato nuova vita proprio sulla R nineT.

L’omologazione Euro4 è stata praticamente indolore, visto che i valori di potenza e coppia di 110 cv a 7.750 giri e 116 Nm di coppia a 6.000 giri non sono cambiati. È il fulcro di questo modello. Punta sulla dolcezza d’erogazione, non disgiunta dal solito, apprezzabile vigore nella prima risposta al gas e in ripresa. Fin qui nessuna differenza con la nineT stradale.
La formula che ha portato al successo la nineT (che resterà il modello di punta della gamma), ossia l’idea della personalizzazione “guidata” a partire da una base creata a questo preciso scopo, è riproposta sulla Scrambler in una variante meno costosa (14.000 euro chiavi in mano) ma ugualmente carismatica, grazie all’irrinunciabile scarico alto Akrapovic, dotato di valvola per garantire un “sound” adeguato.
Meno costosa perché la BMW R nineT Scrambler ha qualche componente più economico e rinuncia a forcella a steli rovesciati, pinze radiali e soprattutto al pregiatissimo serbatoio in alluminio, rimpiazzato da uno in acciaio (è possibile averlo in alluminio spazzolato al costo di 1.100 euro). La strumentazione è minimale, con un solo elemento circolare che svolge funzione di tachimetro/contachilometri e un piccolo display che indica ora, contakm parziali e temperatura olio motore.

BMWRNinetScrambler-027La ruota anteriore è ora da 19 pollici, scelta che ha obbligato i tecnici BMW a modificare le geometrie. La Scrambler ha uno sterzo più “aperto” (si vede anche a occhio) con il cannotto maggiormente inclinato (3°); di pari passo cambia l’offset delle piastre (la distanza che passa dal centro degli steli forcella e il centro del cannotto di sterzo), ora più avanzato. Modifiche che, come vedremo, modificano la guidabilità.

BMWRNinetScrambler-012Gruppo ottico anteriore circolare (con logo BMW storico al centro come sulle moto di 60 anni fa), sella con cuciture a vista e telaietto configurabile in versione monoposto o biposto (ma non asportabile come sulla nineT): sono tanti i dettagli che permettono di personalizzare la BMW nineT Scrambler, che può (anzi deve) essere ordinata con gli pneumatici tassellati da fuoristrada e i cerchi a raggi incrociati (400 euro). Come è facile intuire questa sarà la combinazione più richiesta, perché capace di modificare radicalmente l’impatto estetico su una moto per cui l’impatto estetico è tutto. Per completare l’allestimento in senso fuoristradistico è sufficiente rimuovere gli inserti in gomma che proteggono le pedane a denti grossi. L’ABS di serie fa parte dell’impianto frenante Brembo con dischi freno anteriori di 320 mm di diametro; il controllo di stabilità ASC è opzionale (350 euro). Come sulla R nineT, la Scrambler sfrutta una particolare configurazione dell’impianto elettrico (cablaggio motore e veicolo separati) in modo da permettere di montare e/o togliere componenti aggiuntivi senza complicazioni. Insomma è il classico foglio bianco su cui molti customizer ameranno mettere mano.

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