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Prova Ducati Panigale 959

Ha più cavalli e più coppia. Migliora nelle prestazioni globali senza perdere il fantastico equilibrio che l’ha sempre contraddistinta. Così la Ducati 959 Panigale unisce due mondi. Quello delle medie e quello delle maxi

Pubblicato mercoledì 25 novembre 2015 · da
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Ducati la definisce “supermedia” ma con un motore bicilindrico da quasi 1.000 cc e una potenza di 157 cv (che è poco inferiore a quella della 999 Superbike con cui Bayliss vinceva i mondiali SBK…) riesce piuttosto difficile definirla media. La Panigalina proprio “ina” non è più. Il suo bicilindrico Superquadro riceve parecchi aggiornamenti, cresce di cilindrata (da 899 a 955 cc) e migliora nelle prestazioni (157 cv a 10.500 giri), rispettando però la normativa Euro4. Prestazioni che erano da maxi poco tempo fa oggi sono quelle di una moto che al momento rappresenta la porta di accesso al mondo delle sportive Ducati.

Ducati959Panigale-023Il passaggio all’Euro 4, però, non è stato indolore. Se siete tra quelli che si commuovono davanti alla pulizia delle linee della Panigale (vincitrice tra l’altro di più di un premio di design) è meglio che guardiate solo il lato sinistro della moto. Davanti a quello destro, infatti, la faccia potrebbe diventare come quella di Diego Abatantuono nel film “Ecceziunale veramente”, quando gira attorno al camion che gli ha riconsegnato lo “schlafo”… Dalle norme non si scappa: rientrare nella Euro4 ha richiesto la totale riprogettazione dell’impianto di scarico, che ora si allunga sul lato con un silenziatore sovrapposto, una soluzione già presente sulle versioni della Panigale destinate al mercato giapponese.

Tuttavia, prima di farvi ricoverare con un colpo al cuore, sappiate che esiste già uno scarico Akrapovic “MotoGP Style” omologato Euro 4 che potrà essere montato come accessorio. Ovviamente c’è anche lo scarico “originale” della Panigale per uso in circuito: pesa 6 kg in meno e migliora le prestazioni del 3%. Che faccio, lascio?

La tecnica utilizzata è quella che ormai ben conosciamo: il motore (che ha nuovi carter e catena di distribuzione per diminuire la rumorosità meccanica) è elemento portante a cui sono fissanti direttamente, come da tradizione,  forcellone e monoscocca anteriore: così facendo il peso della Panigale 959 è contenuto in soli 176 kg a secco, anche se leggermente superiore rispetto alla 899 che dichiarava 182 kg ma in ordine di marcia (tutti i fluidi e serbatoio pieno al 90%).

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Le pedane sono ricavate dal pieno, le stesse della Superleggera

Contrariamente a quanto fatto con la 1299, che ha visto crescere l’alesaggio perché la corsa era bloccata dagli ingombri del motore portante, sulla 959 ad aumentare è la corsa. Per questo motivo sono stati progettati ex novo albero motore e bielle. Cambia l’impianto d’iniezione, cui si aggiunge un iniettore a pioggia sopra la farfalla: entra in azione quando il motore si avvicina ai 9000 giri. Le novità ciclistiche riguardano lo spostamento del pivot del forcellone, ora più basso di 4 mm rispetto al passato. Soluzione anche questa mutuata dalla 1299 e dalla 1199 R e che si riflette anche nell’aumento dell’interasse, che passa da 1.426 a 1.431 mm nonostante l’avancorsa e l’inclinazione del cannotto di sterzo siano invariate.

Confermate le sospensioni, con la forcella Showa BPF (Big Piston Fork) con steli da 43 mm di diametro e regolazioni complete su precarico, compressione ed estensione, e il monoammortizzatore Sachs regolabile montato in posizione laterale. Confermata anche la presenza dell’intero pacchetto elettronico Ducati, che eleva la Panigale a un livello superiore rispetto alla concorrenza del segmento, sempre che esista un segmento di concorrenti per questa moto che ormai è più vicina alle maxi che alle medie.

Ducati959Panigale-010I tre Riding Mode disponibili (Race, Sport e Wet a 110 cv) agiscono su ABS sportivo su tre livelli, Ducati Traction Control su otto livelli (DTC), Ducati Quick Shift (DQS funziona solo in salita), Engine Brake Control (EBC): in pratica vi potete cucire addosso la moto che volete.

Esteticamente, scarico a parte, la 959 riprende le modifiche introdotte sulla 1299: il cupolino è più largo, il plexiglas più protettivo, le prese d’aria hanno sezione maggiore e il codino è diviso in due parti. Le pedane sono ricavate dal pieno. Il prezzo è stato fissato a 16.490 euro chiavi in mano, che diventano 16.790 per la versione Artic White con cerchi rossi.

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