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Prova Kawasaki Ninja ZX-10R 2016

Cambia tutto la Ninja 1000 2016 e cambia seguendo le indicazioni dei piloti. Il motore non perde potenza e rabbia, ma guadagna tiro e consistenza ai medi regimi, e la ciclistica è ancora più bilanciata e rapida che in passato. L'ottima elettronica non è che il contorno di una moto che darà molto molto fastidio alle concorrenti

Pubblicato lunedì 18 gennaio 2016 · da
LIVE RIDE

Sepang, novembre 2002: Kawasaki ci portò qui per farci provare la prima moto del nuovo corso. Anzi le moto erano due: la Ninja ZX-6R 636 e la Ninja ZX-6RR con motore 600 destinata alle competizioni. Quelle moto hanno fatto da spartiacque tra un passato fatto di sportive, potenti sì ma anche molto “stradali”, e il nuovo corso di proposte estreme, nate per essere prima di tutto emozionanti e imbattibili in circuito. Così erano le Ninja 600 2003, e così la Ninja ZX-10R che arrivò l’anno seguente. Una moto perfino eccessiva, per certi versi, ma emozionale come poche. Per farvi capire quanto fosse estrema per l’epoca, eccovi un paio di numeri. Kawasaki dichiarava 175 cv a 11.700 giri, piazzati su soli 170 kg di peso (a secco, ai tempi non c’erano catalizzatori e Euro4) e 1.385 mm di interasse, senza ammortizzatore di sterzo (aggiunto subito dopo…). Roba da cuori forti: chi ne ha guidata una la ricorda con un brivido ancora oggi.

KawasakiNinjaZX10R2004

La Ninja ZX-10R del 2004. Irruente, potentissima, leggera, corta e… senza ammortizzatore di sterzo!

Quella moto è la bisnonna della nuova ZX-10R: infatti tutto partì da quel progetto che poi Kawasaki ha modificato e persino stravolto negli anni, fino ad arrivare alla moto attuale, che può essere considerata la Ninja più evoluta, potente e sofisticata di sempre. Una moto che non nasce da un foglio bianco – stando alle dichiarazioni dell’esuberante Project Leader Yoshimoto Matsuda, ingegnere che ha lavorato anche in MotoGP – ma dal progetto attuale già molto competitivo. Poi però spulci i dati tecnici, controlli le misure e ti chiedi cosa sia rimasto della moto precedente, a parte il nome e le misure di alesaggio e corsa.

LIVE
Kawasaki ha lavorato sodo sul progetto Ninja, e l’ha fatto a stretto contatto con il Team ufficiale, per dare ai piloti una moto – che peraltro negli ultimi quattro anni ha portato a casa due Mondiali e due secondi posti… – che sia ancora più competitiva. Questo vuol dire Matsuda quando afferma di essere partito dal progetto attuale. Ad Akashi hanno lavorato per mantenere tutti i punti forti della Ninja, migliorandola dove i piloti lo richiedevano. Ci saranno riusciti? I tempi dei primissimi test Superbike sembrano dire di sì, ma quello che interessa a noi è capire quanto la versione di serie di questa nuova Ninja ZX-10R 2016 possa essere differente dalla precedente. Ve lo racconto tra poche righe. Prima però è necessario conoscerla bene, per capire dove gli ingegneri sono andati a lavorare. I numeri dicono che la nuova ZX-10R 2016 è una moto profondamente diversa dalla precedente.

KawasakiNinjaZX10R2016-030Gli interventi toccano praticamente ogni area della moto: dai freni, alla ciclistica, al motore. Passando naturalmente per l’elettronica. Andando con ordine, la Ninja mantiene ovviamente l’architettura 4 cilindri in linea e, curioso, continua a insistere con le stesse misure di alesaggio e corsa (76×55 mm) che non sono mai cambiate dal primo progetto ZX-10R. Una scelta in controtendenza, visto che tutti i costruttori si stanno spingendo verso alesaggi importanti, da 80 mm o giù di lì, che però identifica il motore Kawasaki quasi come “corsa lunga”. Matsuda è convinto che questa sia la soluzione migliore. Gli interventi hanno riguardato quasi tutti gli elementi del 4 cilindri: dall’albero motore (nuovo e con una inerzia inferiore del 20%) alla testata (rifatte le camere di combustione e i passaggi dell’acqua per migliorare il raffreddamento nelle zone critiche), passando per aspirazione, scarico (in titanio), cambio (riposizionati gli alberi), frizione (alleggerita anch’essa di circa 200 grammi per ridurre le inerzie).

Evoluzioni che assicurano una potenza massima dichiarata di 200 cv a 13.000 giri, con una coppia di 113,5 Nm a 11.500 giri erogati da un motore che ora è omologato Euro4. Novità anche nella gestione dell’acceleratore, che dal tradizionale cavo passa al Ride By Wire Multimappa (Full – Mid – Low). Cambiano i rapporti del cambio (sempre estraibile), più ravvicinati che in passato. A parte la prima che è rimasta identica sono diversi tutti gli altri, dalla seconda alla sesta.

KawasakiNinjaZX10R2016-035La parte ciclistica prevede una evoluzione di tutti i componenti, a partire dalle sospensioni che per la prima volta su una moto giapponese sono quanto di più vicino a una soluzione racing. Soprattutto la forcella Showa BFF (Balance Free Fork) pressurizzata e a doppia camera è un pezzo davvero pregiato.

Ma sulla Ninja cambia tutto, pur restando invariate le misure di avancorsa (107 mm) e inclinazione cannotto (25°): il telaio vede modificata la posizione del cannotto di sterzo, che arretra di 7,5 mm (più vicino al pilota), così da migliorare il carico sull’avantreno e modificare la distribuzione dei pesi, obiettivo dei piloti che non vogliono una moto “solo” efficace ma anche e soprattutto facile da guidare. Per lo stesso motivo cambia il forcellone, diverso per rigidità e più lungo di 15,8 mm, misura di cui alla fine cresce l’interasse, che passa da 1.425 a 1.440 mm e che vale alla Kawa il record nella categoria (Yamaha R1 1.405, Honda CBR1000RR 1.410, Ducati Panigale 1.437, BMW S1000RR 1.438). I freni? Il meglio di quanto offre attualmente il mercato visto che l’impianto è il Brembo monoblocco M50 con dischi da 330 mm. Chi ci volesse correre sappia che nel kit racing sono disponibili gli eccentrici per regolare cannotto e posizione del pivot forcellone. In tutto fanno 206 kg in ordine di marcia con il pieno di benzina. Rientrare nell’Euro4 ha il suo peso… L’ammortizzatore di sterzo elettronico è marchiato Ohlins.

KawasakiNinjaZX10R2016-005Ovviamente parte importante del nuovo progetto Ninja è rappresentata dall’elettronica : Kawasaki è stata una delle prime Case giapponesi a implementare sulla propria moto un controllo di trazione predittivo sia pur “semplificato”, e l’ABS Racing Bosch con funzione cornering. Ora questa tecnologia si integra a formare un sistema di controllo molto avanzato; e il salto in avanti è di quelli importanti. La nuova Ninja monta, infatti, una piattaforma inerziale a sei gradi di libertà (cinque rilevati, uno calcolato) che legge la posizione della moto nello spazio e gestisce in relazione il KRTC (Traction control) regolabile su 11 livelli che integra il wheelie control (anti impennata) e il launch control (KLCM) su tre livelli. Tra le altre doti elettroniche della Ninja 2016 c’è il cambio elettronico quickshifter che sulla versione stradale funziona in salita e nel kit anche in scalata, e la gestione del freno motore (due posizioni). Last but not least, il kit Racing che Kawasaki ha già sviluppato consente con la classica abbinata mappatura+scarico di portare la potenza massima a 210 cv. Prezzo? 17.790 euro per la colorazione standard, 18.090 per la Verde KRT.

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