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Cambio gomme, quali scegliere? Come leggere le sigle degli pneumatici

L'acquisto di uno pneumatico passa sempre da alcuni parametri molto scontati. Ma imparare a leggere le sigle sulla spalla può darci molte indicazioni utili per scegliere quello più adatto e, perché no, farci anche risparmiare.

Pubblicato lunedì 18 aprile 2016 · da

È proprio vero che nella vita non si finisce mai di imparare, anche per arrivare a gestire la nostra vita quotidiana in autonomia e con competenza. Le prime volte che mi è capitato di dover affrontare il periodico (e, diciamo la verità, noiosissimo) cambio gomme all’inizio e alla fine della stagione invernale, l’unico parametro che prendevo in considerazione era la marca dello pneumatico (frutto sicuramente dello spot pubblicitario che mi era rimasto maggiormente impresso).

Beh, sono andato sul sito della Pirelli e ho cercato lo pneumatico più adatto sulla base delle mie esigenze e delle mie preferenze. La mia scelta è andata sulla misura 225/45 R17, che non a caso risulta essere una delle più richieste dal mercato.

Persone più attente di me arrivavano anche a prendere in considerazione “l’estetica della gomma”, ovvero, più prosaicamente, il suo battistrada. Proprio accostandomi a questi particolari, il mio gommista di fiducia mi ha fatto notare una serie di cifre e di lettere marcate sulla spalla dello pneumatico. La mia prima reazione? “Non ce la farò mai a capire tutte questa serie di cifre e di lettere”. Ci è voluta tutta la pazienza del mio gommista per aiutarmi a decifrare questi codici (assolutamente non intuitivi, lo dico subito…). Allora, cercherò di essere il più chiaro possibile, in modo da aiutarvi a diventare dei profondi conoscitori della materia. Il primo numero di tre cifre indica la larghezza della sezione dello pneumatico, espressa in millimetri. Gli pneumatici attualmente in commercio variano di dieci millimetri ciascuno, fino a un massimo di 335 mm.

Il secondo numero, di due cifre, indica il rapporto in percentuale tra l’altezza del fianco e la larghezza dello pneumatico. In generale, un fianco basso porta a una guida più precisa in curva, ma anche a un minor comfort nella guida stessa. Questi primi due codici sono quelli direttamente legati alle misure dello pneumatico, ma ce ne sono alcuni altri che sono stati molto utili nella scelta dello pneumatico giusto.

La lettera successiva indica la struttura della carcassa: la lettera R indica una struttura radiale (ovvero con le tele montate ad anello, che attraversano lo pneumatico da un tallone all’altro), mentre la lettera B indica una struttura diagonale (oggi sempre meno utilizzata in quanto maggiormente soggetta a deformazioni). Molto importante per la lettura della gomma (ma questo l’ho capito solo in un secondo momento) è la combinazione presente più avanti di due cifre con una lettera. Le prime indicano il carico massimo espresso in chilogrammi che la gomma può sopportare senza subire scompensi, mentre la seconda indica la velocità massima per la quale lo pneumatico è stato omologato e testato: si va dalla lettera Q (che corrisponde a un massimo di 160 chilometri orari) alla lettera Y (che corrisponde a un massimo di 300 chilometri orari). La corretta lettura di questi dati è certamente essenziale per garantire alla nostra guida elevate prestazione e la massima sicurezza.

Di seguito, abbiamo il periodo di fabbricazione della gomma, noto come DOT: le quattro cifre indicano rispettivamente la settimana (le prime due cifre) e l’anno (le ultime due cifre). Questo dato ci informa su quale potrebbe essere lo stato di usura della gomma. Attenzione, però! Non sempre l’anzianità di uno pneumatico corrisponde automaticamente a una gomma vecchia. L’usura è infatti legata ai chilometri percorsi dall’automobile e dall’utilizzo che di essa è stato fatto. In generale, comunque, non montate mai pneumatici che abbiano oltre tre anni di vita. A questo proposito, alcuni pneumatici portano l’indicazione dei segnalatori di usura: si tratta di alcuni tasselli interni alla mescola che escono allo scoperto quando il battistrada scende sotto un determinato spessore, generalmente pari a 1,6 millimetri.

Per concludere segnaliamo la dicitura M+S, che indica che la gomma è stata studiata per la combinazione di fango e di neve, secondo la regolamentazione europea, e la dicitura 3PMSF (riconoscibile per il disegno di una montagna a tre picchi con al centro un fiocco di neve), che indica che lo pneumatico è stato testato su condizioni di neve particolarmente impegnative. Detto tutto questo, a cosa serve nella pratica conoscere il significato di tutti questi dati?

Innanzitutto, una corretta lettura del libretto di circolazione dell’auto ci indica la compatibilità tra gli pneumatici e i cerchi montati sulla ruota, per cui per ciascuna dimensione dei secondi corrisponde a un ventaglio di dimensioni dei primi. In secondo luogo, ci aiuta a non commettere errori gravi e gratuiti, come il montare su ciascuna ruota pneumatici diversi tra di loro: può essere fatta un’eccezione solo nel caso siano uguali per ciascun asse, ma assolutamente non possono essere uguali a coppie per ciascun lato, per non danneggiare l’affidabilità del veicolo. Ricordiamo che il Codice della strada vieta di montare pneumatici di differente struttura su uno stesso asse.

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