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DS: VENGO DAL PASSATO

ds3 cabrio - vintage

Il Marchio DS ha radici che affondano in un passato profondo. Forse non tutti lo ricordano, ma da quando il brand è apparso sul mercato (6 ottobre 1955, data di lancio della prima DS) è andato a ruba: nei primi 45 minuti Citroen è riuscita a venderne 749 modelli! Ricordate la famosa “Squalo”, quella con le sospensioni idropneumatiche che rialzavano l’auto una volta accesa? Lei, portava la griffe DS.

RIPROPOSTE INTERESSANTI

In questi ultimi anni, il gruppo PSA ha voluto riproporre il brand DS su modelli premium. Sono auto stilose ed eleganti, quasi elitarie e dalla spiccata anima sportiva. Prendete la DS3, rinnovata profondamente giusto l’anno scorso: compatta, con motori tutto pepe (si arriva fino ai 208 cv della versione Performance) e un sacco di dettagli eleganti, nella versione Cabrio aggiunge ancora un pizzico di esclusività, non per il solo fatto di essere cabriolet ma per esserlo in maniera un po’ unica grazie alle capote dai colori bizzarri.

BUONA LA PRIMA

Le DS Cabriolet degli anni che furono, invece, hanno una storia più curiosa. La prima DS Cabriolet non fu realizzata da Citroen ma da un carrozziere, all’anagrafe Henri Chapron, che espose la sua creatura al Salone di Parigi nel 1958. Giunsero in fretta ad un accordo, lui e quelli dei piani alti: Citroen si sarebbe impegnata a fornirgli telai su misura per le versioni decapottabili, Chapron a produrre versioni Cabrio altamente personalizzabili dai clienti, sia nei colori della carrozzeria, sia negli interni. Ed è a questi valori che il moderno brand DS si ispira: stile e unicità, quest’ultima garantita dall’ampia possibilità di farsi l’auto come più piace.

BUONE IDEE

Normale quindi che, con una storia interessante (e di successo) come questa, il moderno brand DS voglia far conoscere a tutti le proprie origini. Ecco l’idea: invitare i giornalisti a provare l’ultima versione di DS3 Cabrio e al tempo stesso un esemplare tutto originale di DS Cabrio degli anni 60/70. Occasione piuttosto rara: un esemplare ben tenuto, oggi, vale dai 150 ai 200 mila euro. La cornice di un evento così insolito è scontata: Roma, capitale dell’arte.

RIPASSO TECH

Un ripasso veloce sui mezzi non guasta di certo. La DS3 Cabrio a me assegnata è la 1.2 PureTech (3 cilindri turbo benzina) da 130 cv, la più venduta in Italia. Ha il cambio manuale 6 marce, interni molto ricercati e il classico tetto in tela con una caratteristica: i montanti rimangono dove sono, anche quando viene “scabriolata” a tutto vantaggio della rigidità della scocca e, quindi, della guida. Costa piuttosto cara: per la versione da me provata (pacchetto Sport Chic) si parte da 24 mila euro a cui va aggiunto quantomeno il navigatore (800 euro). L’altra DS, invece, è un po’ diversa. Si chiama DS21 ed è l’evoluzione finale delle Cabriolet DS del passato (ha il tipico muso da squalo). È del 1971, color Bleu Pltiné/interni crema e ha una motore 2.2 benzina a iniezione elettronica da circa 130 cv che le permette di raggiungere quasi i 200 km/h. Il cambio è semi-automatico: non c’è il pedale della frizione ma bisogna cambiare marcia (dalla prima alla quarta) tirando un’astina dietro il volante. Molto romantico.

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