Sul Peugeot Traveller si sale e non solo per modo di dire. Anche se l’altezza massima resta entro limiti accettabili per dare accesso praticamente a tutti i box e i garage, il sedile del guidatore è più alto di quello di una monovolume normale e c’è una certa distanza tra la seduta e il pavimento. Nel complesso, comunque, si riesce a creare una corretta triangolazione con la pedaliera e il volante, che resta leggermente inclinato in avanti. Sul Traveller tutti si trovano in prima classe: pure in seconda e in terza fila si sta infatti da gran signori, con spazio da vendere e zero rischi di attacchi di claustrofobia. Anche l’accesso alle file posteriori è semplice; le porte laterali scorrevoli sono infatti motorizzate e possono essere aperte anche a mani occupate, muovendo un piede sotto lo spigolo del paraurti posteriore.

IL MOLLEGGIATO

Nei primi metri al volante serve fare l’occhio agli ingombri del Traveller, che – specie nella versione Long  – ha lunghezza e passo che possono creare qualche imbarazzo negli spazi più stretti. Questione di poco, comunque: l’attenzione si sposta in fretta sul notevole comfort di marcia che emerge in ogni situazione. L’abitacolo è silenzioso e ben isolato dai rumori: per quanto il volume interno sia elevato, la carrozzeria non fa da cassa di risonanza al rotolamento dei pneumatici, neppure in autostrada. Le sospensioni fanno poi il resto, risparmiando alla schiena i colpi più duri sulle buche.

PRENDETEVELA COMODA

Alla fine dei conti l’unica cosa che non trova posto sul Peugeot Traveller sono le velleità sportive. Viste la taratura dell’assetto, l’altezza del baricentro e le caratteristiche turistiche dello sterzo conviene prendersela con calma soprattutto nel misto e optare per una guida pulita. Il comportamento è sempre omogeneo e le reazioni sono prevedibili, sotto l’occhio vigile di un’elettronica a punto, ma inserimenti in curva e cambi di direzione sono piuttosto lenti. Inutile insomma chiedere al Traveller di snaturarsi e di vestire panni diversi da quelli del maratoneta della corsia di sorpassoIn questo senso si spiega anche la giusta scelta di Peugeot di allestire una gamma motori di soli turbodiesel, con doti da grandi passisti. Il piccolo 1.6 va bene per chi ha sempre un occhio ai costi di gestione e si sposta con materiali voluminosi ma leggeri, comunque raramente a pieno carico. Il due litri ha invece un tiro più robusto ed è sicuramente più adatto a un impiego a 360 gradi. La  versione da 180 cv, in particolare, con il felice abbinamento al cambio automatico, regala al Traveller una gran fluidità di marcia e aiuta a innalzare la qualità della vita a bordo.