Inutile girarci attorno: sono gli airbump a dettare legge nella linea della nuova Citroen C3, insieme al taglio dei gruppi ottici anteriori. Un cambio di stile radicale che ha fatto voltare pagina alla compatta francese, ora più in forma che mai anche dal punto di vista del design.

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Nasce sulla medesima piattaforma della “cugina” Peugeot 208, adattata a livello di regolazione delle sospensioni: la nuova Citroen C3 può contare sull’abitacolo radicalmente rinnovato e fortemente caratterizzato dalla presenza dello schermo touchscreen da 7 pollici del sistema d’entertainment. Dotazione che consente di ridurre al minimo i comandi manuali e gioca a favore della pulizia delle linee della plancia, ma non a tutti piace. L’infotainment può essere arricchito con la navigazione 3D e le informazioni in tempo reale del servizio TomTom Traffic, mentre il pacchetto Mirror Screen offre i comandi vocali e la compatibilità con gli standard Android Auto, Apple CarPlay e MirrorLink.

Citroën C3

Quanto alla sicurezza si assiste a un vero e proprio balzo generazionale, dato che la nuova Citroen C3 può contare sulla telecamera in retromarcia, l’assistenza alla partenza in salita, l’avviso di superamento involontario della linea di corsia, l’avvertimento d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco e il monitoraggio della stanchezza del conducente. In aggiunta il Connect Box integra l’SOS Pack, vale a dire la possibilità di contattare direttamente dalla vettura o mediante smartphone il centro assistenza Citroën in caso d’incidente, furto o necessità di localizzare il veicolo. High tech anche la ConnectedCam: novità assoluta, è telecamera ad alta risoluzione integrata nel retrovisore centrale. Permette di scattare foto o filmare la strada, così da condividere l’esperienza di viaggio sui social network mediante un’app dedicata; si attiva  automaticamente in caso d’incidente, in modo da fornire prova di quanto accaduto.

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Novembre 1980 un piccolo Cordara allora tredicenne viene accompagnato dal padre a EICMA per vedere la bicicletta nuova (allora c’erano anche le bici). Folgorazione! Al piccolo Cordara non interessano affatto le bici, vede quelle cose strane con due ruote e un motore e non capisce più niente. Malato per la moto, malato per la velocità. Quell’EICMA crea un vortice che non si è ancora fermato e che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo a correre praticamente con qualsiasi cosa (dal Gilera DNA all’Harley-Davidson passando anche per sportive “normali”) e in qualsiasi luogo. Il punto di non ritorno? Correre la mitica 8 ore di Suzuka nel 2008. Laureato in Ingegneria meccanica, tester “since 1992” ha provato praticamente tutto ciò che si muove su ruote. Insieme a Edoardo Margiotta e Marco Selvetti ha creato RED e, visto che ha anche un tesserino da giornalista, si dà da fare come direttore responsabile. Ah, ora si è pure appassionato alle biciclette. Stai a vedere che suo padre aveva ragione?