Prova Moto Guzzi V85TT, l’italiana che sfida il mondo

Siamo andati in Sardegna a provare la Moto Guzzi V85TT. Una delle novità più attese dell'anno è una enduro classica ospitale e divertente, ha spiccata personalità ma carattere malleabile.

7 marzo 2019 - 0:02

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Ritorno alla grande di Moto Guzzi fra le tuttoterreno stradali di cilindrata media con l’attesissima Moto Guzzi  V85TT, che viene proposta come classic enduro in virtù dello styling anni Ottanta, abbinato a un allestimento tecnico al passo con i tempi. Il richiamo è diretto alla V65TT che partecipò alla Dakar nel 1985 (specialmente nella grafica bianco gialla).
Alla presentazione stampa in Sardegna è stato orgogliosamente sottolineato come la Moto Guzzi V85TT sia costruita interamente a Mandello del Lario: praticamente inedita dal manubrio alle ruote, sovrastrutture comprese, sulla nuova viaggiatrice italiana spiccano i due occhioni anteriori circolari, il bel telaio tubolare e altri elementi estetici ben coniugati fra loro e con la ciclistica moderna.


Il motore V2 a 90° da 853 cc è coerente con i dettami storici Guzzi del raffreddamento ad aria e della distribuzione a due valvole, ma è stato rifatto completamente: raggiunge gli 80 cavalli a 7.750 giri con 80 Nm di coppia massima a 5.000 giri. La dotazione elettronica della Moto Guzzi V85TT comprende il comando del gas Ride by Wire Multimappa, l’ABS, tre riding mode e il traction control.

Rivisto anche il telaio: ora sfrutta un inedito ancoraggio al motore che irrigidisce l’insieme della struttura. Le ruote, da 19 e 17 pollici, hanno cerchi a raggi, freni Brembo e sospensioni a lunga escursione: forcella rovesciata da 41 mm e corsa 170 mm e monoammortizzatore disassato, sono entrambe regolabili nel precarico e, parzialmente, nell’idraulica. Di serie, tra l’altro, ci sono le leve regolabili e i paramani. L’applicazione Moto Guzzi MIA permette di collegare lo smartphone alla strumentazione, ampliando notevolmente le funzioni. Ci sono due versioni: monocolore in grigio, rosso e blu a 11.590 euro fc; bicolore bianco giallo e bianco rosso a 11.740 euro fc. A parte le grafiche, differiscono per le gomme: votate all’asfalto sulla prima e semitassellate stradali sulla seconda.

RIDE

Sono azzeccate le proporzioni, come pure i dislivelli fra i piani della moto. Il corpo della Moto Guzzi V85 TT è bello snello, e la sella è lunga e stretta, alta 830 mm da terra, per ospitare piloti di tutte le taglie. Il peso relativamente contenuto in 208 chili a secco origina una discreta maneggevolezza a motore spento, che diventa ottima in movimento. Ci sono tre riding mode: Road, Offroad e Rain, che variano in maniera ideale la combinazione fra erogazione di potenza e intervento dei controlli di frenata e trazione. Il motore è dichiaratamente configurato per avere un attacco dell’acceleratore dolce e una erogazione morbida e rotonda ai bassi regimi, forse fin troppo per un pilota d’indole sportiva ma ottimale per il vero turista. La corposità migliora decisamente ai medi, dopodiché il nuovo bicilindrico Guzzi sa sorprendentemente allungare, consentendo di tenere la marcia tra una curva e l’altra senza “murare” come in passato.

Anche i freni e le sospensioni risultano efficaci: hanno un approccio fluido dell’azione di guida, ma difficilmente vanno in difficoltà anche forzando il ritmo. Si riscontra dunque una sensibile evoluzione del comportamento dinamico, con maggiore precisione e rigore su strada unitamente a maggior robustezza, sostegno e feeling nel fuoristrada leggero a cui la Moto Guzzi V85 TT è ben disposta. La protezione aerodinamica del cupolino di serie è buona ma, soprattutto, si percepisce l’accurato studio aerodinamico al fine di ridurre le turbolenze. Con il vetro opzionale alto da turismo, meno accattivante ma più protettivo, migliora il comfort e la protezione anche per gli utenti oversize.

Abbiamo provato entrambe le versioni di Moto Guzzi V85TT: praticamente identiche, nello specifico, la bicolor con le gomme “all road” si è mostrata molto versatile e non ha creato problemi anche su asfalto, comunicando al pilota in modo graduale e per tempo l’inizio di perdita di aderenza, cosa che avviene solo esagerando con il ritmo. La moto è sostanzialmente una turistica stradale, ma la notevole luce a terra e le sospensioni a lunga escursione permettono di affrontare e di divertirsi su facili tratti offroad, in particolare con la versione con le gomme Michelin.

La frizione è morbida, il cambio funziona bene e anche la trasmissione a cardano si presta a tutti i tipi di guida con il grande vantaggio dell’assenza di manutenzione, che per i viaggiatori su lunghe distanze è un grande plus. A favore dei globe trotter anche il serbatoione da 23 litri che garantisce un’autonomia di circa 400 chilometri. La moto è rivolta al viaggiatore libero, che non è alla ricerca di prestazioni estreme ma del puro gusto di guida, brillante o tranquilla che sia.

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