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CHE NUMERI!

Peugeot Belville due colori

Ruota da 16” e pedana piatta: il nuovo Peugeot Belville entra a gamba tesa nel mercato degli scooter a ruota alta. Un segmento, questo, che in assoluto fa i numeri più importanti (in Europa ma soprattutto in Italia), ma che ha un solo, grosso, problema: che si chiama Honda Sh. Circa il 70% delle persone che cercano uno scooter a ruota alta sceglie infatti lo scooter Honda, agli altri tocca dividersi il restante 30% della torta. Non facile competere con un colosso del genere. Il Belville però ha buone carte per piacere a molti: è ben fatto, pratico e anche piuttosto originale nelle sue combinazioni cromatiche. E rispetto al rivale giapponese, costa anche qualcosina in meno.

NOMEN OMEN

Peugeot Belville ragazza

Il nome: Peugeot Belville richiama un quartiere parigino zeppo di locali, anche piuttosto “pettinati”. E questo è anche il target dello scooter Peugeot: a differenza del fratello Peugeot Tweet, pur sempre a ruota alta e pedana piatta, il Belville mira a chi cerca un mezzo non solo pratico ma anche stiloso e moderno. Nel look, innanzitutto: le sue forme sono ben definite, tagliate da linee regolari e che ricordano una piccola berlina di lusso. Il faro posteriore e le luci di posizione frontali sono a led, mentre la strumentazione è completamente digitale. È disponibile in due diverse cilindrate, 125 e 200.

NO COMPROMISE

Peugeot Belville retroscudo

Sulla praticità non sono state fatte rinunce: il Peugeot Belville ospita senza problemi un casco integrale sotto la sella e un altro nell’ampio bauletto da 37 litri (offerto di serie), dotato tra l’altro di schienalino e di un innovativo sistema di aggancio senza piastra. Nel vano retroscudo ci sono una presa USB e una a 12 V e la sella si apre con un comodo pulsante sul manubrio. Di serie mancano giusto il parabrezza e i paramani.

DUE CUORI E UNO SCOOTER

Due i motori previsti per il Peugeot Belville: 125 e 200, entrambi a iniezione. Il primo è un motore tutto nuovo e molto tecnologico: monocilindrico, 4 tempi da 125 cc raffreddato a liquido, è chiamato SmarMotion LCi. Grazie a furbizie come il Low Friction Efficency (LFE, trasmissione con poco attrito) e l’Alternative Current Generator (ACG, il volano si sgancia dall’albero quando non è necessario) è particolarmente parco nei consumi: tra 2,1 e 2,5 litri/100 km nel ciclo medio WMTC. Questo motore, tra l’altro, equipaggia anche i nuovi Citystar e Speedfight, entrambi aggiornati all’Euro4. Ha prestazioni brillanti: 11 cv a 7.400 giri e 10,4 Nm. Il 200 invece già esisteva in gamma ma ora è Euro4. Monocilindrico raffreddato ad aria, 169 cc di cilindrata, è capace di 12 cv a 8.000 giri e 12,2 Nm.

SCHELETRO CONDIVISO

La piattaforma ciclistica del Peugeot Belville è una classica culla in acciaio, un telaio condiviso peraltro con i partner Sym. Le ruote sono entrambe da 16” sul 200, 16”-14” sul 125 (la capacità del sottosella però rimane identica). Davanti c’è una normale forcella con steli da 30 mm, dietro ci sono due ammortizzatori con molla a vista e precarico regolabile su tre posizioni. Per i freni, il Belville si affida a un disco anteriore da 260 mm di diametro e 240 mm al posteriore (220 mm il 125) che lavorano in parallelo a un ABS a due canali attivo sulla sola ruota anteriore. Pesano 127 kg ciascuno.

QUANTO MI COSTI?

Peugeot Belville accessoriato

Entrambe le cilindrate sono disponibili in due versioni: Allure, la più elegante e sobria (3 colori: grigio, nero o bianco panna) e la RS che di serie ha alcuni dettagli rosso fuoco, altri neri, inserti in alluminio sulla pedana e il cupolino sport, oltre al disco anteriore a margherita. Il 125 costa 2.950 euro, mentre per il 200 servono 3.100 euro (in promozione fino a dicembre il 200 Allure a 2.999 euro). Optional ci sono i paramani imbottiti, la copertina, il parabrezza alto (con paramani integrati) e il lucchetto dedicato.

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Alessandro ha 14 anni quando il sui migliore amico si presenta sotto casa con un MBK Booster fiammante, elaborato che manco quelli da trofeo. Ale non sta nella pelle, lo vuole provare subito. L’amico glielo concede raccomandando la massima cautela perché “l’ho appena preso”. La sequenza successiva è: 30 metri con le due ruote a terra, impennata, cappottata e perdita probabile di una amicizia. Da quell’esperienza Alessandro poteva capire due cose:
Le moto non facevano per lui.
Le moto sarebbero state il suo futuro.
Purtroppo ha capito quella sbagliata e ce lo siamo ritrovati a RED.
Da quando ha 22 anni, tra un esame e l’altro della facoltà di Ingegneria meccanica (poi terminata con la Laurea) ha iniziato a provare moto di ogni genere: dallo scooter (memore della sua fantastica prima esperienza) alle supersportive da gara, passando per custom, enduro e bagger da 400 kg.
Sempre con la voglia di raccontarle e sempre tenendo a mente l’espressione stupita (ancora non sappiamo se felice) del suo amico (incredibilmente rimasto amico) in quel fatidico pomeriggio. Oggi a RED prova e racconta ancora moto di ogni tipo. E non impenna (quasi) più.