Prova Pirelli Angel e Diablo Rosso scooter

24 maggio 2017 - 15:05

Era arrivato il momento… In effetti dalla presentazione del Diablo Scooter sono passati dodici anni: correva l’anno 2005 e ad oggi l’evoluzione dei mezzi è stata incredibile, soprattutto in termini di prestazioni.
Per Pirelli si è trattato di un investimento importante che ha dato due frutti che coprono la quasi totalità di tipologie di scooter presenti sul mercato, dai maxi supersportivi da 180 all’ora ai basic tutta funzionalità con cui sopravvivere al traffico metropolitano.

Per farceli saggiare è stata organizzata un’intera giornata di guida sul circuito prova di Pirelli a Vizzola Ticino, che riproduce tutte quelle condizioni di fondo e meteo che ci si può trovare a fronteggiare nella vita di tutti i giorni.
Co-protagonisti del test, i maxi BMW C 600 Sport e GT per il Diablo Rosso e i midi Tweet, Vespa, Honda SH e Piaggio MP3 per l’Angel. Putroppo mancava il grande atteso, ossia il TMax, al momento non disponibile.
ANGEL SCOOTER
Il fratello dell’Angel GT ha una vocazione più urban e commuting e deve quindi rispondere a bisogni ben precisi, derivanti dall’utilizzo in condizioni tipiche cittadine quali comfort, maneggevolezza, sicurezza sul bagnato e grip.

-Comfort: sulla base dell’Angel sono stati aumentati gli intagli e aggiunti dei piccoli buchi (dots, li chiamano in Pirelli) che rendono più morbida l’area circostante e fanno aderire meglio la gomma al terreno.
-Maneggevolezza: aspetto sul quale si è lavorato adottando un profilo a raggio variabile.
-Sicurezza sul bagnato e grip: la mescola è realizzata impiegando un’alta percentuali di silice così da entrare in temperatura in tempi più brevi. Inoltre, grazie a un nuovo processo di vulcanizzazione si è potuto dotare la gomma di un maggiore grip meccanico, che migliora anche la frenata sul bagnato.
La gamma
Le misure in cui è proposto il nuovo Angel Scooter coprono una vasta gamma di opzioni con anteriore da 12″, 13″, 14″, 15″ e 16″ e posteriore da 12″, 13″, 14″ e 16″. Per l’elenco completo visita il sito.
DIABLO ROSSO SCOOTER
Progettato e sviluppato utilizzando come banco prova il nuovo Yamaha TMax, non lasciatevi ingannare dalla continuità rappresentata dal nome. Rispetto al predecessore si tratta di uno pneumatico completamente nuovo e non di una sua evoluzione.
Non si tratta però di un prodotto che guarda esclusivamente alle pure prestazioni, difatti è dedicato anche a tutta quella fascia di scooter GT che devono garantire anche comfort e durata. Priorità del nuovo progetto Diablo Rosso Scooter sono state dunque caratteristiche quali maneggevolezza e grip declinati in modalità Sport e costanza di prestazioni.

-Maneggevolezza: una dote che è stata cercata attraverso il disegno caratteristico del profilo, che è multi radiale e con il medesimo pattern e la stessa tecnologia utilizzati nello pneumatico motociclistico.
-Grip: quello di tipo chimico deriva dall’alta componente di silice contenuta nella spalla e dalla mescola bicomponente del posteriore (o bi-mescola), mentre l’orientamento e il disegno dei canali, entrambi rivisti, serve a ottimizzare quello su fondi bagnati.
-Costanza di prestazioni: anche in questo caso è la bi-mescola del posteriore a giocare un ruolo importante; più dura e resistente al centro, garantisce maggiore scorrevolezza e durata.
La gamma
Sul sito, l’elenco completo delle misure in cui è disponibile il Diablo Rosso Scooter, con anteriore da 14″, 15″ e 16″ e posteriore da 13″, 14″ e 15″.
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“Wet Handling”, “Dry Handling”, “Wet braking”: sono i cartelli che si trovano all’inizio di ogni sezione in cui si è articolato il nostro test. Cominciamo con il wet e con il Diablo Rosso montato sul C 600 GT.
SUL BAGNATO
L’idea di partire a freddo guidando un mastodonte sull’acqua non mi esalta ma il nostro leader dice di non preoccuparsi e di darci dentro. Curve veloci con raggio variabile, un tornantino in contropendenza, un rettilineo di raccordo con chicane veloce… C’è tutto quel che serve, con contorno di spruzzi ad altezza casco!
In effetti, percorso il primo giro come se fosse un giorno piovoso qualsiasi, dunque leggero e con le antenne dritte, mi rendo conto che si può osare di più. Molto di più.
Si frena più lunghi, si tiene una velocità di percorrenza più elevata e si apre il gas prima. E sono proprio il feeling e la stabilità, soprattutto in frenata, che danno una sensazione di sicurezza e controllo. Dire che è come guidare sull’asciutto è un’eresia, ma se il paragone è fatto in termini di sensibilità e percezioni, allora non ci si discosta molto.

Dopo lo Sport Touring BMW si scende di taglia e, dapprima con l’SH e poi con il Tweet, tocca alle Angel. Cambiano il nome e le misure ma resta la piacevole sensazione di guida più rilassata e minor tensione del corpo, di solito concentrato ad ascoltare ogni minima reazione del mezzo, pronto ad apportare eventuali correzioni. Ecco, ciò non accade. Più leggeri e agili, anche sull’acqua riescono a non perdere le loro caratteristiche e a rispondere rapidi e sicuri ai comandi (anche se l’avantreno dell’SH è un po’ meno comunicativo rispetto a quello del Tweet).

SULL’ASCIUTTO
Se sull’acqua si apprezza il grande feeling, sull’asciutto il Diablo Rosso si fa notare per le grandi doti di maneggevolezza. Grazie al nuovo profilo è molto rapido nello scendere in piega e preciso nel mantenere la traiettoria. Il grip è notevole e la gomma fornisce un buon sostegno in conduzione.
Veloce anche nel tirarsi di nuovo su quando gli si chiede di cambiare direzione in fretta. Molto buona anche l’agilità fra i birilli a bassa velocità e il pif paf nella variante affrontata in allegria.

Il divertimento vero è arrivato però quando, scesi di sella dai maxi, siamo saliti sui piccoli. L’ingarellamento è cominciato dai primi metri ed è stata gara a chi chiudeva prima il gas, il che significa fiducia totale nelle gomme. Anche l’Angel ha un ottimo grip e prima di poter percepire un eventuale disagio bisognerebbe smontare il cavalletto da sotto la pedana… Anche entrando in curva con la leva del freno in mano non ci si spaventa perché l’avantreno non si scompone. Anche fra i birilli, dove già di suo il piccolo vince sul grande, la reattività e la sveltezza sono ottime.
WET BRAKING
La frenata sul bagnato è un test che ciascuno dovrebbe provare, per capire qual è il livello di sicurezza che impianti frenanti e gomme sono in grado di assicurare, così da affrontare con prontezza e consapevolezza anche le situazioni più difficili.
La cosa sorprendente è che fra la prima prova di frenata, che affronti titubante a 50 all’ora guidando sulle uova e l’ultima, che ti bevi come acqua fresca a 100 all’ora strizzando le leve dei freni, il comportamento del mezzo e il conseguente livello di sicurezza sono i medesimi. Pinzi a tutta e il mezzo non si scompone: a parità di sistema ABS è il grip delle gomme a fare la differenza e anche in questo caso le due nuove Pirelli ci hanno molto convinti. Come dire, bagnati e contenti.

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