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Le migliori gomme supersport

È un momento magico per le gomme Supersport. Con l’evoluzione tecnica e chimica che galoppa veloce come non mai e le prestazioni sempre maggiori offerte dagli pneumatici cosiddetti “specializzati” (sport touring e racing), è ovvio che chi sta nel mezzo come gli pneumatici sportivi stradali debba evolversi di pari passo. Già, essere a metà non sempre è conveniente: questi prodotti che ribattezzeremo “supersport”, sono presi in mezzo tra pneumatici racing ultraperformanti e sportivi stradali, rispetto ai quali vogliono offrire qualcosa in più. Si rivolgono sicuramente alle moto ad alte prestazioni, supersportive o maxi naked da oltre 160 cv. Quali le differenze tra pneumatici supersport e sportivi stradali?

Come sono gli pneumatici Supersport?

Per meglio classificarli fissiamo qualche “paletto”, come l’utilizzo di mescole più performanti, il rapporto pieni/vuoti più spinto che avvicina, nei prodotti più sportivi, il limite legale del 4%, la spalla completamente slick e l’utilizzo sulle spalle di mescole ultra performanti simili a quelle delle gomme racing. Non sono molti gli pneumatici capaci di offrire queste caratteristiche. Per questo motivo abbiamo limitato questo confronto a 4 prodotti: in una scala di sportività dall’alto al basso troviamo il Continental Race Attack Comp E (bassissimo rapporto pieni/vuoti, ampie aree slick), Pirelli Diablo Rosso Corsa II e Dunlop SportSmart TT (rapporto pieni/vuoti attorno al 6% e destinazione d’uso dichiarata 50%-50%) e il Michelin Power RS, un prodotto più “eclettico”, che risponde alla nuova filosofia del Total Performance di Michelin (un prodotto per più utilizzi). In un colpo solo ha rimpiazzato due prodotti nella gamma del bibendum, cioè il più stradale Pilot Power 3 e il Pilot Supersport, andando così di fatto ad abbracciare entrambi i segmenti.

Dedicati all’incontentabile

Questi prodotti sono destinati a chi guida la moto in modo molto dinamico su strada, pretende performance elevate e non disdegna qualche track day. Ma, utilizzando molto la moto su strada, vuole anche un comportamento sul bagnato che sia molto più che semplicemente “accettabile”. Per questo motivo preferisce questi prodotti a quelli più specialistici (come ad esempio i Racing Street), a cui però, incontentabile, richiede performance elevate dappertutto.

Provate a immaginare i grattacapi di chi questi pneumatici li deve progettare e sviluppare. Non è facile perché occorre orientarsi al meglio tra mescole “miste” (la silice ama il bagnato, il carbon black è utilizzato sulle gomme racing), miscelandole al meglio per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ottenendo così un “compromesso” di altissimo livello. La premessa è necessaria per farvi capire che stiamo parlando di prodotti assolutamente al top per evoluzione, mescole e disegni. Mai come in questo caso la parola “compromesso” può assumere connotati positivi: con queste gomme si va forte per strada, si va forte in pista e oggi possiamo dire che si va incredibilmente forte pure sul bagnato.

Ogni scelta è quella giusta

L’impegno profuso nello sviluppo di questi prodotti è veramente ai massimi livelli, per cui potete star tranquilli: quando sceglierete un set di questi pneumatici avrete il meglio. Come mi è già successo di scrivere in molte altre situazioni, mettere a confronto pneumatici significa anche confrontare idee e filosofie costruttive che si traducono in soluzioni ingegneristiche e chimiche tipiche di ogni costruttore. Materiali differenti per carcasse e mescole portano a risultati molto vicini tra loro. Se si pensa che con queste gomme si gira in pista a qualche secondo da prodotti tipicamente racing, ma si viaggia veloci sul bagnato “quasi” (virgolettato d’obbligo) come con una gomma touring, c’è davvero da restare di stucco sui progressi fatti. Filosofie costruttive differenti che si traducono anche in modi di utilizzo differenti. Sono e restano pneumatici stradali, anche se supersportivi, e come tali vanno trattati a livello di pressioni di utilizzo, che su strada, vale la pena ricordarlo, per tutti deve essere unanimemente quelle consigliate dal costruttore della moto che state per guidare. In pista emergono in modo più netto le differenti filosofie: c’è chi concede la possibilità di usare pressioni più basse e chi suggerisce di tenere le stesse pressioni stradali. Il nostro suggerimento è di non esagerare ad abbassare troppo le pressioni, perché anche se le carcasse negli anni si sono fatte sempre più “sostenute” per reggere le sollecitazioni impresse da moto sempre più performanti, questi restano prodotti non specialistici, che se usati troppo “sgonfi” potrebbero perdere sostegno, ridurre la maneggevolezza e aumentare eccessivamente le temperature di utilizzo.

Asciutto e bagnato

Per la prova dei nuovi pneumatici Supersport non ci siamo fatti mancare niente, utilizzandoli come se fossimo un cliente normale. Asfalto, asfalto bagnato (anzi sarebbe meglio dire fradicio) e infine pista, situazioni che questi pneumatici si troveranno molto probabilmente ad affrontare nella loro vita. Due moto – una BMW S 1000 RR per la pista e una S 1000 R per la strada e il bagnato – e tante situazioni differenti. Ci siamo concentrati soprattutto sul feeling e sul comportamento che evidenzia ciascun prodotto, per capirne “l’anima” e darvi più informazioni possibili, aiutandovi a capire qual è il prodotto che fa per voi. Siccome i numeri aiutano sempre, abbiamo utilizzando un riscontro cronometrico in pista (il tracciato spagnolo di Alcarras) e sul bagnato, sfruttando la pista test di Vizzola Ticino, struttura che consente di allagare artificialmente l’asfalto. Su strada tutti questi prodotti (che abbiamo acquistato da un normale gommista) offrono performance eccellenti, ben superiori ai limiti a cui è concesso arrivare su percorsi aperti al traffico. Abbiamo quindi concentrato le attenzioni nelle prove “limite” in pista e sul bagnato. Dando per scontata la grande qualità di ogni prodotto (stiamo parlando di marchi top) e il fatto che solo provandoli uno dopo l’altro emergono le “spigolature” che li differenziano, abbiamo cercato di proporre un’analisi quanto più oggettiva possibile, considerando il prezzo d’acquisto che per molti clienti è una variabile significativa. I risultati li leggete nelle prossime pagine. Manca solo un parametro: la durata, su cui potreste aiutarci voi.

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