Winter Test Drive Mercedes-Michelin

Michelin ha equipaggiato la nuova Mercedes Classe A con la sua rinnovata gamma di pneumatici invernali per un test drive che ci ha portati da Milano a Courmayeur, dai +6°C durante il trasferimento autostradale ai -13,5°C del tortuosissimo Colle San Carlo. Vi raccontiamo com’è andata

14 dicembre 2012 - 11:12

Con l’arrivo del freddo, Mercedes e Michelin si sono incontrate sul terreno della sportività: la nuova Classe A, rispetto ai modelli precedenti, mostra infatti un carattere e un’immagine decisamente più dinamici e grintosi; dal canto loro Pilot Alpin e Latitude, i nuovi pneumatici invernali Michelin, sono stati studiati specificamente per le auto ad alte prestazioni.
La neve di questi giorni sta facendo il resto.

LIVE
Sportiva, tecnologica e alla moda: la nuova Classe A si è presentata così al pubblico, alcuni mesi fa. Se tecnologica e alla moda lo è sempre stata, la vera novità sta proprio nella svolta sportiva della compatta di Stoccarda. Mercedes ha deciso di chiudere il capitolo “piccola monovolume”, che peraltro in Italia e Germania ha avuto molto successo, a favore di una berlina compatta dalle fattezze decisamente sportive, in grado di sfidare Audi A3 e BMW Serie 1. La Classe  A è più lunga di 30 cm rispetto alla versione precedente (ora sono 4.300 i mm di lunghezza) ed è costruita sulla medesima piattaforma della Classe B, nata nel 2011, la stessa sulla quale nel corso del 2013 nascerà la coupé CLA. Anche l’interno della nuova Classe A è tutto votato alla dinamicità, con sedili avvolgenti, volante, strumentazione e bocchette di areazione che ricordano le celebri Mercedes sportive.

La nuova Classe non ha risparmiato in ricerca tecnologica e lo si intuisce non appena saliti a bordo: la plancia è infatti dominata dal grande display centrale che somiglia a un moderno tablet; il sistema è dotato di un software completamente interfacciabile con iPhone: in pratica sul display dell’auto si possono visualizzare tutte le applicazioni del telefonino, attivabili dai comandi posti sul volante. Molto tecnologici anche i sistemi di sicurezza di serie su tutti i modelli, come l’Attention Assist, che rileva lo stato di affaticamento del conducente, e il Collision Prevention Assist, che avverte se la distanza dalla vettura che precede è troppo ridotta in rapporto all’andatura.

Sul fronte del rinnovamento anche Michelin ha fatto la sua parte e, dopo aver presentato Alpin A4 – destinato ai veicoli del segmento A-B e la prima fascia del segmento C – alla fine del 2010, lancia due nuove gamme di pneumatici invernali destinati ai veicoli ad alte prestazioni e ai SUV: Pilot Alpin PA4 e Latitude Alpin LA2. Queste due gamme condividono la tecnologia denominata Ridge-n-flex, che si basa sull’unione di due elementi: disegno del battistrada fortemente scolpito (Maxi Edge) e lamelle autobloccanti (StabiliGrip), che contribuiscono alla rigidità dei tasselli per una migliore precisione di guida e più grip. In altre parole i tasselli e le lamelle, utilissimi per la trazione e la tenuta in caso di neve o pioggia, si incastrano e diventano quasi un blocco unico, riducendo l’effetto “battistrada mobile” in caso di asfalto asciutto. Anche i chimici di Michelin hanno dato il loro contributo al progetto, creando una mescola (HelioCompound 3G) a base di silice e olio di girasole, studiata per essere elastica anche alle temperature più basse. I Pilot Alpin PA4 sono disponibili nelle misure da 17 a 20 pollici; i Latitude AlpinLA2 da 16 a 21 pollici.

DRIVE
Un insolito cielo terso sopra Milano ci aveva mostrato già dal punto di partenza del nostro test la Valle d’Aosta imbiancata di fresco, condizione ideale per celebrare questo matrimonio di sportività tra Mercedes e Michelin. Tra le auto a disposizione per il test, a me tocca una A 200 CDI BlueEfficiency Sport (1.796 cc) con cambio automatico. Tra le motorizzazioni della gamma diesel c’è anche il 1.5 da 109 cv, il 1.8 sempre da 109 cv e il 2.2 da 170 cv. Tra i benzina, invece, si va dai 122 cv del 1.6 ai 211 cvdel 2.5. Nel corso del 2013 arriverà anche la A 45 AMG con il 2.0 turbo da 340 cavalli, per celebrare i 45 anni di AMG.

Sistemo la borsa nel bagagliaio, abbastanza capiente (341/1157 litri), e mi sistemo nell’abitacolo, ampio e accogliente. Ingrano la marcia avanti dal paddle sul volante (all’ultima moda) e mi avvio verso l’autostrada. Il trasferimento è davvero confortevole, in perfetto stile Mercedes, e la guida non è per nulla stancante. Nel mentre i Pilot Alpine da 17 pollici rotolano silenziosi, senza far percepire il loro gran numero di tasselli e lamelle.

Si esce dall’autostrada a Morgex e si inizia a salire verso il Colle San Carlo, mentre la temperature scende rapidamente: dai 4°C della valle si arriva presto sotto zero. Nel primo tratto di strada verso il colle, molto tortuoso, l’asfalto è in ottime condizioni, non ci sono neve né ghiaccio e quindi do sfogo ai 136 cavalli della mia Classe A: la guida è molto divertente, grazie all’assetto piuttosto rigido e allo sterzo preciso e reattivo. Il motore non  è grintosissimo, ma ha un ottimo allungo per essere un diesel. Gli pneumatici non mostrano nessuna sbavatura, nemmeno quando il termometro esterno segna – 13,5°C: in appoggio danno così tanta sicurezza da sembrare pneumatici sportivi estivi.

Anche quando sulla strada verso il colle compaiono ghiaccio e neve sull’asfalto, i Pilot Alpine si comportano egregiamente: con il fondo completamente innevato stupiscono per la tenuta in appoggio e per la direzionalità che riescono a mantenere.  E’ in questa situazione, infatti, che si beneficia maggiormente di uno pneumatico invernale. La trazione con un po’ di malizia si trova, la direzionalità invece no, e “smusare” in ingresso curva è la cosa peggiore che possa capitare e con uno pneumatico estivo sulla neve: quando succede di solito è tardi per rimediare. Ancora una volta ci troviamo a raccomandare l’utilizzo di questi pneumatici in inverno. Non è questione di leggi o di obblighi, ma di sano buon senso. Buon senso che ci deve far capire anche che, per quanto valide, le gomme invernali non fanno miracoli. Sentirsi troppo sicuri è il primo grave errore quando si viaggia su fondi insidiosi. L’ABS entra in azione presto e gli spazi di frenata si allungano: tenetene conto.

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