Prova Kawasaki Z125
La Z per i millennials

9 luglio 2019 - 12:48

Una cosa è sicura Kawasaki quando fa le cose le fa sul serio, anche se si tratta di una piccola moto 125. Non ha preso sottogamba la sua “missione” convincere i giovani non è cosa da prendere sottogamba soprattutto se arrivi in un mercato in cui l’offerta sta diventando sempre più variegata. Eppure la piccola Z le carte buone da giocare le ha. Il motorino è pimpante e tecnologico (bialbero) è al limite della potenza legale, il telaio a traliccio, le finiture sono di buon livello.

TUTTO AL POSTO GIUSTO

Non è una moto “tirata via”, anzi è una moto curata e completa. Certo c’è chi fa più scena sfoggiando forcella rovesciata e pinza radiale, ma quello che si scopre guidandola è che la ciclistica della Z125 è molto ben studiata. La forcella è sostenuta così come il monoammortizzatore, sospensioni più rigide che flaccide, quindi e grazie a loro la Z offre un bel sostegno quando si guida, non si muove non è ballerina è piacevolmente piantata e consente di guidare a un bel ritmo. Freni nella norma l’anteriore va un po’ tirato e dispiace un po’ non trovare la leva (almeno quella del freno) regolabile nella distanza. Una cosa che vorrei su tutte le moto perché davvero le mani non sono tutte grandi uguali e questa moto vanno spesso in mano alle ragazze. Tuttavia la situazione è comune alle altre moto, non che sia una giustificazione la cosa vale per tutti. In compenso l’ABS è davvero ben tarato e poco invasivo, ho provato moto più “prestigiose” con freni meno efficienti.

MOTORE CENTRATO

Alla ciclistica si abbina un motore piuttosto in forma rapportato correttamente con un’ erogazione discretamente piena, il motore non si fa attendere troppo e in sesta arriva al limitatore con il tachimetro che vede i 115 indicati (e . L’abitabilità è corretta anche per chi ha una stazza sopra la media e le vibrazioni sono inesistenti.

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