Prova Yamaha Tracer 700 Touring Light

Con le Tracer 700 GT che sono andate a ruba, Yamaha propone un altro nuovo allestimento con tutto ciò che serve per trasformare la bicilindrica di Iwata in una piccola globetrotter

6 luglio 2019 - 22:58

Le moto tuttofare, quelle che permettono di fare grandi viaggi o semplicemente di sognare di farli non smettono di piacere. L’ennesima prova viene dalla Tracer 700 GT, il cui contingente destinato al mercato italiano per il 2019 è andato esaurito molto rapidamente. In Yamaha hanno così deciso di correre ai ripari, mettendo assieme un pacchetto di accessori originali che riproduce la dotazione della versione andata sold out.

VERSIONE SPECIALE

Il risultato è la Yamaha Tracer 700 Touring Light, che ho provato in anteprima durante il Dolomiti Ride 2019, l’annuale kermesse che la Casa dei Tre Diapason organizza sulle Alpi e che coinvolge molti appassionati e tanti personaggi del mondo dello sport. Tra loro quest’anno vanno ricordati lo sciatore Giorgio Rocca, il surfista Alessandro Marcianò e il rugbista Giovanbattista Venditti, tutti pronti a saltare in sella in scia ad Alessandro Botturi, endurista e pilota di raid di livello mondiale, oltre che alfiere Yamaha.

SET DA VIAGGIO


Tornando alla moto, la Yamaha Tracer 700 Touring Light completa la dotazione della versione standard con tre accessori fondamentali in ottica turistica. A comporre il kit sono infatti il parabrezza maggiorato regolabile senza bisogno di attrezzi, la sella comfort e le borse semi rigide da 25 litri, con i loro supporti. Questo pacchetto è offerto a 550 euro, con dunque uno sconto del 50% rispetto al costo degli accessori acquistati singolarmente. Sommando questa cifra agli 8.090 euro della Tracer 700 base, si porta dunque a casa una moto equipaggiata di tutto punto e pronta ad allargare gli orizzonti del pilota e dell’eventuale passeggero.

BASE COLLAUDATA


La Tracer 700 Touring Light sfrutta per l’ottima base meccanica e ciclistica della Tracer 700. È dunque straconfermato il solido telaio in acciaio che incastona a mo’ di diamante il bicilindrico CP2 frontemarcia da 689 cc, con la caratteristica fasatura dell’albero motore a 270°. Questa, assieme a una fine messa a punto, gli consente di erogare una discreta coppia ai bassi e ai medi regimi (68 Nm a 6.500 giri) e di prodursi poi in un allungo vivace agli alti (74,8 cv a 9.000 giri).

Nella scheda tecnica spiccano poi anche le ruote da 17”, con pneumatici nelle classiche misure 120/70 e 180/55, un forcellone asimmetrico che muove il monoammortizzatore per mezzo di un leveraggio progressivo e un impianto frenante con tre dischi, supportato dall’ ormai obbligatorio ABS. Ce n’è insomma abbastanza per fare della Tracer 700 Touring Light un mezzo capace di uscire a testa alta da ogni percorso, a partire dagli impegnativi passi dolomitici.

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