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Le migliori MTB in acciaio

Rigido e al tempo stesso "comodo", l’acciaio è stato per anni il preferito dai costruttori. Soppiantato prima dall'alluminio e poi dalle fibre composite, è oggi utilizzato per front all-mountain. Ecco i migliori modelli

Pubblicato martedì 19 aprile 2016 · da

Per oltre cento anni l’acciaio è stato il materiale preferito dalla maggior parte dei costruttori: malleabile dal punto di vista metallurgico, resistente, rigido e al tempo stesso in grado di garantire comfort grazie alla capacità di assorbimento delle vibrazioni. Messo in secondo piano dal proliferare dell’alluminio e poi della fibra di carbonio e delle fibre composite in genere, è oggi una scelta da intenditori, generalmente senza ambizioni agonistiche (anche se per alcuni utilizzi è la scelta migliore) e non troppo affezionati all’idea di “limare il grammo”.

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Per acciaio s’intende una lega metallica formata da ferro e carbonio, ottenuta tramite procedimenti metallurgici all’interno di altiforni e il cui scarto è la ghisa. La fusione subisce un trattamento di laminazione e un successivo avvolgimento a spirale, così da formare tubi destinati alla saldatura. Le tubazioni vengono poi immesse in forni di ricottura in presenza d’ossigeno, dove si attenuano le sollecitazioni indotte dalla saldatura, e infine a bagni chimici per pulire la superficie dagli ossidi e otturarne le porosità. Si può suddividere in due macro categorie: al carbonio inossidabile, immune alla ruggine in quanto durante i processi chimici il cromo viene portato in superficie, creando una patina trasparente che non interagisce con l’ossigeno.

Approfondimento
Le tipologie di acciaio adatte al ciclismo spaziano dalle soluzioni meno pregiate, leghe “dolci” o hi-ten, a quelle più raffinate, legate per esempio con cromo-molibdeno (chromoly), vanadio e manganese. Produttori di fama mondiale quali le italiane Columbus o Dedacciai e la statunitense Reynolds hanno dato vita a “miscele” dalle caratteristiche meccaniche eccezionali. Nel primo caso, ad esempio, sono state immesse sul mercato le tubazioni in Nivacrom – le celebri serie Nemo e Zona – che vedono l’acciaio legato al vanadio e al niobio, così da massimizzare il carico di rottura senza penalizzare la capacità di “allungamento” (duttilità) del materiale, passando per l’affidabile, ma più pesante, Thron (25CrMo4), sino a eccellenze quali il Thermacrom (manganese, cromo, molibdeno e vanadio), riservato alle serie Foco e UltraFoco, e il Niobium. La lega Thermacrom, nel dettaglio, viene sottoposta a un costoso trattamento termico che consente di esaltarne le caratteristiche meccaniche, mentre la più recente evoluzione, il Niobium, complice l’aggiunta del niobio può contare su di un ulteriore aumento della tensione di snervamento grazie all’indurimento per precipitazione: agisce come “affinatore” del grano cristallino. Tutto ciò si traduce in eccezionali carichi di rottura, elevata durezza e massima resistenza alla fatica. Non meno tecnologiche le realizzazioni della cremasca Dedacciai che, dopo le storiche serie COM 12.5, SAT 14.5 ed EOM 16.5, oggi si esprime ad alti livelli grazie alle famiglie DR-Zero e DR-ZeroUno. La prima forte di tubazioni in acciaio 25CrMo4 temprato in olio a 880°C e rinvenuto in atmosfera controllata, così da poter contare su elevati carichi di rottura (1.350 N/mm²) e una notevole omogeneità del grano cristallino, la seconda, più malleabile, con un carico di rottura di 1.100 N/mm². Anche oltreoceano ci sono eccellenze, su tutti le serie di tubi Reynolds 931 e 953, che se la giocano con l’acciaio inox della serie XCR by Columbus.

Considerando il modulo di elasticità (modulo di Young), vale a dire la resistenza alla deformazione elastica, l’acciaio raggiunge i 210.000 N/mm² nelle migliori leghe. Dato che a valori maggiori corrisponde una superiore rigidità, il risultato dell’acciaio è circa il doppio di quello del titanio (105.000 N/mm²) e il triplo dell’alluminio (70.000 N/mm²). In teoria, pertanto, una struttura in acciaio è molto più rigida di una in alluminio; tuttavia, l’introduzione delle tubazioni “oversize” (sovradimensionate) in lega leggera ha annullato questo vantaggio.

 

acciaio_aperturaL’evoluzione che ha visto protagonista questo materiale ha toccato il culmine alla fine degli anni Novanta, con leghe dalle eccezionali caratteristiche meccaniche e dal peso contenuto grazie ai tubi a triplo spessore. Basti ricordare la serie di tubi Columbus Foco, che poteva permettersi di sfidare l’alluminio sul piano del peso del telaio completo, a fronte di prestazioni eccellenti sul doppio versante del “comfort” – parliamo comunque di set destinati alle competizioni – e della reattività. Alla luce dell’evoluzione citata, l’attuale destinazione dell’acciaio a un pubblico di amatori sembra avere motivazioni commerciali più che tecniche: l’irruzione sul mercato dell’alluminio di provenienza orientale, infatti, ha dato ai produttori la chiave per aumentare i profitti in modo molto significativo, offrendo al contempo prodotti che potevano vantare, anche in media gamma, pesi contenuti. Erano anni di spasmodica attenzione alla leggerezza: cosa desiderare di più di un materiale leggero e poco costoso? Dall’Oriente arrivavano in Italia migliaia di container pieni di telaio in alluminio saldati e verniciati, pronti a invadere i negozi promettendo rigidità e leggerezza. E l’acciaio? Costoso, almeno se parliamo dei tubi molto pregiati al vertice della produzione, richiede attenzione e cura nella saldatura: insomma al costruttore costa molto di più dell’alluminio e di conseguenza tende a ridurre i margini sulla vendita. Per non parlare del fatto che molti biker hanno prima sposato la nuova “moda” dell’alluminio e poi quella del carbonio, oggi sulla breccia. Anche in questo caso, pur a fronte di prestazioni e pesi che sull’alta gamma sono indubbiamente eccezionali, le motivazioni commerciali (meno costi=più margini) non sono affatto secondarie.

Torniamo all’acciaio: scelte le tubazioni in base a costi e prestazioni attese, la creazione del telaio passa attraverso la saldobrasatura. Un materiale dal punto di fusione più basso viene fatto sciogliere all’interno della giunzione, che solidificando unirà i due pezzi. Si passa alla realizzazione delle filettature, alla finitura del cannotto di sterzo e del movimento centrale, alla sabbiatura e infine alla verniciatura.

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L’acciaio è da sempre apprezzato in ambito ciclistico, sebbene sia il materiale con la densità maggiore: superiore di oltre 4 volte alla fibra di carbonio e di oltre 3 all’alluminio. È, in estrema sintesi, il materiale più pesante, anche se le migliori leghe oggi . Al tempo stesso, però, vanta una notevole rigidità (tre volte meglio dell’alluminio, a parità di spessore, e due del titanio) e un’eccezionale resistenza alla fatica, non lontana dal primato delle fibre composite. Immune da rotture di schianto e “comodo”, dato che assorbe efficacemente le vibrazioni vede l’Italia al vertice per qualità della produzione e dell’assemblaggio, grazie a tanti artigiani e ad aziende di fama mondiale come Columbus e Dedacciai.
In ambito mountain bike l’acciaio è oggi prevalentemente utilizzato per la realizzazione di front con forcelle dall’escursione generosa, superiore ai 120 mm, e dalla vocazione trail o, più in generale, all-mountain. Ecco i migliori modelli sul mercato.

LE MIGLIORI MTB IN ACCIAIO

Bressan RockStar99
Bressan RockStar99

Una delle poche biciclette al mondo declinata nelle tre versioni più diffuse sul mercato, vale a dire con ruote da 26, 27,5 e 29 pollici. Realizzata a mano e su misura, grafiche incluse, con tubazioni in acciaio Columbus Nivacrom, viene proposta con geometrie differenti in funzione dei gusti del cliente, spaziando dalla configurazione a triangolo anteriore raccolto a quella più tradizionale con tubo di sterzo dallo sviluppo verticale generoso e sloping moderato. Montaggio meccanico a scelta. Prezzo a richiesta.

Chris King Cielo
Cielo Chris King

Dallo specialista americano in mozzi, serie sterzo e attacchi manubrio, una bici da cross country con ruote da 29 pollici (27,5 pollici nella taglia XS) e geometria slooping accentuata. Il carro posteriore, corredato di forcellini Paragon Machine Works, può accogliere sia un pacco pignoni standard sia soluzioni originali e poco diffuse quali lo scatto fisso o il cambio integrato nel mozzo. Il kit telaio, che include la serie sterzo Chris King InSet 7, viene proposto a 1.695 dollari (1.516 euro). Prezzo che sale a 2.495 dollari (2.230 euro) optando per la forcella rigida in carbonio (686 g) Enve MTN.

Commençal Meta HT AM CrMo
Commencal Meta HT AM CrMo

I 160 mm d’escursione della forcella Rock Shox Pike RC lasciano intuire la vocazione trail della front andorrana, forte di ruote da 27,5 pollici, del carro posteriore particolarmente compatto e di freni Sram Guide R con disco anteriore da 200 mm di diametro e posteriore da 180 mm. Gruppo mono corona (1x10v) misto Sram X7/X9 con guarnitura 32 e cassetta pignoni 11/36. Pneumatici Maxxis Minion DHR II da 2,3 pollici di sezione. Prezzo di 2.799 euro.

Elk Clog
ELK The Clog

La factory italiana propone un telaio particolarmente raffinato, destinato all’escursionismo e, in generale, al trail. Compatto e reattivo, nasce per l’abbinamento con ruote da 27,5 pollici e forcelle dal travel generoso (almeno 150 mm). Disponibile nelle taglie S, M ed L, si affida a tubazioni Columbus Niobium – caratterizzate da apporti di manganese, cromo, nickel, molibdeno e niobio – oltre che Dedacciai Zero, queste ultime riservate al carro posteriore. Prezzo di 1.189 euro.

Gas29 Rovagrossa
Gas29 Rovagrossa

Tubazioni Columbus Zona e Dedacciai Zero per l’originale front italiana, offerta con due set di ruote intercambiabili: 27,5 Plus e 29. Il telaio (2.250 grammi in taglia M) è compatibile sia con la forcella rigida sia con soluzioni ammortizzate (escursione da 100 a 140 mm). Il perno passante posteriore da 12×148 mm è incluso nel kit telaio, così come la serie sterzo e il movimento centrale. Compatibile con gruppi mono o a doppia corona, optando per la forcella Manitou Magnum, così come per ruote e pneumatici WTB, costa 1.800 euro (kit telaio a 850 euro).

Marin Pine Mountain 2
Marin Pine Mountain 2

Una delle front in acciaio più raffinate al mondo. Fedele allo standard 27,5 Plus, ha il telaio, caratterizzato dal tubo obliquo curvo, in tubazioni Columbus Thron. Alla forcella Fox Float 34 si accompagna il gruppo Shimano XT (1x11v) con guarnitura 32 e pacco pignoni 11/42. Cerchi (con canale da 45 mm) e pneumatici (da 2,8 pollici di sezione) appartengono alla gamma WTB, più precisamente alle serie Scraper e Trail Blazer, mentre il reggisella telescopico è il KS Lev Integra. Freni Shimano SLX. Peso di 13,2 kg e prezzo di 2.600 euro.

MDE Slider Team
MDE Slider Team

1.550 grammi nella taglia M, geometria compatta sia del triangolo anteriore sia del carro posteriore e una spiccata vocazione trail: ecco il biglietto da visita della front italiana, forte della forcella Rock Shox Pike RCT 3 con escursione di 140 mmgruppo Sram X1 (1x11v) con guarnitura 30 e pacco pignoni 11/42. Di Sram anche i freni a disco da 180 mm di diametro della serie Guide R, mentre le ruote Titan Enduro sono fornite da FRM così come la guarnitura, il movimento centrale, il manubrio e l’attacco manubrio. Disponibile con ruote sia da 27,5 sia da 29 pollici, costa 3.499 euro.

Niner ROS 9 3-Star XT
Niner ROS 9 3-STAR XT

Foderi orizzontali corti e verticali a S, piantone ricurvo a vantaggio dell’assorbimento delle sollecitazioni e tubo di sterzo oversize caratterizzano il telaio americano. Con ruote da 29 pollici, nell’allestimento 3-Star è abbinato alla forcella Rock Shox Pike RC con escursione di 140 mm e a un gruppo Shimano XT (1x11v) con guarnitura 32 e cassetta pignoni 11/42. Appartengono alla serie Shimano XT anche i freni a disco: anteriore da 180 mm di diametro e posteriore da 160 mm. Prezzo di 3.250 euro.

Pace RC 127
Pace RC 127

Una front tanto classica nel design quanto innovativa nelle geometrie, con telaio in tubi Reynolds 853 temprati all’aria, particolarmente resistenti anche qualora vengano ridotti gli spessori rispetto allo standard. Tanta raffinatezza si accompagna all’adozione di un attacco manubrio cortissimo, indice dell’abbinamento del triangolo anteriore generoso al carro posteriore compatto. La forcella Rock Shox Pike può contare su di un’escursione di 140 mm; il gruppo Sram X1 (1x11v) porta in dote la guarnitura 32, il pacco pignoni 11/42 e i freni Guide R. Ruote Mavic Crossroc XL WTS da 27,5 pollici. Prezzo di 2.950 euro.

Ragley Bluepig 27.5
Ragley Bluepig 27.5

La front all mountain inglese s’ispira a una full nelle geometrie: infatti abbina il tubo orizzontale più lungo dello standard all’attacco manubrio molto corto, mentre il carro posteriore è compatto. Adotta la forcella Manitou Mattoc Comp con escursione di 150 mm; il gruppo misto Shimano SLX/XT (2x10v) prevede la doppia corona (38/24) abbinata al pacco pignoni 11/36. Completano il montaggio le ruote da 27,5 pollici WTB i23 e i freni Shimano SLX con disco anteriore da 180 mm di diametro e posteriore da 160 mm. Pesa 14 kg – non è una libellula – e costa 2.000 euro.

Ritchey P-29
Ritchey P29

Continua la tradizione del leggendario Tom Ritchey, uno dei padri fondatori della mountain bike. Il telaio da cross country P-29, specifico per ruote da 29 pollici, nasce per l’abbinamento con forcelle dall’escursione contenuta (100 mm) e pesa 2.150 grammi. Old school nelle geometrie, così come nella finitura cromatica che evoca l’argento olimpico vinto ad Atlanta 1996 dallo svizzero Thomas Frischknecht, è abbinato a ruote Ritchey WCS Vantage II in alluminio, gruppo Sram X0 (2x10v) e forcella Rock Shox Reba RL. Prezzo di 2.900 euro (700 euro il kit telaio).

Salsa El Mariachi GX
Salsa El Mariachi GX

Un inno alla vecchia scuola: carro posteriore compatto, triangolo principale dalle geometrie generose e sloping non troppo accentuato. Le tubazioni sono fornite dalla giapponese Sanko. Adotta ruote da 29 pollici e può ospitare pneumatici da 2,1 a 2,4 pollici di sezione. Il montaggio standard prevede la forcella Fox Float 32 con escursione di 100 mm e il gruppo Sram GX (2x10v) con guarnitura 40/28, ma la front americana è compatibile anche con una soluzione a singola o tripla corona. Lo speciale adattatore abbinato ai forcellini consente la trasformazione in scatto fisso o in configurazione Rohloff con il cambio integrato nel mozzo. Prezzo di 2.100 euro (kit telaio a 739 euro).

Seven Sola
Seven Sola

Declinata in tre versioni compatibili con ruote da 26, 27,5 e 29 pollici, la front americana, realizzata su misura, prevede il montaggio standard con forcella Fox Float 32 dall’escursione di 100 mm, gruppo completo Shimano XT, ruote Mavic CrossOne e serie sterzo Cane Creek 40. Il kit telaio, che pesa 1,9 kg, costa 2.300 euro: un prezzo elitario.

Transition TransAM 29
Transition Transam 29

Il triangolo posteriore super compatto, i forcellini corredati di adattatori per la conversione a scatto fisso o con cambio integrato nel mozzo e la scatola del movimento centrale oversize sono le caratteristiche peculiari della front Made in USA, caratterizzata dall’adozione del perno passante posteriore Syntace X12 da 142 mm. Proposta esclusivamente in configurazione mono corona (Sram X5 1x10v) con guarnitura 30 e pacco pignoni 11/36, può contare sui freni Shimano Deore con dischi da 180 mm di diametro, le ruote WTB STP i23 da 29 pollici e la forcella SR Suntour Aion da 120 mm d’escursione. Prezzo di 1.800 euro.

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