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A inizio 2015 era stata la Ferrari ad aprire il dibattuto sul futuro della massima serie dell’automobilismo sportivo, svelando il rendering della F1 Concept; ora è la McLaren a raccogliere quest’eredità, fornendo la propria interpretazione delle Formula 1 degli anni a venire.

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Si chiama MP4-X ed è una monoposto apparentemente più vicina alla fantascienza che alla realtà. In comune con la vettura schierata quest’anno al via del Mondiale ha solamente la livrea, mentre sono fortissime le influenze legate a tematiche “calde” quali la sicurezza – da qui previsione di un abitacolo chiuso – e la motorizzazione ibrida. Quest’ultimo concetto portato all’estremo, tanto da prevedere la ricarica mediante induzione delle batterie, basata sulla presenza di piastre d’alimentazione “annegate” nell’asfalto dei circuiti. Un cambiamento epocale che relegherebbe il motore a combustione interna a mero supporto delle unità elettriche, a tutto vantaggio dell’utilizzo di propulsori più compatti così da favorire ardite soluzioni aerodinamiche.

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Non meno radicale la reinterpretazione degli accumulatori: addio alle tradizionali batterie, collocate in una specifica zona della vettura, benvenute sottili lamine a celle distribuite lungo l’intera struttura, in grado di assorbire energia sia dal powertrain sia dalla luce solare. Una rivoluzione. Al pari del cupolino fedele ai caposaldi della realtà aumentata, così da garantire al pilota una visione a 360° di ciò che lo circonda e la possibilità di consultare le informazioni mediante un classico Head-Up display oppure sfruttando un sistema di schermi solidali al casco, analogamente a quanto accade per i piloti dei caccia militari.

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La rivoluzione tecnologica affidata alla MP4-X prevede inoltre la presenza di sensori incorporati negli pneumatici – carenati – che rilevino lo stato d’usura del battistrada, prevenendo cedimenti o forature e adeguando automaticamente la pressione di gonfiaggio al mutare delle condizioni ambientali e strutturali. Un plus che si accompagnerebbe alla rinuncia di qualsiasi comando fisico, a tutto vantaggio del controllo della vettura mediante movimenti gestuali, e all’adozione di un’aerodinamica attiva lontana anni luce da quanto appannaggio delle supercar attuali: non più legata allo spostamento delle appendici aerodinamiche, quanto piuttosto alla capacità della carrozzeria di analizzare in tempo reale i flussi d’aria adattandovisi istantaneamente grazie a leghe a memoria di forma. Nasce la monoposto “metamorfica”. Anche nella livrea: le sponsorizzazioni non sarebbero più legate ai classici adesivi, bensì a schermi digitali in grado di mostrare brand diversi in funzione della regione del mondo ospitante la corsa. Nulla sarebbe più come prima.

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