“Veloce come il vento”, Stefano Accorsi e Peugeot al cinema

Nelle sale dal 7 aprile, il film racconta come pochi altri il mondo del motorsport. Il protagonista è un sofferto e credibile Stefano Accorsi, a bordo di alcune delle Peugeot più amate

Pubblicato giovedì 07 aprile 2016 · da

Storie di provincia, storie di motorsport. La famiglia De Martino vive in pitlane la sua epopea: ascesa e caduta, vittoria e sconfitta, vita e morte. Ed è proprio la morte del capofamiglia a lasciare orfana Giulia, ancora minorenne e con il fratellastro Nico di soli 8 anni a cui badare, figlio della madre che è fuggita chissà dove e chissà con chi. Loris, detto “Il Ballerino”, è un tossico, l’ombra sdentata e maleodorante del pilota di una volta, la giovane promessa di una Romagna dove tutto è “motore”. Ai margini ma non dimenticato, Loris si illude di avere finalmente una casa, quella paterna, ma scopre ben presto che è stata data in garanzia per la stagione di corse nel campionato italiano GT. E se Giulia non vincerà, addio alla casa. Tra errori di traiettoria, litigi sotto la pioggia e un’esaltante scuola guida tra le vie della città, inseguiti da motociclisti in Harley-Davidson, i fratelli De Martino sono costretti a convivere. Ascesa e caduta. Una vittoria in pista, una gamba rotta per Giulia. Il campionato chiuso al secondo posto. Il camion del trasloco sotto casa. Fino al momento in cui Loris, per salvare la casa di famiglia, decide di partecipare a una gara clandestina ambientata a Matera, rispolverando la sua gloriosa Peugeot 205 Turbo 16, campione del mondo Rally 1985 e 1986. 

Veloce come il vento - 3

Le riprese hanno visto come set le tappe del vero campionato italiano GT, tra Imola, Vallelunga, Mugello e Monza, con la Porsche di Giulia a sfidare in pista Audi, Lamborghini e Ferrari. L’attrice esordiente Matilda De Angelis ha il compito di rendere credibile un personaggio a metà strada tra ribellione giovanile e senso del dovere. Stefano Accorsi, capace di una interpretazione riuscitissima dall’aspetto fisico alla caratterizzazione del personaggio, ha guidato la splendida T16 proveniente dal Muséè de l’Aventure Peugeot di Sochaux, dopo aver ricevuto qualche dritta da Paolo Andreucci, nove volte campione italiano rally, che si è anche prestato come stuntman e controfigura per le scene più impegnative.

Accorsi: “Guidare la 205 T16 per me è stato un privilegio:  oltre ad essere un’auto mitica nel mondo del rally è anche rarissima. Ammetto che sentivo la responsabilità perché erano previste scene di guida pericolose. Ma per fortuna c’era Paolo Andreucci! Avere come istruttore un super campione come lui ha reso tutto possibile: non solo mi ha spiegato in modo semplice e chiaro come trattare l’auto ma è stato capace di stemperare la pressione e di dare spazio al divertimento della guida!”

Veloce come il vento - 1

“Veloce come il vento” è il terzo film da regista del giovane Matteo Rovere, che con questa pellicola di “azione e sentimenti ha compiuto un piccolo miracolo. […] Perché racconta una storia vera, semplice, lineare e alla fine ci credi. E, grazie all’incredibile performance di Stefano Accorsi come ex-pilota, ora tossico, che aiuta la sorellina pilota a vincere per non perdere la casa, tutto il racconto prende una piega malinconica ma non triste, né di auto-commiserazione né di redenzione finale” (Marco Giusti per Dagospia).

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