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La storia recente di Benelli parla due lingue: l’italiano del nuovo Centro Stile e degli uffici storici pesaresi e il cinese della proprietà QJ.
Da questo matrimonio negli ultimi anni sono nati alcuni modelli che abbiamo provato e vi abbiamo raccontato (BN 600R e BN 302), economici e funzionali ma che non hanno incontrato il consenso unanime della critica, per via di quell’aspetto – a detta di alcuni – un po’ troppo orientale.

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Oggi però la musica a Pesaro è cambiata: per la prima volta nella storia recente di Benelli, il nuovo italianissimo Centro Stile ha avuto carta bianca sul progetto e il risultato è una scrambler dalle linee moderne e gradevoli, che entrerà in produzione probabilmente nella seconda metà del 2016.
Il nome scelto per questa moto è Leoncino, come il mitico modello degli anni ‘50 che ebbe tanto successo sul mercato e sui circuiti di tutto il mondo.
Il Leone, simbolo della storia centenaria di Benelli, svetta sul parafango anteriore; il proiettore, rotondo, come vuole la tradizione, è a LED.

Il Leoncino è mosso da un bicilindrico quattro tempi, raffreddato a liquido, da 500 cc con una potenza di 48 cavalli (35 kW) a 8500 giri e una coppia di 45 Nm a 4500 giri. La distribuzione è a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro, doppio corpo farfallato da 37 millimetri di diametro, frizione in bagno d’olio e cambio a 6 velocità.

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Il reparto sospensioni è affidato a una forcella upside-down con steli del diametro di 50 millimetri, mentre al posteriore lavora un forcellone oscillante con monoammortizzatore laterale. Per quanto riguarda i freni, davanti è montato un doppio disco di 320 millimetri di diametro, con pinze radiali a quattro pistoncini. Dietro un disco di 260 mm di diametro e una pinza a doppio pistoncino. Di serie l’ABS.
I cerchi a raggi in lega di alluminio misurano 19” all’anteriore e 17” al posteriore e calzano pneumatici da 110/80-R19 e 150/70-R17, super tassellati, garanzia di divertimento su ogni terreno.