BMW R nineT pure e racer, due special di serie

Al Salone di Colonia 2016 la NineT fa nuovamente da base per nuove versioni. Dopo la Scrambler del 2015, arrivano la Pure, una roadster minimalista, e la Racer, una sportiva in stile Anni 70.

Pubblicato martedì 04 ottobre 2016 · da

Con la NineT sembra che in BMW stiano giocando a “Lascia o Raddoppia”. Dopo il successo del primo modello, presentato nel 2013, lo scorso anno a Monaco hanno deciso di accettare una nuova sfida, buttando nella mischia la seconda variante Scrambler, che, neanche a dirlo, ha raccolto grandi consensi. E ora in Baviera tentano nuovamente la sorte, portando in un colpo solo la gamma da due a quattro versioni: all’Intermot di Colonia si alzano infatti i veli sulle nuove BMW R NineT Pure e Racer, normalmente a listino ma con il carattere delle vere special.

Queste novità allargano l’offerta andando in due direzioni diametralmente opposte, pur ispirandosi entrambe agli anni Sessanta e Settanta. La BMW R nineT pure (13.30o euro chiavi in mano con il primo tagliando incluso) svolge infatti il tema della roadster classica e senza fronzoli, all’insegna del less is more, cosa che dovrebbe renderla più abbordabile della NineT. Nel suo caso il serbatoio e il parafango anteriore sono verniciati in un grigio scuro pastello chiamato Catalanograu, mentre il resto della moto (come motore, trasmissione e fondello dello scarico, per esempio) gioca molto sul nero. Abbondano anche i dettagli in alluminio, come le pedane e la piastra di sterzo, sopra la quale è posta una strumentazione ridotta all’osso, con un solo elemento circolare, come sulla Scrambler. La sella è biposto ma il telaietto ausiliario posteriore è smontabile e la moto può diventare a una piazza, acquistando una sella singola presente nel catalogo accessori.

La BMW R nineT racer (14.300 euro) è di tutt’altra pasta e strizza l’occhio alle sportive con mezza carena di una volta, come fece la Concept Ninety al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este nel 2013. Il suo elemento distintivo è il cupolino a ogiva, che le regala una silhouette bassa e slanciata assieme al codino con sella monoposto (qui però si può sempre fare l’operazione inversa rispetto alla Pure e trasformare la moto in biposto). Un tocco speciale viene poi dalla candida verniciatura lightwhite, movimentata dai fregi nei tipici colori sociali BMW Motorsport, e dal telaio grigio chiaro. A completare il quadro ci sono poi semimanubri, pedane arretrate e una strumentazione stavolta con due indicatori analogici.

In comune le due moto hanno invece il motore, l’ultimo sviluppo del noto bialbero boxer 1200 con raffreddamento ad aria e olio, che i tecnici tedeschi sono riusciti a rendere Euro 4. La sua potenza è di 110 cv, mentre la coppia massima è di 116 nm. Il telaio è modulare in acciaio, con quote però leggermente diverse: anche se di un’inezia, la Pure ha misure maggiori di interasse e avancorsa (2 mm in un caso, 1,1 nell’altro) e un cannotto di sterzo più aperto di 2 decimi di grado. Identiche sono invece le sospensioni, con una forcella tradizionale da 43 mm (e non a steli rovesciati come sulla NineT) e schema Paralever, così come le ruote in lega a cinque razze da 17” con pneumatici 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore. A richiesta si possono tuttavia avere anche bei cerchi a raggi, che rappresentano la proverbiale punta dell’iceberg parlando di optional: in catalogo ce n’è davvero per tutti i gusti.

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