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Trofeo Enduro KTM 2016, cartoline dell’Elba

Come è possibile riunire 252 piloti e relative famiglie in un unico posto? KTM ci è riuscita con il primo appuntamento del Trofeo Enduro 2016, complici un’isola bellissima e una organizzazione impeccabile. Noi c’eravamo. Per una volta

Pubblicato mercoledì 30 marzo 2016 · da

TESTO DI ALESSIO BARBANTI – FOTO ANDREA STEFANONI ROBERTO ROSSI

Lo scorso weekend è ripartito alla grandissima il Trofeo Enduro organizzato da KTM Italia, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione. Il fine settimana di Pasqua ha portato la carovana di piloti orange all’isola d’Elba che, proprio per la bellezza della location, hanno approfittato del lungo weekend per condividere insieme a mogli, fidanzate, e a tanti amici la stessa passione per il fuoristrada e per le moto della Casa austriaca. Il clima primaverile e la grandissima esperienza di Fabio Fasola in qualità di organizzatore del percorso hanno fatto il resto. Epicentro della manifestazione è stato Portoferraio, con un paddock super affollato lungo tutto il molo, mentre il percorso di gara ha portato i ben 252 piloti al via (record assoluto di partecipazione per un monomarca) a percorrere gli sterrati e le mulattiere nelle zone di Lacona e Marina di Campo. Tra i partecipanti non è difficile incontrare anche qualche nome illustre, come Nicola Dutto, fuori gara, ma grande presenza sia sul percorso sia fuori, l’ex Dakariano Claudio Terruzzi, e il sempre presente, instancabile e super appassionato AD di KTM Italia Angelo Crippa.

TrofeoKTM2016Elba-001252 piloti al via. Ci sono organizzatori che si bacerebbero i gomiti per avere un quarto delle presenze. Per il monomarca KTM, invece, questi “numeri” sono del tutto normali. Come si sono riusciti? Tanti i motivi, ma uno su tutti: il Trofeo Enduro KTM non è una gara di enduro come le altre. Lo Staff di KTM Italia ha saputo negli anni creare un ambiente fantastico, accogliente e divertente, dove l’aspetto agonistico ha sì un ruolo importante, ma l’atmosfera che si respira nel paddock è davvero unica. Qui non si viene per correre a basta, qui si viene per divertirsi, passare due giorni in mezzo a tanti amici e anche per fare un gran casino. Ma… la gara è comunque la gara. Il sabato è come sempre dedicato agli ultimi preparativi sulle moto, alle operazioni preliminari, iscrizione e verifiche tecniche, ed alla “passeggiata” a piedi lungo le prove speciali per cercare di individuare e memorizzare i punti più critici da affrontare il giorno successivo.

Trattandosi però del primo appuntamento della stagione, l’emozione in più è il ritiro del kit Ready To Race per tutti i partecipanti al trofeo, che comprende l’abbigliamento da gara, un set di pneumatici, le grafiche da applicare alla moto e tanti altri utili gadget forniti dalle aziende partner di KTM in questo trofeo.

Verso sera poi, l’appuntamento fisso per tutti i partecipanti è il briefing pre-gara presso il truck KTM, dove vengono date tutte le informazioni più importanti per il giorno successivo, mentre su un mega schermo scorrono le immagini on-board delle prove speciali che i piloti andranno ad affrontare. È qui che, una volta illustrate le indicazioni tecniche, si scatena l’immancabile “show” di Roberto Rossi, anima carismatica del Trofeo. Manco fossimo a mai dire Banzai, abbiamo visto gente lanciarsi in mare dal molo, correre a piedi scalzi tra pneumatici da enduro, oppure fare una gara di flessioni a terra, pur di aggiudicarsi i ricchi premi messi in palio dalle aziende sponsor e partner del Trofeo.

TrofeoKTM2016Elba-008La gara si è disputata su un percorso di 50 km da ripetere tre volte, con due prove speciali ad ogni giro. I tratti di trasferimento non erano impegnativi e hanno dato ai partecipanti la possibilità di godersi gli splendidi paesaggi dell’Isola d’Elba, dal verde dei boschi al blu intenso del mare. Al contrario, i due tratti cronometrati non concedevano proprio alcuno spazio a distrazioni. Il cross test, da circa sei minuti, era un alternarsi di passaggi stretti e piuttosto tecnici, con qualche “gradino” qua e là da superare con decisione, e veloci allunghi da affrontare a tutto gas, una vera goduria, su un terreno duro e piuttosto scivoloso. Di tutt’altra pasta l’enduro test, o come si dice in gergo prova speciale in linea. Qui con la manopola del gas c’era proprio poco da fare gli spavaldi: dopo poche centinaia di metri si entrava in una salita piuttosto ripida e soprattutto disseminata di pietre piantate nel terreno e non certo di piccole dimensioni, per passare poi a dei lastroni di roccia e ritornare di nuovo a fare lo slalom tra sassi che per utilizzare un termine caro ai Bikers a pedali rendevano il passaggio praticamente un single track. In sintesi circa quattro minuti di tortura, almeno per il sottoscritto!

Al termine di questa prova si poteva poi scegliere tra due varianti, ovvero hard e soft, e di questa intuizione va dato grande merito all’organizzazione. Chi arrivava al termine della PS2 con le braccia “cucinate” poteva proseguire su un facile sterrato, mentre chi di benzina ne aveva ancora da bruciare, poteva prendere la via della variante hard, una bella pietraia con qualche gradone di stampo trialistico da fare questa volta tutta in discesa, senza possibilmente farsi distrarre dal panorama mozzafiato..

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