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Prova Moto Guzzi MGX-21, l’anticonformista

Costa 23.900 euro franco concessionario la "bagger veloce" che fa dell'originalità il suo tratto distintivo. La ruota anteriore di 21" complica le cose nello stretto ma la MGX-21 si muove bene in tutte le altre condizioni

Pubblicato giovedì 08 settembre 2016 · da
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Un “atto di coraggio e di responsabilità“. Coraggio perché due anni fa, quando il concept fu presentato all’EICMA, nessuno pensava che Moto Guzzi portasse in produzione questo modello. Responsabilità perché la MGX-21 dimostra la volontà del Gruppo Piaggio di investire sul marchio lariano: si tratta, infatti, di una proposta destinata a un ristretto gruppo di potenziali clienti. Eppure la sensazione è che si parlerà parecchio di questa bagger fuori dagli schemi, una moto di “immagine” ma emblematica di come viene ora concepito il marchio, e di dove andrà in futuro. Il traguardo è quello del centenario, nel 2021, quando la gamma, già molto ampliata negli ultimi anni, sarà rivista e arricchita, delineando la Moto Guzzi del futuro prossimo.

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Irriverente nelle linee, nasce attorno alla ruota anteriore da 21 pollici, talmente importante da finire dritta nel nome del modello. Miguel Galluzzi, a capo del Piaggio Advanced Design Center di Pasadena (California), ha seguito il progetto fin dalle origini, che risalgono alla genesi della California: la MGX-21, infatti, è una delle numerose declinazioni della California pensate già in fase di progetto, quando i designer hanno esplorato varie ipotesi e segmenti. Basti ricordare che oltre alla California nelle due versioni di lancio, ossia 1400 Custom e Touring SE, in listino ci sono anche Audace ed Eldorado. Ispirata ai prototipi Bertone degli anni Cinquanta del secolo scorso, nel racconto di Galluzzi deve in parte le sue forme alle suggestioni di Bonneville, fatte di sfide ad alta velocità sul lago salato.

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La MGX-21 è stata presentata a Sturgis l’agosto scorso, durante il più grande raduno motociclistico mondiale: tra le montagne del South Dakota ha sfilato sotto le facce dei presidenti, scolpite nella roccia del monte Rushmore. E ha stupito. La sua peculiarità, come detto, è la ruota anteriore di 21″, che non connota soltanto l’avantreno ma delinea l’insieme del veicolo, dimensioni e colpo d’occhio. Rispetto al concept la costruzione lenticolare della ruota ha lasciato il posto a un rivestimento esteso ma non integrale: costruito in fibra di carbonio, vanta una finitura superficiale molto curata. La stessa che ritroviamo sul serbatoio, sulle valigie laterali da 58 litri di capacità e sul parafango anteriore: parliamo di vera fibra di carbonio su un modello di serie, segno di attenzione alla qualità e indice del posizionamento di alto livello della moto. Le finiture sono un indubbio punto di forza della MGX-21: dal rivestimento delle teste in lega di alluminio con colorazione di un evocativo rosso, alla strumentazione con due elementi circolari analogici, altrettanti display digitali a matrice di punti e moltissime spie; dai nuovi blocchetti elettrici, che presto saranno estesi ad altri modelli, fino ai fianchetti rigorosamente neri con la sigla del modello e il nomignolo “Flying Fortress” (fortezza volante); dalla sella ai già noti ma sempre gradevoli gruppi ottici con elementi LED.

Novità rispetto alle altre California per intrattenimento e comfort: esordisce l’impianto stereo con diffusori da 25W collocati nello scudo anteriore, integrato dalla presa USB al centro del cruscotto, comoda per caricare brani musicali. Il nuovo cruise control si comanda dal blocchetto sinistro e per funzionamento è assimilabile a un sistema automobilistico: in pochi tocchi è possibile cambiare velocità. Il modulo Bluetooth permette di collegare interfono e smartphone, sfruttando anche il riconoscimento vocale per usare il telefono nel modo più familiare e intuitivo possibile. Immancabile la piattaforma MG-MP, che si collega allo smartphone tramite l’app dedicata e permette di visualizzare e registrare moltissime informazioni sulla dinamica di guida: si tratta in sostanza di un sistema di acquisizione dati, per quanto semplificato.

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Il telaio a doppia culla chiusa è stato irrigidito, aumentando lo spessore dei tubi e inserendo specifici fazzoletti di rinforzo; le quote sono state modificate per ospitare la ruota anteriore di 21″. L’avancorsa vale 187 mm, con il cannotto inclinato di 32°. Le sospensioni sono incentrate sulla forcella con steli di 45 mm di diametro e su due ammortizzatori regolabili nel precarico tramite apposita manopola, e idraulica in estensione.

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