Harley-Davidson a Roma, l’incontro con Willie G.

La presentazione del grande evento romano del prossimo giugno è stata l'occasione per un faccia a faccia con l'icona Willie G. e con Bill: padre e figlio, discendenti del fondatore

L'incontro è di quelli che non si dimenticano, perché Willie G. Davidson è molto più che il pronipote del fondatore. Lui è l'incarnazione stessa del mito Harley, un simbolo per milioni di persone. Vicino agli 80 anni, veste in nero: jeans Levi's 510 taglia 36, scarpe da trekking Salomon con logo rosso, camicia rigorosamente Harley-Davidson, occhiali Oakley e l'immancabile copricapo, che ha tolto soltanto al cospetto del Papa, Benedetto XVI. L'incontro con il pontefice è avvenuto poche ore prima, ed è stato “emozionante per me e per la mia famiglia”.

Riavvolgiamo il nastro. Nell'ambito delle celebrazioni per il 110° anniversario di Harley-Davidson, fondata nell'ormai lontano 1903, sono previsti due grandi eventi: il più importante sarà a Milwaukee, in Wisconsin, cioè presso la sede dell'azienda; un altro appuntamento, l'unico in Europa e il primo per Harley in una capitale, si svolgerà a Roma tra il 13 e il 16 giugno prossimi. La Città Eterna, infatti, è stata scelta per ospitare quello che potrebbe diventare il più grande raduno Harley di sempre al di fuori degli Stati Uniti. A Ostia sarà allestito un villaggio che diventerà il punto di ritrovo dei bikers, mentre allo Stadio Olimpico andranno in scena due grandi concerti con star internazionali; non mancherà una parata per le strade della capitoline. Ultimo ma non certo per importanza, il momento che non ti aspetti: la benedizione del Papa, che la impartirà ai motociclisti e alle loro moto nello scenario unico di Piazza San Pietro.

Ieri il grande evento è stato presentato ufficialmente, al cospetto del sindaco di Roma Gianni Alemanno; del senatore Mauro Cutrufo, presidente dell'associazione parlamentare amici delle due ruote; di Ken Ostermann, responsabile marketing globale HD, e di Padre Augusto Chendi per la Santa Sede. Ovviamente, però, le vere star sono stati i signori Davidson: Willie G., accompagnato dalla moglie, e il figlio Bill. Il primo ricopre la carica di Chief Styling Officer Emeritus ma non ha certo bisogno di qualifiche; il secondo è, tra l'altro, vicepresidente del Museo Harley-Davidson di Milwaukee. Entrambi hanno ascoltato con attenzione e cortesia gli interventi degli altri partecipanti e poi si sono concessi ai giornalisti e ai tanti appassionati Harley presenti, increduli di poter scattare la classica foto ricordo accanto a personaggi altrimenti inavvicinabili. Se infatti non è impossibile vedere Willie G., in moto (!), al grande raduno di Sturgis, in South Dakota, non si può certo dire che parlargli a quattr'occhi sia un'esperienza comune o alla portata di tutti.

Il responsabile marketing globale HD, Ken Ostermann, è stato il più esplicito sulle ragioni della scelta di Roma per il grande evento di giugno: “Harley è un marchio sempre più globalizzato. E quello attuale è un momento entusiasmante per noi e per i nostri clienti. Le nostre moto sono vendute in più di 80 Paesi e per la prima volta abbiamo più concessionarie fuori dagli Stati Uniti che all'interno. Per essere sempre più al passo abbiamo attuato tre trasformazioni: ridotto il tempo che passa dall'ideazione alla produzione; migliorato la flessibilità della produzione e infine potenziato l'esperienza del consumatore finale, superando le sue aspettative”. Ostermann ha rimarcato come l'anniversario “sarà una celebrazione epocale, senza precedenti, che durerà un anno. Due gli eventi a coronomento, uno a Milwaukee e uno a Roma: quest'ultimo sarà tra i maggiori eventi organizzati da Harley-Davidson al di fuori degli Stati Uniti”. 

Il rappresentante della Santa Sede ha spiegato come Harley abbia intrapreso una serie di iniziative benefiche, precedenti e contestuali all'evento romano. In occasione di quell'appuntamento saranno personalizzati due serbatoi: uno sarà montato su una moto che sarà poi esposta al Museo, mentre il secondo andrà all'asta con l'obiettivo di raccogliere fondi per la Fondazione Buon Samaritano. 

Finita la conferenza stampa l'attenzione si è spostata definitivamente sui Davidson. Willie G. è consapevole di essere una vera star ma non si atteggia a divo: si presta, invece, a foto, domande (non tutte originali…), chiacchiere in libertà; il suo racconto è indissolubilmente legato alle emozioni del bicilindrico, alle suggestioni che sa regalare. Willie G., quindi, parla soprattutto di libertà: “I biker vogliono sentire la potenza del motore, la spinta in accelerazione: non per le prestazioni in sé ma per quello che si prova alla guida di un'Harley”. Alle domande sul futuro del marchio e sui prossimi modelli né Willie G. né Will danno risposta: sfoderano grandi sorrisi e si trincerano dietro il più classico dei “no comment”. 

La Terrazza Caffarelli al Campidoglio, con la sua splendida vista su Roma, è il teatro di altre foto ricordo, di battute e sorrisi, di interviste e chiacchiere in libertà. Il prossimo appuntamento sarà ancora nella capitale, il prossimo 13 giugno. Intanto Willie G. si lascia immortalare con il Vittoriano sullo sfondo. E un bel sorriso.

 

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