Proprio come fanno i grandi viaggiatori, che amano mettere una puntina sul planifero per ogni posto visitato, QJMotor sta pian piano mettendo la sua ideale bandierina in ogni segmento o nicchia di mercato. L’ultimo modello a portare a ulteriore un allargamento della gamma è la SRX 800. Si tratta di una quattro cilindri che va a completare la famiglia delle naked cinesi, sinora composta solo da moto bicilindriche. I primi esemplari sono già disponibili in Italia presso i concessionari. Il prezzo ufficiale di listino è di 8.790 euro f.c., ma chi acquisterà la moto entro il 30 settembre la pagherà 8.590 euro. L’unica livrea proposta è quella rossa e argento di queste foto.

Fisico atletico per la SRX 800
La SRK800 ha uno stile minimalista e muscoloso. Serbatoio massiccio da 17,5 litri e meccanica in bella vista si contrappongono a codino e fianchetti rastremati. A dare grinta all’insieme sono anche la fanaleria a LED e le prese che portano aria fresca all’aspirazione.


La sella è alta 815 mm misura che dovrebbe permettere a tutti di poggiare bene i piedi a terra. Per cucirsi la moto addosso il pilota può contare poi su leve regolabili. Il ponte di comando è dominato da un pannello TFT da 5 pollici che integra funzioni di navigazione, monitoraggio della pressione degli pneumatici e connettività per smartphone.

Un aiuto dall’elettronica
La SRK800 è spinta da un quattro cilindri in linea da 778 cc, con distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro. Questa unità sviluppa una potenza di 95 CV (70 kW) a 10.000 giri e una coppia di 75 Nm, ma volendo c’è anche la versione depotenziata per chi ha la patente A2. Il pilota può gestire la cavalleria scegliendo tra tre modalità di guida: Standard, Sport e Rain. Tra le chicche elettroniche che gli facilitano la vita ci sono anche il Quick Shifter Up/Down, il cruise control e una doppia porta USB+Tipo-C. Il tutto senza dimenticare ABS Cornering e Traction Control.

Un tocco tricolore
Passando alla ciclistica della QJMotor SRX 800 , l’elemento portante è un inedito telaio a doppio trave in alluminio. Quanto alle sospensioni, all’anteriore c’è una forcella Marzocchi, regolabile nel precarico e in estensione. Al posteriore c’è un forcellone sempre in alluminio che lavora un mono a sua volta regolabile nel precarico con una comoda manopola. Sul reparto freni sventola in tricolore. L’impianto è firmato Brembo con dischi anteriori da 320 mm lavorati da pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini. Sulla ruota dietro agisce invece un disco da 260 mm. Il peso totale è di 207 kg.

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