Giusto ieri Mercedes-Benz ha soffiato su 140 candeline. Era il fatti il 29 gennaio 1885 quando Karl Benz depositò il brevetto della pionieristica Motorwagen. Alla festa di compleanno ha fatto il suo debutto in società la nuova ammiraglia della Stella. Sto parlando della nuova Classe S 2026, che – è bene chiarirlo subito – non rappresenta una vero e proprio nuovo modello… ma quasi. Liquidare l’auto come un semplice restyling della settima generazione sarebbe infatti troppo sbrigativo. La Casa stessa mette i puntini sulle i dicendo di avere riprogettato circa la metà dei componenti. Premesso che al momento il listino italiano non è stato ancora svelato e che in Germania i prezzi partono poco sopra i 120.000 euro, andiama o scoprire le caratteristiche principali della Sonderklasse.

Grande ma agile
Da un punto di vista stilistico non ci sono stravolgimenti di sorta, almeno a livello di sagoma.
A livello estetico si può parlare di vero e proprio facelift. La calandra si amplia del 20% ed esibisce un suggestivo effetto 3D grazie alla presenza di piccoli elementi cromati a forma di stella a tre punte. La cornice è illuminata, così come retroilluminata è la tipica stella frontale, una vera primizia.

Quanto alle dimensioni, la Classe S 2026 continua a essere proposta in due varianti, una a passo corto lunga circa 520 cm e una a passo lungo che si stiracchia di una decina di centimetri. Misure del genere non devo preoccupare più di tanto il guidatore (o forse sarebbe meglio dire l’autista).

L’auto monta infatti di serie un retrotreno sterzante (fino a 4,5°) che riduce molto il diametro di volta. Credete che non basti? A richiesta se ne può avere un secondo che consente ancor più mobilità alle ruote, circa il doppio.

Un salotto hi-tech su ruote
In una macchina come la Mercedes Classe S ciò che conta di più è l’abitacolo, con tutti gli agi e le comodità che può offrire. L’elemento di maggior spicco è senza dubbio l’MBUX Superscreen, il pannello lucido la cui superficie nasconde la strumentazione digitale, lo schermo da 14,4″dell’infotainment e quello del passeggero da 12,3″. Se l’occhio ha la sua parte, lo stesso vale anche per i timpani e… i polmoni. Per i melomani si segnala la presenza in catalogo di uno stereo Burmester High‑End 4D, con attuatori negli schienali che creano vibrazioni a tempo di musica, per un’esperienza più immersiva. Venendo poi all’impianto di aerazione, le chicche sono due. Sono il Digital Vent Control, con tanto di bocchette motorizzate, e l’Energizing Air Control che ionizza e filtra l’aria, ripulendola dalle polveri sottili.

Oltre che a vista, udito e olfatti i tecnici Mercedes hanno pensato anche al tatto, con materiali di prima qualità per rivestimenti e inserti, tra cui spiccano listelli in legni di quercia e noce. Un’altra novità degna di nota è rappresentata dalle cinture di sicurezza riscaldate, che possono garantire un insolito tepore.

I microchip al potere
In materia di tecnologia di bordo è doveroso aprire una rapida parentesi. La Classe S 2026 porta al debutto il nuovo Mercedes‑Benz Operating System (o MB.OS che dir si voglia), una piattaforma che fa da ponte tra l’auto e il Cloud. Il sistema si avvale di tutte le più note AI della rete per aumentare le potenzialità dell’assistente vocale e farlo interagire con l’avatar LittleBenz. Passando a cose dal sapore un po’ meno fantascientifico, merita una sottolineatura anche l’evoluta navigazione MBUX Surround con grafica 3D. La suite di ADAS MB.Drive Assist Pro include lo stato dell’arte dell’assistenza alla guida. I sistemi di bordo possono tenere sotto controllo l’ambiente circostante grazie a una trentina di occhi elettronici, tra telecamere, radar e sensori vari. In un quadro del genere rischia quasi di finire in secondo piano la presenza di sospensioni intelligenti che regolano in modo predittivo ammortizzatori Airmatic e degli inediti fari Digital Light. Questi ultimi eccellono per luminosità e possono anche disegnare indicazioni sull’asfalto, a vantaggio di chi guida.

Business class in coda
I passeggeri posteriori, dal canto loro, hanno tutto lo spazio che possono desiderare e sono a trattati in guanti bianchi. Al netto delle possibilità di regolazione delle sedute, che possono trasformarsi in chaise longue, e degli optional più sfarzosi, possono contare a loro volta su schermi da 13,1″. Il massimo per chi si vuole svagare o per gli stacanovisti delle riunioni online.

Hybrid über alles
Tutta la gamma della Classe S 2026 è elettrificata e ibrida, con tante proposte sia mild hybrid sia plug-in hybrid. Nel primo caso si può scegliere tra due versioni turbodiesel (la S 350 d da 313 CV e la S 450 d da 367 CV ) e tre a benzina (la S 450 da 381 CV, la S 500 da 449 CV e la S 580 da 537 CV, unica otto cilindri del quintetto). Tutte queste varianti sono a trazione integrale e – neanche a dirlo – a cambio automatico. Quanto invece alle ibride alla spina, si parte dalla S 450 e con 435 CV scaricati sulle ruote posteriori per arrivare alla S 580 e con invece 585 CV.

Più avanti seguiranno derivazioni a marchio AMG e Maybach ma su queste torneremo in un secondo tempo.