Ormai ci siamo quasi. La prima Ferrari elettrica è in dirittura d’arrivo e Maranello svela quella che potrebbe rivelarsi la rivoluzione più sorprendente. No non parliamo del powertrain a batteria, ma degli interni. Se pensavate che tutto il dibattito si riducesse a “elettrico sì” o “elettrico no”, preparatevi a ricredervi. La macchina chiama Luce e rappresenta la visione del Cavallino sul futuro. Un futuro materializzatosi a San Francisco, dove sono stati svelati i componenti dell’abitacolo progettati da Jony Ive. Il nome vi dice poco? Ebbene è il designer di iPhone e MacBook. Per la cronaca sono serviti ben cinque anni di collaborazione con Ferrari per definire il cockpit.

Vetro, alluminio e zero compromessi
La Ferrari Luce sarà la prima auto elettrica al mondo con interni in vetro e alluminio fresato CNC. Ogni elemento – dal volante alla console – viene scolpito da blocchi pieni, con precisione millimetrica. È la massima espressione del design industriale che si avvicina alla artigianalità di Pagani. Il volante è composto da 19 pezzi lavorati a controllo numerico. La chicca? Ogni superficie ha la stessa finitura anodizzata, anche le parti nascoste. Risultato: 400 grammi risparmiati e tanta qualità percepita.

Tutto ciò che non è alluminio è vetro Fusion5 di Corning: sottile, leggero, antigraffio e omologato crash. Lo si troverà ovunque: alzacristalli, comandi clima, selettore marce. Persino la chiave integra un display E-Ink che cambia colore. Quando la inserisci nel dock, un magnete la centra e il display passa dal giallo Ferrari al nero mentre l’abitacolo si illumina in sequenza. Ferrari lo chiama – non senza una certa teatralità – “il rituale”.

Un mix perfetto tra analogico e digitale
Il cruscotto nasconde due display OLED Samsung sovrapposti con tre aperture che rivelano lo schermo sottostante. Sopra? Lancette vere in alluminio che si muovono su schermi digitali. Un mix ispirato agli strumenti Veglia e Jaeger delle Ferrari Anni 50 e 60, pensato per una leggibiltà immediata.

Al centro c’è un pannello su uno snodo sferico sfera, orientabile tra pilota e passeggero. Lo si vede qui sotto.

Il multigraph che si vede nella parte alta sulla destra è un orologio meccanico con tre lancette mosse da motori indipendenti: diventa cronografo, bussola o strumento di launch control. Al cambiare delle varie modalità, le lancette si riposizionano con movimenti calibrati, neanche facessero un balletto.

Tutti i controlli sono fisici: pulsanti in alluminio o vetro con feedback meccanico calibrato in numerosi test. Promettono di funzionare alla grande anche nella guida sportiva. Ma sono cose che si potranno giudicare solo più avanti.


