Malaga (Spagna) – Il 2026 non passerà alla storia come un anno qualunque per gli amanti delle moto americane. È l’anno in cui la Casa di Milwaukee decide di scendere in pista in occasione di sei appuntamenti della MotoGP. In Italia il 29 e il 30 maggio al Mugello il pubblico dei motociclisti potrà assistere allo spettacolo della Bagger World Cup. Dodici piloti professionisti si daranno battaglia in sella alle spettacolari (ed enormi) Road Glide V-Twin da competizione. Il 2026, però, è anche l’anno del lancio di una collezione di Limited composta da Street Glide, Road Glide e Pan America 1250. Soffermiamoci sulla Street Glide Limited, parte della famiglia Grand American Touring.

Milwaukee-Eight VVT 117 a fasatura variabile
Il fulcro della moto è il propulsore Milwaukee-Eight VVT 117. La sigla VVT (Variable Valve Timing) indica la distribuzione a fasatura variabile, che ha esordito sulla elitaria gamma CVO (Custom Vehicle Operations) e punta a portare sul bicilindrico da 1.923 cc, pari appunto a 117 pollici cubi, un’erogazione ancora più piena. Del resto, considerata la corsa lunga e il regime di giri massimo non certo da sportiva, è evidente come la fasatura variabile non abbia il solo obiettivo di migliorare le prestazioni assolute ma di ottimizzare la risposta del gas e contenere contestualmente consumi ed emissioni.

Più potenza e coppia
I dati tecnici in ogni caso certificano una crescita non irrilevante delle prestazioni rispetto ai modelli Limited del 2024: la coppia massima sale del 7%, raggiungendo i 177 Nm a 3.500 giri/min. La potenza fa segnare un interessante +14%, toccando quota 106 CV a 4.600 giri/min. In Harley hanno lavorato sulla gestione termica: il sistema di raffreddamento delle teste è stato riprogettato per ridurre la trasmissione di calore in situazioni critiche, come ad esempio il traffico in città e le code sotto il sole estivo, quando il flusso di aria calda proveniente dai cilindri rischia di compromettere il comfort di pilota e passeggero.

Aerodinamica ottimizzata
Il celebre profilo “Batwing”, l’inconfondibile carenatura anteriore, è stato affinato in galleria del vento. Il nuovo parabrezza è più alto di 4 pollici rispetto alla versione standard ed è studiato per creare una bolla d’aria che avvolge il pilota, riducendo il più possibile le turbolenze. Per il 2026 arriva anche una riduzione del peso di 10,9 kg, dato in teoria interessante ma che va ridimensionato alla luce del peso della Street Glide Limited (405 kg in ordine di marcia). Sul piano estetico spiccano i nuovi cerchi a 10 razze sdoppiate, impreziositi dalla lavorazione alle macchine utensili.

Comfort come primo obiettivo
Si chiama “Limited” ma sembra davvero senza limiti sul piano del comfort. La sella è stata totalmente rivisitata per offrire un supporto ergonomico ancora superiore. Aumenta il già abbondante spazio a disposizione del passeggero, che può beneficiare della sella riscaldabile con accensione autonoma rispetto al pilota. Basta usare i tasti sul lato sinistro della sella. Anche le manopole sono riscaldabili, tramite un tasto integrato all’estremità delle manopole stesse, uno stratagemma che toglie una funzione ai già sovrabbondanti blocchetti al manubrio. Il baule posteriore è stato completamente ridisegnato nella parte interna e monta un vistoso gruppo ottico LED. Ha 68 litri di capacità, il 9% in più rispetto ai modelli Limited 2024, e permette di ospitare due caschi integrali. Non manca una comoda presa a 12 Volt. I fendinebbia sono integrati nel design della zona laterale, che ospita anche piccoli vani portaoggetti.

Skyline OS, strumentazione sontuosa
La strumentazione è basata su un immenso pannello TFT a colori da 12,3 pollici. Gestito dal sistema operativo Skyline OS, offre la navigazione cartografica di serie, aggiornamenti Over-The-Air (OTA), riconoscimento vocale e piena integrazione con Apple CarPlay. L’esperienza di viaggio è arricchita dall’impianto audio firmato Rockford Fosgate. Con 4 canali e una potenza complessiva di 200 Watt, gli altoparlanti (posizionati nel batwing e nei cuscini di supporto laterale del passeggero) garantiscono una fedeltà sonora notevole anche alle velocità autostradali.

Due ammortizzatori Showa regolabili ma niente semi-attive
Per quanto riguarda la ciclistica, l’Harley-Davidson Street Glide Limited monta una coppia di ammortizzatori Showa con serbatoio esterno, regolabili manualmente. Una scelta che appare decisamente controtendenza in un’epoca di sospensioni semi-attive anche su moto di stazza (e prezzo) molto inferiore. E anche in controtendenza rispetto alla dotazione elettronica davvero ricca della moto. Ad esempio il pacchetto RDRS (Reflex Defensive Rider Systems) include:
- Frenata integrale e ABS Cornering: per gestire la massa della moto anche in caso di emergenza a centro curva.
- Controllo di trazione e di coppia: sensibili all’angolo di piega.
- Hill Start Control: fondamentale per ripartire in salita senza difficoltà.
- Monitoraggio TPMS: per avere sempre sotto controllo la pressione degli pneumatici.
Le quattro modalità di guida (Road, Sport, Rain e Custom) permettono di cucirsi addosso il carattere del VVT 117, passando da un’erogazione dolce per la pioggia a una risposta più brillante.

Prezzo da ammiraglia
La Harley-Davidson Street Glide Limited 2026 viene proposta sul mercato italiano a un prezzo di partenza di 35.900 euro. È una cifra importante ma tutto sommato coerente con la dotazione di una moto al vertice nel segmento specifico.

RIDE
Non immaginavo di guidare in condizioni tanto difficili, sotto l’acqua e su un asfalto davvero viscido. Con una moto così pesante, per quanto dotata di sella bassa e tanta elettronica, è stata un’impresa scendere dalle montagne dell’entroterra fino alla città senza… scendere di sella a causa di una scivolata! Di sicuro, pur sotto l’acqua, il comfort non viene mai a mancare. La prima mossa è accendere la sella e le manopole riscaldabili: tutto molto intuitivo, anche l’uso del tasto sulla sella, tasto abbastanza grande da poter essere facilmente azionato anche con i guanti indossati. E poi via alle danze, grazie al rinnovato impianto audio da 200 Watt di potenza, che mi avvolge in una bolla musicale molto suggestiva anche al crescere della velocità. Tra baule posteriore e valigie laterali c’è spazio per portarsi dietro veramente di tutto, quindi qualsiasi bagaglio, ad esempio il mio solito zaino, non pesa sulle spalle ma sta all’asciutto. L’innesto delle marce è, come sempre sui maxi bicilindrici Harley-Davidson, “secco”, rumoroso e verace come si addice a una vera custom. Bello sentire il V2 che borbotta al minimo, mansueto pur essendo monumentale per dimensioni e cilindrata. I blocchetti elettrici sono unici per complessità e numero di funzioni disponibili, anche se basta poco per familiarizzare con i deviatori essenziali, in primis quelli di sintonizzazione della radio e di regolazione del volume. Il display TFT rischia di distrarre per quanto è grande e ricco di informazioni. La posizione di guida è ovviamente orientata al massimo comfort possibile, unitamente a un adeguato controllo della moto, che è larga, lunga e pesante (405 kg in ordine di marcia). Un ruolo decisivo lo svolge la comodissima sella, che è a soli 740 mm da terra e permette di appoggiare saldamente i piedi. Il sostegno lombare è ottimo, al pari della forma del manubrio, largo e adatto a governare la massa imponente della Street Glide Limited.

Grande coppia sempre
La coppia è tale che, nonostante il controllo di trazione, sull’asfalto bagnato e scivoloso in prima marcia partendo da fermi è frequente incorrere in qualche “scodata”, non piacevolissima considerate le dimensioni del mezzo. Del resto gli pneumatici Dunlop Harley-Davidson Serie nelle misure 130/60 R19 anteriore e 180/55 B18 posteriore non sembrano a proprio agio in condizioni così difficili. La frenata integrale, in compenso, aiuta a modulare adeguatamente le decelerazioni. Ottima la protezione dall’aria, che ho potuto verificare nel tratto di autostrada che ha chiuso la prova. Il casco è completamente riparato, non si avvertono particolari turbolenze e anche le gambe beneficiano di un’adeguata protezione, preziosa in caso di pioggia.

Fasatura variabile, bella progressione
Della fasatura variabile, che ha esordito sulla gamma CVO e ora è arrivata sul 117 pollici cubi, considerate le condizioni proibitive e quindi la necessaria dolcezza d’azione sul gas, posso dire ben poco: la prima sensazione è quella di un’ottima progressione, ma mi riservo di verificare quando possibile i reali benefici. Lo stesso per quanto riguarda il raffreddamento delle teste, visto che la temperatura esterna si attestava intorno a 10°C.




