Quando ho scoperto che avrei dovuto provare la Benelli BKX 125 S, ho sorriso. Non per snobismo, ma per quella strana combinazione di nostalgia e curiosità che le 125 sanno ancora suscitare, anche a chi le ha lasciate da un bel po’. Ho passato qualche giorno in sella, ho fatto finta di avere di nuovo 16 anni. O almeno ci ho provato. Il risultato? Più interessante del previsto.



Naked-motard con le carte in regola
La BKX 125 S è la proposta di Benelli per chi entra nel mondo delle due ruote attraverso la patente A1. Esteticamente si presenta con una personalità forte: atteggiamento da motard, faro anteriore a LED aggressivo e linee che strizzano l’occhio alle sorelle di cilindrata superiore. Da lontano regge il confronto con moto più costose, e non è un complimento da poco nel segmento dove l’occhio vuole la sua parte quasi quanto il portafoglio. Già, il portafoglio: con 3.390 euro di listino, anche il prezzo è piuttosto interessante.
Ma è la dotazione tecnica a fare la differenza. Le sospensioni sono pluriregolabili — una caratteristica che nel segmento delle 125 raramente si trova. Onestamente non so quanti sedicenni sfrutteranno la possibilità di adattare il set-up al proprio peso e al proprio stile di guida, ma resta un potenziale vantaggio concreto.


Ben più utilizzate, ci scommetto, saranno le regolazioni della distanza delle leve di freno e frizione. A qualcuno sembrerà banale, ma guardatevi in giro: ci sono moto che costano facilmente il doppio e su cui ancora oggi non trovate nulla di tutto questo. A onor del vero, sull’esemplare che ho provato io, la leva del freno era piuttosto lontana in tutte le regolazioni. Tanto per capirci, io con la mia taglia L di guanti, ho utilizzato la posizione più vicina alla manopola.
Benelli BKX 125: agile e matura
Già dai primi chilometri la BKX 125 S trasmette un feeling rassicurante e onesto. La posizione di guida è naturale, con un manubrio largo che garantisce leva e controllo senza forzare nulla. Solo la forma della sella non mi convince fino in fondo; è tanto scavata, chiaramente per favorire l’appoggio a terra di principianti e diversamente alti, ma in questo modo gli spostamenti longitudinali sono limitati.
Con 142 kg in ordine di marcia e gomme dalla sezione sottile, l’agilità è, ovviamente, ai massimi livelli. Basta decidere e la moto cambia direzione, quasi prima che lo si chieda.

Più sorprendente è l’ottima stabilità. Il comportamento è composto e prevedibile, con un feeling generale che aiuta a costruire fiducia rapidamente e con naturalezza. Per un neofita, questa è probabilmente la cosa più importante.
I freni meritano poi una menzione a parte: potenti e ben modulabili, permettono di gestire le frenate con decisione senza mai scomporre la moto.
Il motore: 15 CV, né più né meno
Sotto la sella trova posto un monocilindrico da 125cc raffreddato a liquido, con distribuzione SOHC e alimentazione a iniezione elettronica Bosch Motronic. La potenza massima è di 15 CV a 9.500 giri, con una coppia di 12,1 Nm disponibile a 7.000. Il limite di legge per la patente A1, purtroppo, è invalicabile.
La spinta è quella giusta per il traffico cittadino e il misto leggero, anche se la posizione di guida rialzata limita un poco la velocità massima rispetto ad altre 125. Per la cronaca, ho toccato i 118km/h indicati quando è intervenuto il limitatore in sesta.

Ma il punto non è questo: la BKX 125 S è uno strumento per imparare a ragionare da motociclisti, e in questo senso la misura del suo motore è esattamente quella corretta. Per iniziare da zero, è giusto così.
Quindi, com’è?
A 3.390 euro, questa Benelli BKX 125 S è una 125 che si prende sul serio. Dotazione tecnica non indifferente, comportamento sicuro e carattere unico. Non vi riporterà davvero a 16 anni — quello è un sogno che nessuna moto può esaudire per davvero. Ma per chi i 16 anni li ha sul serio, è senza dubbio un’opzioni interessante.







