Suzuki Bike Day 2026, divertimento e solidarietà a Misano

Seicento chilometri di asfalto e passione, 1.600 ciclisti in griglia e un parterre di campioni olimpici da brivido. Dal paddock di Misano alle colline romagnole, la sesta edizione dell'evento firmato Suzuki dimostra che la mobilità sostenibile è una questione di performance, ma soprattutto di cuore. Raccolti oltre 20.000 euro per Dynamo Camp

Ci sono giorni in cui il tempio della velocità, il Misano World Circuit Marco Simoncelli, affianca al rombo dei motori il sibilo di migliaia di bici. Sabato 20 giugno è andata in scena la sesta edizione del Suzuki Bike Day, l’appuntamento che la Casa di Hamamatsu dedica alla mobilità sostenibile e che, anno dopo anno, si è trasformato in una vera e propria festa dello sport e della solidarietà.

Un successo certificato dai numeri: oltre 1.600 appassionati si sono dati appuntamento sulla linea di partenza, pronti a vivere un’esperienza esclusiva. Cavalcare i cordoli di un tracciato mondiale e poi lanciarsi alla scoperta dell’entroterra della Riviera Romagnola non è del resto una cosa da tutti i giorni. Ma il Suzuki Bike Day non è una gara. È un manifesto su due ruote, un modo per ribadire che la strada è di tutti e che il futuro della mobilità passa dall’integrazione e dal rispetto reciproco.

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Il tracciato: 62 km tra cordoli e colline

Il menu della giornata prevedeva un percorso di circa 62 chilometri con un dislivello attivo di 900 metri. Un tracciato non proibitivo ma nemmeno facile, ambientato sulle belle colline della Romagna. Nessun ritmo imposto, ma libertà d’azione per tutti i partecipanti. E così davanti si è formato subito il gruppo degli agonisti, tra cui non potevano mancare gli atleti della squadre nazionali supportate da Suzuki. Ritmo vivace, quasi da gara specialmente in salita, con in più la sicurezza dell’auto apripista, della scorta tecnica in moto e del personale messo a presidio di ogni incrocio. Dietro, invece, la maggior parte degli iscritti ha privilegiato un approccio più rilassato, con soste ai ristori e tante chiacchiere.

Tutti hanno indossato la maglia tecnica ufficiale dell’evento, realizzata dallo specialista Alé Cycling in collaborazione con Suzuki. Il design della divisa si ispira al Kintsugi, l’antica arte giapponese che ripara le ceramiche frantumate utilizzando l’oro colato, esaltando le crepe anziché nasconderle. Un simbolo potente, che celebra la bellezza delle imperfezioni e la capacità di rinascere dalle difficoltà, legandosi a doppio filo allo spirito dell’iniziativa.

Francesca Lollobrigida, classe 1991, ha vinto di quattro medaglie olimpiche: due ori, un argento e un bronzo.

Una griglia di partenza da Olimpiade

A rendere speciale questa sesta edizione è stata una concentrazione di stelle dello sport come raramente si vede in eventi non agonistici. A fare da capofila e “regista” in bicicletta c’era Davide Cassani, ex CT della Nazionale di ciclismo e colonna portante dell’evento, affiancato da Francesca Lollobrigida, campionessa olimpica e mondiale di pattinaggio di velocità su ghiaccio, che ha però lasciato al marito il piacere della pedalate, rimanendo al paddock e prestandosi a infiniti selfies.

La lista degli atleti presenti riportava alla mente le imprese sportive di Milano Cortina 2026. La FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) si è presentata in forze. Tra i cordoli di Misano si sono visti i campioni del pattinaggio di figura Matteo Rizzo, Daniel Grassl, Marco Fabbri e Charlène Guignard; le stelle dello short track Margherita Betti e Chiara Betti; i velocisti dello speed skating Pietro Sighel, Luca Spechenhauser, Riccardo Lorello, Gloria Ioriatti e Michele Malfatti. Nemmeno il curling è voluto mancare, rappresentato da Giacomo, Stefano e Andrea Gilli, oltre ai campioni del wheelchair curling Orietta Bertò, Paolo Ioriatti e Fabrizio Brich.

In totale il plotone vantava la presenza di ben sette atleti capaci di mettersi al collo la medaglia d’oro ai recenti Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: oltre alla già citata Lollobrigida, hanno pedalato forte i componenti della staffetta mista di short track (M. Betti, Confortola, Sighel, Spechenhauser) e i re dell’inseguimento a squadre (Ghiotto e Malfatti). A completare il parterre di campioni, le delegazioni della FITRI (Triathlon) con Axelle Vicari e Alessandro Saravalle, e della FIC (Canottaggio) con gli azzurri Luca Chiumento e Federica Cesarini.

Quando lo sport fa del bene: l’assegno per Dynamo Camp

Il risultato più significativo del Suzuki Bike Day è racchiuso in una cifra: 20.335 euro. L’intero ricavato delle quote di iscrizione della manifestazione è stato infatti devoluto a favore di Fondazione Dynamo Camp ETS. Questa straordinaria realtà offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche, disabilità e disturbi del neurosviluppo, restituendo loro il diritto alla felicità e alla spensieratezza attraverso lo sport e le attività all’aria aperta.

Per il brand giapponese, d’altronde, la bicicletta non è un trend passeggero da cavalcare in nome del marketing ecologico. È una questione di DNA. Nel 1952 la prima avventura di Suzuki nel mondo della mobilità iniziò proprio motorizzando una bicicletta (la celebre Power Free). Il progetto Suzuki Bike Day, nato nel 2021, affonda le radici in questa affinità storica.

L’obiettivo della filiale italiana guidata dal presidente Massimo Nalli è promuovere un cambio culturale. Automobilisti, motociclisti e ciclisti non devono essere fazioni contrapposte in una guerra di vicinato stradale, ma attori dello stesso ecosistema. Spesso chi siede al volante è lo stesso che nel weekend indossa il casco da bici. Il rispetto reciproco e la condivisione dello spazio pubblico sono le uniche strade percorribili per una mobilità davvero moderna e integrata.

Un evento così complesso ha richiesto una macchina organizzativa imponente. Per questo Suzuki ha ringraziato pubblicamente le istituzioni locali, i Comuni coinvolti e un pool di partner tecnici e commerciali di altissimo livello (tra cui Agos, Alé Cycling, Beretta, Caffè Borbone, Melinda, Motul, Natù Rigoni di Asiago, San Benedetto e Vittoria Pneumatici) che hanno reso possibile una giornata perfetta. L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno: le due ruote a pedali di Suzuki non hanno alcuna intenzione di fermarsi.

Davide Cassani, ex professionista e già CT della nazionale italiana di ciclismo, con gli atleti della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.

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