In un’epoca in cui nel mondo delle due e delle quattro ruote si fa un gran parlare di sedi produttive e di dove vengano costruiti i veicoli, il Gruppo Piaggio fa una scelta forte e un po’ controcorrente. Sto parlando dell’idea di rilanciare Moto Guzzi puntando ancora una volta sulla storica sede di Mandello del Lario. È una decisione carica di romanticismo, che privilegia la tradizione e l’identità del marchio a scapito magari anche di una logistica non proprio felice, vista la posizione un po’ defilata dell’impianto. Al cuore però – si sa – non si comanda.

Il nuovo impianto Moto Guzzi sotto la lente
Ma com’è la nuova fabbrica Moto Guzzi, inaugurata giusto ieri a margine dell’annuale raduno GMG, in programma da oggi a domenica 6 settembre? Alle spalle del mitico cancello rosso di via Parodi, dopo quasi cinque anni di lavori e a fronte di un investimento di oltre 50 milioni di euro, l’azienda si presenta rinnovata da cima a fondo. A guidare la rivoluzione è stato un progetto firmato da un archistar, l’americano Greg Lynn.

I vecchi capannoni centrali in muratura sono stati demoliti per fare spazio a una grande piazza. Adesso la fabbrica è quasi totalmente trasparente. Dalla terrazza panoramica si può guardare direttamente dentro le linee di montaggio per osservare i meccanici e i robot al lavoro. Le nuove linee di assemblaggio automatizzate permettono tra l’altro una capacità produttiva di più di 30.000 moto all’anno.

Una storia da riscoprire
Se da una parte Moto Guzzi guarda al futuro, l’Aquila di Mandello non dimentica il suo passato, ripensando da zero il museo interno. L’esposizione si sviluppa adesso su ben 3.000 metri quadrati dentro un edificio caratterizzato da una colorazione verde e da forme che rendono omaggio alle montagne circostanti, ammiccando anche alla tradizione stilistica del brand.

Il patrimonio storico è rappresentato da oltre 160 moto restaurate. Si parte dal primissimo prototipo G.P. del 1919 e si arriva ai modelli attuali, passando per le regine del passato e le moto da gara, che vinsero 14 titoli iridati nel Motomondiale. Durante la visita si trovano diverse sezioni tematiche, come quelle dedicate al cinema, alle competizioni o ai mezzi militari e di polizia.



All’avanguardia da sempre
Moto Guzzi ha anche tirato a lucido la leggendaria Galleria del Vento, costruita nel 1954 quando Moto Guzzi era l’unica Casa al mondo ad avere qualcosa del genere. L’impianto è stato restaurato e integrato come monumento centrale di una seconda piazza interna.

Questi luoghi, tutti inseriti nel perimetro originale della fabbrica, sono progettati per accogliere, tutto l’anno, i visitatori. A completare la scena sono il Motoplex Store dedicato allo shopping, la caffetteria, gli spazi per workshop ed eventi e un nuovo auditorium. Chi insomma crede ancora che Moto Guzzi sia un’azienda incapace di innovarsi farebbe bene a ricredersi, facendo magari una capatina a Mandello…
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