Le buone notizie non fanno notizia, così si suol dire. Stavolta invece le cose vanno diversamente, perché è giusto dar risalto a una vicenda che piacerebbe poter raccontare anche più spesso. Protagonista del tutto è Alcantara, società con capitale giapponese ma che rappresenta un fiore all’occhiello dal Made in Italy, dato che la sua principale struttura produttiva è in Umbria, a Nera Montoro, e che in azienda, così come al quartier generale milanese, tutto avviene all’insegna dell’italianità. Al culmine di un periodo estremamente positivo, i vertici hanno deciso di varare un piano di sviluppo che prevede un investimento di ben 300 milioni di euro, che nell’arco di cinque anni porterà Alcantara a raddoppiare la capacità produttiva. Il fatturato dovrebbe passare dagli attuali 185 ai 300 milioni di euro e, almeno nelle previsioni, 300 milioni di euro sarà anche il valore che raggiungerà l’azienda, una volta a regime. L’espansione delle linee di produzione creerà nuovi posti di lavoro, con il numero dei dipendenti che arriverà a circa 800, praticamente il doppio di quelli impiegati nel 2013, e con riflessi importanti anche sull’indotto.

La decisione arriva sull’onda della continua crescita della domanda: si pensi che il giro d’affari nel 2009 era di “appena” 64,3 milioni di euro e che oggi si è già triplicato. Buona parte del boom è legata al mondo dell’auto. In termini percentuali, l’automotive pesa per circa il 70% sul fatturato attuale di Alcantara.

Molti sono i marchi che usano rivestimenti in Alcantara sui modelli più sportivi e sulle versioni più prestigiose. Se la prima auto a usare questo materiale fu la Lancia Thema, nella prima metà degli anni Ottanta, da allora in molti hanno scelto Alcantara come partner. All’ultimo Salone di Ginevra sfoggiavano dettagli in Alcantara l’ammiratissima Ferrari 812 Superfast, la Peugeot 3008 incoronata Auto dell’Anno e versioni top di Lamborghini, Aston Martin e Audi, giusto per citare  alcuni tra i nomi più altisonanti. Fuori dall’universo delle quattro ruote, Alcantara lavora invece a braccetto con brand quali Swarovski, Max Mara e Sennheiser, oltre a essere spesso scelta da designer e artisti di livello internazionale per opere e installazioni di ogni genere. E Microsoft, in una recente campagna, ha addirittura usato gli accessori in Alcantara per nobilitare i suoi prodotti e renderli premium.

La sfida di Alcanatara sarà ora quella di affermarsi anche come fornitore non solo per auto sportive ma anche per quelle ecologiche. Il tema dell’ambiente, peraltro, vede l’azienda all’avanguardia da tempo: nel 2009 Alcantara è stata la prima realtà industriale italiana a far certificare la sua Carbon Neutrality. Anche la tanto chiacchierata guida autonoma rappresenta un potenziale volano all’espansione di Alcantara. L’abitacolo diventerà in futuro sempre più un living space, da vivere e condividere, in cui un materiale come l’Alcantara può dare una sensazione speciale di comfort e di benessere. E come si arrivi a questo risultato di morbidezza e resistenza all’abrasione e alle macchie, oltre che talvolta anche al fuoco, è top secret. L’Alcantara non è un vero e proprio tessuto ma è frutto di un intreccio di filati di poliestere e poliuretano, mescolati in una ricetta segretissima e inimitabile, propio come quella della Coca Cola.